Osanna agli evasori


A tutti quelli che… “non sta succedendo niente di diverso dagli anni passati” – “si sta esagerando, privandoci delle fondamentali libertà” – “è ora di riaprire tutto” – “senza librerie l’anima non può essere nutrita”…

A tutti questi, parafrasando Pasolini, dico che io so… Io conosco i colpevoli. Conosco i colpevoli di tutto quello che sta accadendo ed è accaduto nel nostro paese.

Io conosco i colpevoli e li addito. Negli incompetenti che in maniera clientelare vengono destinati ad occupare posti di grande responsabilità senza che siano realmente capaci di amministrare neppure il loro condominio. Gli incompetenti che abili a cavalcare l’onda del vento vincente sono stati in grado di vendersi alle giuste prebende per avvelenare aste pubbliche in cui il materiale sanitario, che avrebbe dovuto essere corredo delle nostre strutture pubbliche, opportunamente, veniva proposto sotto costo e sotto ogni possibile qualità.

Io conosco e addito i colpevoli dello smembramento della sanità e della scuola pubblica. Smembramento che doveva necessariamente favorire il finanziamento di strutture private, con danaro pubblico, come solo in Italia può accadere.

Io conosco i colpevoli. E li addito nei responsabili delle grandi attività che raccolgono lavoratori nel sottobosco dell’estrema miseria sociale e culturale offrendo loro contratti apparentemente regolari, cui ritirare puntualmente alla scadenza mensile quote del salario che vengono rimborsate agli stessi datori di lavoro.

Io conosco i colpevoli e li addito nei grandi evasori. In quelli che fanno la cresta sul capitale, sulle spalle e sulle gambe malferme di operai piegati dalla necessità.

Quei grandi evasori che spesso inneggiamo ( e pertanto condoniamo) per le loro qualità canore e sportive, come pecore belanti che non si rendono conto d’essere instradate verso il macello, e magari corricchiano allegre cullate da dolci melodie.

Dovremmo ringraziarli in coro questi signori o per parità signore. Quelli che costituiscono una gran quota del famoso PIL con i loro 100.000.000.000 miliardi di euro di evasione annuale. Costante, da sempre. Soldi, soldi pubblici, soldi derivanti da gli – evidentemente coglioni – che le tasse si ostinano a pagarle nell’idea di poter contribuire al miglioramento della cosa pubblica.

A New York stanno seppellendo a margine di una strada i corpi che nel corso dei giorni non vengono richiesti (senza nessuno cui fotta una beata minchia), i corpi di chi non riesce a permettersi un funerale dignitoso, in Lombardia, nella santissima Lombardia gestita dai più illuminati amministratori che l’umanità abbia mai conosciuto, si sono accorti dopo centinaia di vittime che forse nelle case di cura qualcosina in più doveva e poteva esser fatta…

Ah, dimenticavo, tutte vittime di Covid-19, non della solita e fastidiosa influenza stagionale per cui ci stanno chiudendo tutti i locali e le palestre e stocazzo.

Per inciso, rimanendo alla stretta attualità di proposte già – purtroppo abortite per opportunità elettorale – quella che paventano come patrimoniale da baffoni non sarebbe altro che un contributo di solidarietà. Quella solidarietà che è fondamento della carta costituzionale, carta con la quale in molti saprebbero solamente – e spesso hanno fatto – pulirsi il culo!

Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività

Per i redditi annuali superiori a 80.000 ottantamila euro la privazione di un centinaio (forse migliaio) d’euro una tantum non sarebbe uno scalpo per il quale rimanere dissanguati. Eppure, il solito mercificare voti degli accattoni destrorsi ci priva in partenza della opportunità di mettere in pratica il principio costituzionale. Di quegli accattoni, ricordiamolo, che hanno contribuito a smembrare il sistema sanitario pubblico e mettere in ginocchio quello scolastico. Però alle prossime elezioni si dovrà votare per i più simpatici, per quelli che abbassano le tasse. Poi, spiegatemi come stracazzo si pagherà la sanità pubblica senza pagare tasse.

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