Il Bell’Antonio di Brancati


Il bell’Antonio
– Vitaliano Brancati, 1991 – Bompiani – pp. 326 – 10.000 lire.

Vicenda d’altri tempi, narrata alla maniera d’altri tempi. Storia di impotenza e d’impotenze impossibili a dirsi, inaccettabili. Sulla trama di una società fascista si dispiega un filo di storie grottesche che esaltano la maestria del narratore nel saper mettere alla berlina caratteri e caratteristiche siciliane. L’isola è protagonista assoluta del romanzo, sia nel suo rapporto con l’indicibile (l’impotenza di un giovane prestante di onorabile famiglia di stirpe virile) che con l’accettabile fascismo. Maschera di costumi e ipocrisie che il siciliano medio ha saputo ben indossare per proprio tornaconto, lesto a dismetterla non appena questa, la maschera, farcita d’intenzioni, ha pesato troppo sul viso dei nuovi rampanti pronti a cogliere il risvolto d’abito, chiamato democrazia.

 

 

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