Las Vegas Edizioni


Ancora una volta “Cinque domande, uno stile” entra in casa editrice, e ancora una volta sentiamo la voce di una realtà indipendente, giovane e frizzante. Las Vegas Edizioni nasce a Torino nel 2007. Con l’intento di incuriosire lettori in cerca di spunti fuori dall’ordinario si pone alla ricerca di voci dalla prospettiva originale. Pubblica narrativa, racconti e saggi. Nel catalogo, caratterizzato dalla scelta qualitativa dei suoi titoli, possiamo trovare romanzi come “I romagnoli ammazzano al mercoledì”, di Davide Bacchilega (2014), “La notte raccolgo fiori di carne” di Giorgio Pirazzini (2011), il recentissimo “Il piano inclinato” di Matteo Di Pascale (2019) e raccolte di racconti quali “Prendi la DeLorean e scappa” curata proprio dal direttore editoriale e “Sindaco” della scintillante Las Vegas, Andrea Malabaila, che ha risposto alle domande.

 

Qual è lo spirito che caratterizza il suo essere editore?

Con Las Vegas edizioni ci occupiamo di narrativa e di varia e facciamo libri che regalano uno sguardo diverso e inatteso. Che rifiutano il cliché, il genere, il canone, i pregiudizi, la routine, le convenzioni, le mode, la noia. Per questo cerchiamo lettori che preferiscono i sentieri poco battuti, che vogliono essere sorpresi e a cui non spaventa cambiare prospettiva.

Quale peculiarità deve avere un testo per poter essere pubblicato?

Deve innanzitutto sorprenderci. Poi cerchiamo storie fuori dall’ordinario e scritte con stile. Siamo molto esigenti ma pubblichiamo pochi libri all’anno e di quei pochi dobbiamo essere convinti al mille per cento.

Qual è il libro che ha amato di più da lettore e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da editore?

Ho amato tanti libri, ma quello che più mi ha segnato è sicuramente “Alla ricerca del tempo perduto” di Proust. Dopo averlo finito mi sono chiesto se avesse senso leggere altro. I libri che invece mi hanno dato più soddisfazioni da editore sono “I romagnoli ammazzano al mercoledì” di Davide Bacchilega (che è il nostro best-seller) e “La notte raccolgo fiori di carne” di Giorgio Pirazzini (di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici).

C’è stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso “voglio vivere tra i libri e di libri?”

Ho iniziato il mio percorso tra i libri come scrittore e solo dopo diversi anni ho pensato di aprire una casa editrice. Oggi porto avanti le due attività separatamente (nel senso che ho deciso di non pubblicare i miei libri con Las Vegas) e nel frattempo mi occupo anche di altre attività legate ai libri e alla scrittura (insegno Scrittura Creativa alla Scuola Internazionale di Comics). Non credo che ci sia stato un momento preciso in cui ho deciso questa cosa, è capitato un po’ alla volta.

In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella società e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?

Purtroppo credo che la letteratura incida molto poco. Sembra importante per noi che viviamo immersi in questo mondo, ma alla maggior parte delle persone non interessa. Oggi sono altre le forme di narrazione che riescono a diventare fenomeni di massa, e tra queste ci metto le serie tv e anche, a loro modo, lo sport e la musica. Il vero gesto politico è quello di provare a fare cultura nonostante tutto, anche a dispetto del disinteresse e dello scarso ritorno economico.

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