Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Stevenson


Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde
– R.L. Stevenson, 2018 – Garzanti, pp 111 – € 7,00.

Un classicone, bello, tirato. Da scolare d’un sorso, come è d’obbligo per il buon whisky d’annata. Dannato. Anticipatore del bipolarismo umano figlio di una modernità frustrante che in nome di un rinnovato, e ancor più bigotto puritanesimo, spinge ad appiattire le differenze e omologare le diversità. Stevenson confronta l’animo umano, somma del bene e del male. L’equilibrio conduce i passi di ciascuno di noi. Illuso chi creda d’esser puro bene, disperato chi si lasci convincere d’esser solamente male. La bellezza di questa dicotomia generativa degenera, nell’avvizzimento del male, scelto per la noia di una vita morigerata guidata dal bene. Il ritmo da thriller tanto ha da insegnare ai numerosi pennivendoli che, nascondendosi dietro la mole di centinaia di pagine, provano a far scorrere brividi freddi sulle spalle del lettore. Splendido il passaggio sull’impurità della sostanza che porta alla trasmutazione del dottore. Ogni cosa d’umana natura è figlia di un meraviglioso e inatteso errore.

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