Maurizio Torchio


L’ospite di oggi della rubrica “Cinque domande, uno stile” è lo scrittore Maurizio Torchio da poco in libreria con il suo nuovo romanzo “L’invulnerabile altrove” (2021, Einaudi)

 

1) Quando accade, quando un’idea, l’Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?
Io finora ho sempre impiegato anni a scrivere e riscrivere i miei libri (e a tormentarmici su). Però stranamente l’idea di base “devo scrivere un libro su questo” mi è sempre venuta facile, senza particolari brividi o ripensamenti, come una specie di premessa sulla quale c’è poco da fare. Tutto il bello (e il brutto) vengono dopo.

2) La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto è evidente o necessaria?
“Rigore è quando arbitro fischia”. Finito è quando con l’editor dici: si stampi. fino a quel momento ogni pezzo di libro potrebbe, a sorpresa, trasformarsi nel finale.

3) C’è stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso “devo scrivere?”
Fino all’anno scorso ho sempre pensato: ora provo a scrivere questo, poi se il mondo mi dà una risposta positiva continuo (altrimenti pazienza). Solo l’anno scorso (senza eventi particolari, puro invecchiamento) per la prima volta ho pensato: comunque vada continuerò, ormai è troppo tardi per cercare di fare altro.

4) Lo stile è un passaggio che ciascun autore percorre, può in qualche modo divenire un vincolo?
Io sospetto che lo stile sia un modo per cercare di scansarli, i propri vincoli. Una specie di balletto per evitare gli inciampi, i propri personalissimi e sempre ricorrenti inciampi (per questo lo stile può diventare riconoscibile).

5) In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella società e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?
La letteratura qualche volte costringe a un respiro diverso rispetto all’attualità (o al cinema), a esercizi di empatia impossibili altrove. questo una qualche indiretta conseguenza politica potrebbe anche averla.


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