{"id":156,"date":"2011-01-03T02:11:33","date_gmt":"2011-01-03T01:11:33","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=156"},"modified":"2020-11-14T19:59:17","modified_gmt":"2020-11-14T18:59:17","slug":"pessoa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/pessoa\/","title":{"rendered":"Tabaccheria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/pessoa.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/pessoa.jpeg\" alt=\"\" width=\"306\" height=\"165\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5210\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/pessoa.jpeg 306w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/pessoa-300x162.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 306px) 100vw, 306px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non sono niente.<br \/>\nNon sar\u00f2 mai niente.<br \/>\nNon posso voler essere niente.<\/p>\n<p>A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo.<\/p>\n<p>Finestre della mia stanza,<br \/>\ndella stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi \u00e8<br \/>\n(e se sapessero chi \u00e8, cosa saprebbero?),<br \/>\nvi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente,<br \/>\nsu una via inaccessibile a tutti i pensieri,<br \/>\nreale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa,<br \/>\ncon il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri,<br \/>\ncon la morte che porta umidit\u00e0 nelle pareti e capelli bianchi negli uomini,<br \/>\ncon il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla.<\/p>\n<p>Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verit\u00e0.<br \/>\nOggi sono lucido, come se stessi per morire,<br \/>\ne non avessi altra fratellanza con le cose<br \/>\nche un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero<br \/>\nla fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata<br \/>\nda dentro la mia testa,<br \/>\ne una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell&#8217;avvio.<\/p>\n<p>Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato.<\/p>\n<p>Oggi sono diviso tra la lealt\u00e0 che devo<br \/>\nalla Tabaccheria dall&#8217;altra parte della strada, come cosa reale dal di fuori,<br \/>\ne alla sensazione che tutto \u00e8 sogno, come cosa reale dal di dentro.<!--more--><\/p>\n<p>Sono fallito in tutto.<br \/>\nMa visto che non avevo nessun proposito, forse tutto \u00e8 stato niente.<br \/>\nDall&#8217;insegnamento che mi hanno impartito,<br \/>\nsono sceso attraverso la finestra sul retro della casa.<\/p>\n<p>Sono andato in campagna pieno di grandi propositi.<br \/>\nMa l\u00e0 ho incontrato solo erba e alberi,<br \/>\ne quando c&#8217;era, la gente era uguale all&#8217;altra.<\/p>\n<p>Mi scosto dalla finestra, siedo su una poltrona. A che devo pensare?<br \/>\nChe so di cosa sar\u00f2, io che non so cosa sono?<br \/>\nEssere quel che penso? Ma penso di essere tante cose!<br \/>\nE in tanti pensano di essere la stessa cosa che non possono essercene cos\u00ec tanti!<\/p>\n<p>Genio? In questo momento<br \/>\ncentomila cervelli si concepiscono in sogno geni come me,<br \/>\ne la storia non ne riveler\u00e0, chiss\u00e0?, nemmeno uno,<br \/>\nnon ci sar\u00e0 altro che letame di tante conquiste future.<br \/>\nNo, non credo in me.<br \/>\nIn tutti i manicomi ci sono pazzi deliranti con tante certezze!<br \/>\nlo, che non possiedo nessuna certezza, sono pi\u00f9 sano o meno sano?<br \/>\nNo, neppure in me&#8230;<br \/>\nin quante mansarde e non-mansarde del mondo<br \/>\nnon staranno sognando a quest&#8217;ora geni-per-se-stessi?<\/p>\n<p>Quante aspirazioni alte, nobili e lucide -,<br \/>\ns\u00ec, veramente alte, nobili e lucide -,<br \/>\ne forse realizzabili,<br \/>\nnon verranno mai alla luce del sole reale n\u00e8 troveranno ascolto?<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 di chi nasce per conquistarlo<br \/>\ne non di chi sogna di poterlo conquistare, anche se ha ragione.<br \/>\nHo sognato di pi\u00f9 di quanto Napoleone abbia realizzato.<br \/>\nHo stretto al petto ipotetico pi\u00f9 umanit\u00e0 di Cristo.<br \/>\nHo creato in segreto filosofie che nessun Kant ha scritto.<\/p>\n<p>Ma sono, e forse sar\u00f2 sempre, quello della mansarda,<br \/>\nanche se non ci abito;<br \/>\nsar\u00f2 sempre quello che non \u00e8 nato per questo;<br \/>\nsar\u00f2 sempre soltanto quello che possedeva delle qualit\u00e0;<\/p>\n<p>sar\u00f2 sempre quello che ha atteso che gli aprissero la porta davanti a una parete senza porta,<br \/>\ne ha cantato la canzone dell&#8217;Infinito in un pollaio,<br \/>\ne sentito la voce di Dio in un pozzo chiuso.<\/p>\n<p>Credere in me? No, n\u00e8 in niente.<br \/>\nChe la Natura sparga sulla mia testa scottante<br \/>\nil suo sole, la sua pioggia, il vento che trova i miei capelli,<br \/>\ne il resto venga pure se verr\u00e0 o dovr\u00e0 venire, altrimenti non venga.<br \/>\nSchiavi cardiaci delle stelle,<br \/>\nabbiamo conquistato tutto il mondo prima di alzarci dal letto;<br \/>\nma ci siamo svegliati ed esso \u00e8 opaco,<br \/>\nci siamo alzati ed esso \u00e8 estraneo,<br \/>\nsiamo usciti di casa ed esso \u00e8 la terra intera,<br \/>\npi\u00f9 il sistema solare, la Via Lattea e l&#8217;Indefinito.<\/p>\n<p>(Mangia cioccolatini, piccina; mangia cioccolatini!<br \/>\nGuarda che non c&#8217;\u00e8 al mondo altra metafisica che i cioccolatini.<br \/>\nGuarda che tutte le religioni non insegnano altro che la pasticceria.<br \/>\nMangia, bambina sporca, mangia!<br \/>\nPotessi io mangiare cioccolatini con la stessa concretezza con cui li mangi tu!<br \/>\nMa io penso e, togliendo la carta argentata, che poi \u00e8 di stagnola,<br \/>\nbutto tutto per terra, come ho buttato la vita.<\/p>\n<p>Ma almeno rimane dell&#8217;amarezza di ci\u00f2 che mai sar\u00e0<br \/>\nla calligrafia rapida di questi versi,<br \/>\nportico crollato sull&#8217;Impossibile.<\/p>\n<p>Ma almeno consacro a me stesso un disprezzo privo di lacrime,<br \/>\nnobile almeno nell&#8217;ampio gesto con cui scaravento<br \/>\ni panni sporchi che io sono, senza lista, nel corso delle cose,<br \/>\ne resto in casa senza camicia.<\/p>\n<p>(Tu, che consoli, che non esisti e perci\u00f2 consoli,<br \/>\nDea greca, concepita come una statua viva,<br \/>\no patrizia romana, impossibilmente nobile e nefasta,<br \/>\no principessa di trovatori, gentilissima e colorita,<br \/>\no marchesa del Settecento, scollata e distante,<br \/>\no celebre cocotte dell&#8217;epoca dei nostri padri,<br \/>\no non so che di moderno &#8211; non capisco bene cosa -,<br \/>\ntutto questo, qualsiasi cosa tu sia, se pu\u00f2 ispirare che ispiri!<\/p>\n<p>Il mio cuore \u00e8 un secchio svuotato.<br \/>\nCome quelli che invocano spiriti invoco<br \/>\nme stesso ma non trovo niente.<br \/>\nMi avvicino alla finestra e vedo la strada con assoluta nitidezza.<br \/>\nVedo le botteghe, vedo i marciapiedi, vedo le vetture passare,<br \/>\nvedo gli esseri vivi vestiti che s&#8217;incrociano,<br \/>\nvedo i cani che anche loro esistono,<br \/>\ne tutto questo mi pesa come una condanna all&#8217;esilio,<br \/>\ne tutto questo \u00e8 straniero, come ogni cosa.<\/p>\n<p>Ho vissuto, studiato, amato, e persino creduto,<br \/>\ne oggi non c&#8217;\u00e8 mendicante che io non invidi solo perch\u00e8 non \u00e8 me.<br \/>\nDi ciascuno guardo i cenci e le piaghe e la menzogna,<br \/>\ne penso: magari non ho mai vissuto, n\u00e8 studiato, n\u00e8 amato, n\u00e8 creduto<br \/>\n(perch\u00e8 si pu\u00f2 creare la realt\u00e0 di tutto questo senza fare nulla di tutto questo);<br \/>\nmagari sei solo esistito, come una lucertola cui tagliano la coda<br \/>\ne che \u00e8 irrequietamente coda al di qua della lucertola.<\/p>\n<p>Ho fatto di me ci\u00f2 che non ho saputo,<br \/>\ne ci\u00f2 che avrei potuto fare di me non l&#8217;ho fatto.<br \/>\nIl domino che ho indossato era sbagliato.<\/p>\n<p>Mi hanno riconosciuto subito per quello che non ero e non ho smentito, e mi sono perso.<br \/>\nQuando ho voluto togliermi la maschera,<br \/>\nera incollata alla faccia.<\/p>\n<p>Quando l&#8217;ho tolta e mi sono guardato allo specchio,<br \/>\nero gi\u00e0 invecchiato.<br \/>\nEro ubriaco, non sapevo pi\u00f9 indossare il domino che non mi ero tolto.<br \/>\nHo gettato la maschera e dormito nel guardaroba<br \/>\ncome un cane tollerato dall&#8217;amministrazione<br \/>\nperch\u00e8 inoffensivo<br \/>\ne scrivo questa storia per dimostrare di essere sublime.<\/p>\n<p>Essenza musicale dei miei versi inutili,<br \/>\nmagari potessi incontrarmi come una cosa fatta da me,<br \/>\ne non stessi sempre di fronte alla Tabaccheria qui di fronte,<br \/>\ncalpestando la coscienza di esistere,<br \/>\ncome un tappeto in cui un ubriaco inciampa<br \/>\no uno stoino rubato dagli zingari che non valeva niente.<\/p>\n<p>Ma il padrone della Tabaccheria s&#8217;\u00e8 affacciato sulla porta e vi \u00e8 rimasto.<br \/>\nLo guardo con il fastidio della testa piegata male<br \/>\ne con il disagio dell&#8217;anima che sta intuendo.<br \/>\nLui morir\u00e0 ed io morir\u00f2.<br \/>\nLui lascer\u00e0 l&#8217;insegna, io lascer\u00f2 dei versi.<br \/>\nA un certo momento morir\u00e0 anche l&#8217;insegna, e anche i versi.<br \/>\nDopo un po&#8217; morir\u00e0 la strada dove fu stata l&#8217;insegna,<br \/>\nE la lingua in cui furono scritti i versi.<br \/>\nMorir\u00e0 poi il pianeta che gira in cui tutto ci\u00f2 accadde.<br \/>\nIn altri satelliti di altri sistemi qualcosa di simile alla gente<br \/>\ncontinuer\u00e0 a fare cose simili a versi vivendo sotto cose simili a insegne,<br \/>\nsempre una cosa di fronte all&#8217;altra,<br \/>\nsempre una cosa inutile quanto l&#8217;altra,<br \/>\nsempre l&#8217;impossibile, stupido come il reale,<br \/>\nsempre il mistero del profondo certo come il sonno del mistero della superficie,<br \/>\nsempre questo o sempre qualche altra cosa o n\u00e8 una cosa n\u00e8 l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Ma un uomo \u00e8 entrato nella Tabaccheria (per comprare tabacco?),<br \/>\ne la realt\u00e0 plausibile improvvisamente mi crolla addosso.<br \/>\nMi rialzo energico, convinto, umano,<br \/>\ncon l&#8217;intenzione di scrivere questi versi per dire il contrario.<br \/>\nAccendo una sigaretta mentre penso di scriverli<br \/>\ne assaporo nella sigaretta la liberazione da ogni pensiero.<\/p>\n<p>Seguo il fumo come se avesse una propria rotta,<br \/>\ne mi godo, in un momento sensitivo e competente<br \/>\nla liberazione da tutte le speculazioni<br \/>\ne la consapevolezza che la metafisica \u00e8 una conseguenza dell&#8217;essere indisposti.<\/p>\n<p>Poi mi allungo sulla sedia<br \/>\ne continuo a fumare.<br \/>\nFinche il Destino me lo conceder\u00e0, continuer\u00f2 a fumare.<br \/>\n(Se sposassi la figlia della mia lavandaia<br \/>\nmagari sarei felice.)<br \/>\nConsiderato questo, mi alzo dalla sedia.<br \/>\nVado alla finestra.<br \/>\nL&#8217;uomo \u00e8 uscito dalla Tabaccheria (infilando il resto nella tasca dei pantaloni?).<br \/>\nAh, lo conosco: \u00e8 Esteves senza metafisica.<br \/>\n(Il padrone della Tabaccheria s&#8217;\u00e8 affacciato all&#8217;entrata.)<br \/>\nCome per un istinto divino Esteves s&#8217;\u00e8 voltato e mi ha visto.<br \/>\nMi ha salutato con un cenno, gli ho gridato Arrivederci Esteves!, e l&#8217;universo<br \/>\nmi si \u00e8 ricostruito senza ideale ne speranza, e il padrone della Tabaccheria ha sorriso.<\/p>\n<p>F.Pessoa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non sono niente. Non sar\u00f2 mai niente. Non posso voler essere niente. A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo. Finestre della mia stanza, della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi \u00e8 (e se sapessero chi \u00e8, cosa saprebbero?), vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente, su una via inaccessibile a tutti i pensieri, reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa, con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri, con la morte che porta umidit\u00e0 nelle pareti e capelli bianchi negli uomini, con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla. Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verit\u00e0. Oggi sono lucido, come se stessi per morire, e non avessi altra fratellanza con le cose che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata da dentro la mia testa, e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa nell&#8217;avvio. Oggi sono perplesso come chi ha pensato, trovato e dimenticato. 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