{"id":199,"date":"2011-01-08T15:04:53","date_gmt":"2011-01-08T14:04:53","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=199"},"modified":"2020-11-14T19:49:27","modified_gmt":"2020-11-14T18:49:27","slug":"barret","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/barret\/","title":{"rendered":"Un diamante senza luce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/syd.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/01\/syd.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5195\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Credevano di essere degli dei, loro. Credevano che tutto gli fosse concesso. E non facevano altro che atteggiarsi. Mossettine e pettinature da idioti. Questo riuscivano a mettere insieme e null&#8217;altro. Eppure inchiostri a palate su quel gruppo, sulle rinnovate, sperimentali e ardite rivoluzioni sonore e cazzate d&#8217;altro tipo, questo scrivevano. Senza nessuno che fosse in grado di rendersi conto della verit\u00e0.<br \/>\nSono i giornali che costruiscono i fenomeni.<br \/>\nVe lo dico io.<br \/>\nSono i giornali che imbastiscono crisi economiche, e mettono in piedi governi fantoccio, e organizzano guerre lampo da sbattere in prima pagina e nascondono stragi e mostrano le loro interessate verit\u00e0. I giornali e chi gli sta dietro a tessere le fila delle nostre quotidiane esistenze. Sono i giornali che pompavano quel gruppo e lo innalzavano a faro delle nuove generazioni.<br \/>\nE poi mi chiamavano musica quella roba l\u00e0?<br \/>\nDio santo!<!--more--><br \/>\nMa hanno mai avuto idea di cosa sia la musica quei quattro coglioncelli?<br \/>\nHanno mai avuto una santissima idea di quello che chiamavano musica?<br \/>\nAccozzaglia di rumori distorti per menti perverse.<br \/>\nRumori e nient&#8217;altro erano in grado di tirare fuori dalle loro menti maciullate dalle droghe. Ai miei tempi s\u00ec che c&#8217;era della buona musica in giro. Alta classe, qualit\u00e0. E nemmeno una goccia di sudore chimico. Quello che grondava a fiumi dalle loro fronti in frantumi.<br \/>\nSissignori.<br \/>\nCredevano d&#8217;esser degli dei quelli l\u00ec. In particolare il bel capellone che s&#8217;atteggiava a novello Ges\u00f9. Se mi avessero dato la possibilit\u00e0 di parlargli per qualche istante gliene avrei cantate delle belle.<br \/>\nAltro che le sue canzoni senza senso.<br \/>\nMa che voleva quel tipo l\u00ec con le sue paranoie? Che me ne faccio delle sue visioni, delle angosce. E poi i suoi occhi. Cazzo non riuscivo a mandarli gi\u00f9. Per come guardava intorno.<br \/>\nTroppa curiosit\u00e0.<br \/>\nTalvolta abbassavo i miei quando ci ritrovavamo a pochi centimetri. Mi dava l&#8217;impressione, come se, non saprei, quel tipo dava l&#8217;idea di poterti scorgere dentro la mente.<br \/>\nE scoprire i tuoi pensieri.<br \/>\nHo sempre avuto una fottuta paura che questo possa accadere. Che qualcuno entri nella mia mente e tiri fuori tutto quello che provo a nascondere.<br \/>\nFinirei, finiremmo tutti d&#8217;essere liberi, sarebbe l&#8217;estinzione della specie umana.<br \/>\nPerch\u00e9, che lo crediate o no, la sola libert\u00e0 che ci rimane \u00e8 quella di potere pensare, almeno illuderci di poterlo ancora fare.<br \/>\nLa mia testa \u00e8 il mio rifugio, sissignore.<br \/>\nAnche se in alcune occasioni ho considerato come quel rifugio sia nient&#8217;altro che una prigione uguale a tante. Se nessun pensiero prende mani e braccia e con gambe ferme cammina per la strada rimaniamo in un luogo che sa di prigione. Masturbazioni mentali le mie, come masturbazioni sonore erano quelle del tipetto bello sguardo.<br \/>\nArrivava in sala con un sorriso da ebete. E lasciava in giro una sensazione di sporco. Questo ricordo bene del tipo. Ed io che al loro passaggio mi ritrovavo scopa in mano a dover ripulire tutta la lordura lasciata in giro. Talvolta rincasavo e mi fiondavo in doccia senza dire una parola a mia moglie. Non riuscivo a sopportare la puzza di quel luogo. V&#8217;era una sensazione pesante su di me, come di oppressione per quei profumi intensi che respiravo a lavoro. Avrei voluto cambiare, ma non c&#8217;era niente di migliore. La paga era buona per quel che facevo. Se non fosse stato per lui, il tipo dico, non avrei avuto di che lamentarmi, n\u00e9 sarei ritornato a casa in fretta per lavarmi il loro odore.<br \/>\nAd ogni modo i suoi occhi non riuscivo a mandarli gi\u00f9 n\u00e9 a togliermeli di dosso dalla mente.<br \/>\nUna volta vinto dalla curiosit\u00e0 finii per assistere ad un loro spettacolo, erano quasi alla fine della corsa. Da l\u00ec a poco il tipo sarebbe stato sbattuto fuori, lui e le sue paranoie esistenziali cancellate del tutto dal palco.<br \/>\nMi ritrovai in quel localino. Carino e senza pretese, ma con una bella atmosfera se non fosse stato per l&#8217;aria pregna del loro sudore, che non riuscivo a sopportate.<br \/>\nEntro, mi appoggio alla parete e vedo gli altri suonare. Lo spilungone col suo solito modo di ondeggiare tenendo il basso, e lui che dal centro del palco si sposta sul lato. E si siede, e inizia a strimpellare cose senza senso, finch\u00e9 non se ne resta seduto su un amplificatore, come un perfetto idiota, e fuori tempo tormenta una corda della sua chitarra.<br \/>\nC&#8217;era da aspettarselo che una cosa del genere sarebbe andata avanti per poco tempo.<br \/>\nE cos\u00ec \u00e8 stato.<br \/>\nQualche mese dopo l&#8217;hanno fatto fuori. Dal gruppo dico. Che quello a parer mio s&#8217;era fatto fuori di testa gi\u00e0 da un pezzo.<br \/>\nI suoi occhi per\u00f2 continuavano a tormentarmi.<br \/>\nForse perch\u00e9 un giorno venne mia moglie a trovarmi, forse perch\u00e9 la pizzicai ad osservarlo, adularlo quasi. In uno stato da adolescente. Sol perch\u00e9 quel tipetto bello sguardo era una star del rock. Una stella nascente della nuova musica. Forse perch\u00e9 sentivo che sarebbe stato necessario un cenno di quel ragazzino esile per avere tutto da mia moglie. Molto pi\u00f9 di quello che in tre anni di matrimonio ero riuscito ad avere io. Forse per questo, e forse per non so cosa quel tipo l\u00ec non mi fece mai simpatia.<br \/>\nEppure alcuni anni dopo ritorn\u00f2.<br \/>\nTutto era stato gi\u00e0 deciso.<br \/>\nLoro avevano fatto molta strada. Erano arrivati sulla luna, ne avevano esplorato la parte misteriosa, questo si leggeva in giro. Avevano costruito un marchio di fabbrica. E del ragazzino tutte paranoie non c&#8217;era pi\u00f9 traccia.<br \/>\nLa leggenda narra che fece il suo ingresso mesto in sala di registrazione con in mano un sacchetto della spesa. Ma non \u00e8 leggenda. Io c&#8217;ero. Ingobbito da qualche anno in pi\u00f9 e dalle corna di quella baldracca che aveva pensato bene di lasciarmi in asso.<br \/>\nEntr\u00f2, imbolsito, invecchiato. Come se interi secoli di miseria gli si fossero fermati addosso. Appiccicati come il sudore che era stato bravo a spargere per il pavimento.<br \/>\nAveva uno sguardo finto. Senza luce.<br \/>\nDiede un&#8217;occhiata in giro, rimase per alcuni istanti ad ascoltare.<br \/>\nPoi and\u00f2 via.<br \/>\nDicono sia stato un genio.<br \/>\nSono andato in pensione da un bel po&#8217;. Nel corso degli anni ho dimenticato ben presto la mia Emily e i suoi occhi spenti. Mi sono risposato, ho avuto figli e pure alcune amanti. Ma al mattino mentre faccio la barba mi scorgo allo specchio, io e i miei occhi splendenti, ancora.<br \/>\n[8 Gennaio 2011]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credevano di essere degli dei, loro. Credevano che tutto gli fosse concesso. E non facevano altro che atteggiarsi. Mossettine e pettinature da idioti. Questo riuscivano a mettere insieme e null&#8217;altro. Eppure inchiostri a palate su quel gruppo, sulle rinnovate, sperimentali e ardite rivoluzioni sonore e cazzate d&#8217;altro tipo, questo scrivevano. Senza nessuno che fosse in grado di rendersi conto della verit\u00e0. Sono i giornali che costruiscono i fenomeni. Ve lo dico io. Sono i giornali che imbastiscono crisi economiche, e mettono in piedi governi fantoccio, e organizzano guerre lampo da sbattere in prima pagina e nascondono stragi e mostrano le loro interessate verit\u00e0. I giornali e chi gli sta dietro a tessere le fila delle nostre quotidiane esistenze. Sono i giornali che pompavano quel gruppo e lo innalzavano a faro delle nuove generazioni. E poi mi chiamavano musica quella roba l\u00e0? 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