{"id":2310,"date":"2012-10-02T19:04:34","date_gmt":"2012-10-02T18:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=2310"},"modified":"2012-10-02T19:04:34","modified_gmt":"2012-10-02T18:04:34","slug":"lo-scalpellino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/lo-scalpellino\/","title":{"rendered":"Lo scalpellino"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1458\" title=\"diario\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg 500w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;imbrunire l&#8217;orizzonte si confonde con il cielo, lo sguardo si staglia sulla valle in un gioco di contrasti e rivoluzioni, in cui resta l&#8217;amaro sapore dell&#8217;utopia. Un giorno chi sta in alto scender\u00e0 agli inferi per constatarne il sapore? La vita ci cambia, amico mio, che nemmeno t&#8217;accorgi, e plasma con le sue mani grevi i volti innocenti che abbiamo indossato. Il tempo si posa sulla pelle e come uno scalpellino insolente tira via, e strappa, lacera e lascia le memorie a scivolare sul ciglio della strada, ch\u00e9 non fai in tempo a raccattarle, il vento se l&#8217;\u00e8 fottute via. Qui lo scirocco \u00e8 lontano, e le fiamme infami sono riflesso di un&#8217;immagine televisiva. Qui il tepore delle voci che a lungo m&#8217;hanno cullato si fa fragile, come le loro braccia, dolce come i loro occhi, arrossati dalla fatica del vivere. Qui la pioggia scende fitta, forte, e picchia sull&#8217;asfalto, e picchia sulla testa come i pensieri che non danno tregua. Lo scrittore sibila, ch\u00e9 non ha pi\u00f9 molte parole. Cerca e guarda, che oltre la pianura possa trovarne, qualcuna. Forse una soltanto, che sa di voler pronunciare davanti a quel nome. Eppure continua ad incespicare dentro i ricordi d&#8217;infanzia che non mollano un passo, e stanno l\u00ec, rigurgiti che tracciano una scia di sangue. Dall&#8217;alba al tramonto. Le pagine bianche l&#8217;accompagnano, lungo la ripida salita, e il motore gracchiante spinge su. Mi pagano per far ascoltare Mozart, dice col sorriso smorzato, eppure talvolta, la musica suona cos\u00ec lontana da volerne implorare un&#8217;eco pi\u00f9 fragorosa. L&#8217;eco delle parole lette in questi giorni, dette in questi anni, bruciate dal tempo. S\u00ec, il tempo, l&#8217;insolente scalpello che gioca a ridisegnare i vestiti che abbiamo indossato. Ne confezioner\u00e0 di nuovi, e noi l\u00ec a provarli, a provarci. A cercare di restarci dentro, ancora un po&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;imbrunire l&#8217;orizzonte si confonde con il cielo, lo sguardo si staglia sulla valle in un gioco di contrasti e rivoluzioni, in cui resta l&#8217;amaro sapore dell&#8217;utopia. Un giorno chi sta in alto scender\u00e0 agli inferi per constatarne il sapore? La vita ci cambia, amico mio, che nemmeno t&#8217;accorgi, e plasma con le sue mani grevi i volti innocenti che abbiamo indossato. Il tempo si posa sulla pelle e come uno scalpellino insolente tira via, e strappa, lacera e lascia le memorie a scivolare sul ciglio della strada, ch\u00e9 non fai in tempo a raccattarle, il vento se l&#8217;\u00e8 fottute via. Qui lo scirocco \u00e8 lontano, e le fiamme infami sono riflesso di un&#8217;immagine televisiva. Qui il tepore delle voci che a lungo m&#8217;hanno cullato si fa fragile, come le loro braccia, dolce come i loro occhi, arrossati dalla fatica del vivere. 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