{"id":2459,"date":"2013-05-11T17:46:11","date_gmt":"2013-05-11T16:46:11","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=2459"},"modified":"2013-05-11T17:46:11","modified_gmt":"2013-05-11T16:46:11","slug":"ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/ii\/","title":{"rendered":"Frammenti dal \u201cCorrettore di bozze\u201d \u2013 II"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1458\" title=\"diario\" alt=\"\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" width=\"250\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg 500w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p>Itaca \u00e8 il grembo materno, il luogo da cui tutto \u00e8 iniziato. Pervaso dal silenzio che attutisce ogni angoscia, e il rumore non ha ragione d&#8217;esistere, perch\u00e9 il rumore \u00e8 figlio della paura. Tutti proveniamo da Itaca, tutti vogliamo ritornarci. Sputati al mondo con lacrime e urla, nessuno escluso, perch\u00e9 ad Itaca, l\u00e0 dentro, ce ne stavamo sicuri.  Tutto ci allontana da Itaca, perch\u00e9 \u00e8 da l\u00ec che dobbiamo fuggire, per sentire rumore, ch\u00e9 in fondo abbiamo terrore, terrore del silenzio. Il silenzio prolungato \u00e8 assordante, pi\u00f9 fragoroso del tonfo di un cannone, e ci angoscia perch\u00e9 lo avvertiamo dentro noi. Ulisse teme, teme che l&#8217;ovvio s&#8217;insinui nella sua vita, sa bene che quell&#8217;esistenza sar\u00e0 breve e tremolante, lascia Itaca per sentirsi vivo e morire in battaglia. E di Circe ne incontrer\u00e0 pronte a lasciare residui di anima sulla sua pelle, ma in ogni sguardo Ulisse cerca i suoi occhi, e sente il dolore di una distanza incolmabile, il destino lo tiene lontano, e lo trascina via, come la marea, il destino gli tende la mano e lo strappa a quegli occhi, mentre Penelope attende, e tesse la tela, Penelope spera, Penelope ama.\tIl destino non \u00e8 poi cos\u00ec forte se alla fine del viaggio Ulisse ritorna. Sono Penelope e Ulisse al contempo, fuori e dentro Itaca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Itaca \u00e8 il grembo materno, il luogo da cui tutto \u00e8 iniziato. Pervaso dal silenzio che attutisce ogni angoscia, e il rumore non ha ragione d&#8217;esistere, perch\u00e9 il rumore \u00e8 figlio della paura. Tutti proveniamo da Itaca, tutti vogliamo ritornarci. Sputati al mondo con lacrime e urla, nessuno escluso, perch\u00e9 ad Itaca, l\u00e0 dentro, ce ne stavamo sicuri. 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