{"id":2533,"date":"2013-09-05T23:07:05","date_gmt":"2013-09-05T22:07:05","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=2533"},"modified":"2013-09-05T23:07:05","modified_gmt":"2013-09-05T22:07:05","slug":"fratello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/fratello\/","title":{"rendered":"L&#039;ombra di un fratello"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1458\" title=\"diario\" alt=\"\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg\" width=\"250\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1.jpg 500w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/diario-1-300x158.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luce del giorno sta scemando lentamente oltre la collina e il rumore delle voci della gente nasconde la mia malinconia. Arresto i passi di fronte questa roccia umida e mi siedo. La notte c\u2019ha fatto compagnia con poche stelle e insistenti gocce di pioggia e solitarie, sghignazzanti, folate. Solamente nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 profonde ho ammirato stelle splendenti, ma ieri non era abbastanza, qualche fulmine squarciava il velo e i nostri occhi balbettavano mirando la cima del colle, confondendo pioggia e lacrime. Mi fermo dunque a riposare. I miei vecchi sandali sono stanchi d\u2019andare per la via, che di strada ne hanno fatta. Non immaginereste nemmeno.<br \/>\nCamminammo per dirupi e dune e digiunammo a lungo e per giorni razionammo l\u2019acqua, che era poca davvero. Sostammo notti intere alla luce di fal\u00f2 improvvisati su radure lontane dalle nostre ormai dimenticate case. La gente indicava, additandoci come viandanti, zingari senza meta e senza dio, sorrideva delle nostre parole e giudicava le nostre libert\u00e0.<!--more--><br \/>\nNoi continuavamo.<br \/>\nContinuavamo per quelli che non ascoltavano, e pi\u00f9 non ascoltavano e pi\u00f9 parlavamo di mondi nuovi e rinnovate libert\u00e0, sorrisi diversi e sinceri perdoni. Continuavamo a camminare andando incontro a quelli che vivevano mangiando, unti d\u2019oli e ricercate prelibatezze, celati sotto allori splendenti, tanto splendenti da marcire nel volgere di un giorno. E noi continuavamo a parlare, parlavamo per quelli che rivestivano dentro putride botole le loro anime abbigliate di gioielli e coperte di denari, continuavamo con l\u2019ultimo fiato che restava in gola. E passavamo di villaggio in villaggio, silenziosi e assenti, divertiti e spesso irriverenti. Centurioni chiedevano il nome dell\u2019uomo che senza ragione ostentava un sorriso e parlava di liberazione. Che le voci, si sa, dal tempio alla piazza girano in fretta e tra un desolato silenzio e un silenzioso assenso arrivarono alle orecchie di chi ebbe paura. Le catene vanno strette per bene e il potere lo sa. Cos\u00ec si chiam\u00f2 il predicatore che se qualcosa avesse avuto da dire avrebbe parlato di fronte al potere. Ma l\u2019uomo rimase in silenzio, un silenzio arrogante, un silenzio che fischiava alle orecchie e spaccava i timpani e frantumava millenarie colonne. Anelli cigolanti non sembrarono poi cos\u00ec pesanti da sopportare se la tua parola \u00e8 libera e pu\u00f2 andare oltre. E il vento soffiava gentilmente, con una docile brezza, accompagnando i sussurri dell\u2019uomo verso terre lontane oltre le inconsapevoli catene. Cos\u00ec il potere rispose che non era rispetto rimanere in silenzio, e si fece un processo. A quanto pare si perse la causa, la gente urlava, bofonchiava ululando parole amare e sprezzanti, e sputava da basso sui sandali vinti dalla polvere. Mio fratello rimase in silenzio, un silenzio assordante. Silenzioso di fronte alle ingiurie, alle accuse dell\u2019uomo che lasci\u00f2 la brigata, silenzioso dinanzi al potere che gridava vendetta e giustizia sussurrando paure.<br \/>\nMio fratello cammin\u00f2 quaranta giorni e tante silenti notti verso l\u2019animo suo e una profonda solitudine che l\u2019accompagn\u00f2 lungo l\u2019erta. Due assi conficcate da chiodi arrugginiti di piogge millenarie si legarono al destino del fratello che trattenendo lacrime e bestemmie s\u2019incammin\u00f2. E rifece strade e percorsi gi\u00e0 visti, e dispens\u00f2 sguardi che nessuno riusc\u00ec a sostenere, e scagli\u00f2 sassi sugli oceani e smosse onde e onde e infine giunse a me e tra le mie stanche e invecchiate braccia s\u2019addorment\u00f2 per l\u2019ultima volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La luce del giorno sta scemando lentamente oltre la collina e il rumore delle voci della gente nasconde la mia malinconia. Arresto i passi di fronte questa roccia umida e mi siedo. La notte c\u2019ha fatto compagnia con poche stelle e insistenti gocce di pioggia e solitarie, sghignazzanti, folate. Solamente nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 profonde ho ammirato stelle splendenti, ma ieri non era abbastanza, qualche fulmine squarciava il velo e i nostri occhi balbettavano mirando la cima del colle, confondendo pioggia e lacrime. Mi fermo dunque a riposare. I miei vecchi sandali sono stanchi d\u2019andare per la via, che di strada ne hanno fatta. Non immaginereste nemmeno. Camminammo per dirupi e dune e digiunammo a lungo e per giorni razionammo l\u2019acqua, che era poca davvero. Sostammo notti intere alla luce di fal\u00f2 improvvisati su radure lontane dalle nostre ormai dimenticate case. La gente indicava, additandoci come viandanti, zingari senza meta e senza dio, sorrideva delle nostre parole e giudicava le nostre libert\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[33,21],"tags":[],"class_list":["post-2533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-correttore-di-bozze","category-racconti"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2533\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}