{"id":2575,"date":"2023-06-19T22:57:28","date_gmt":"2023-06-19T20:57:28","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=2575"},"modified":"2023-06-20T15:12:58","modified_gmt":"2023-06-20T13:12:58","slug":"cormac-mccarthy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/cormac-mccarthy\/","title":{"rendered":"Cormac McCarthy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-6266\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57-300x164.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57-300x164.png 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57-1024x560.png 1024w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57-768x420.png 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Schermata-del-2023-06-14-18-09-57.png 1388w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>Ho parlato con amarezza della mia vita e detto che mi sarei battuto contro l\u2019infamia dell\u2019oblio e della sua mostruosa assenza di volto e che in quel vuoto avrei eretto una stele dove&nbsp;tutti avrebbero letto il mio nome. Una vanit\u00e0 che abiuro in&nbsp;toto.<\/em>\u00bb<\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel vasto panorama della letteratura americana contemporanea, pochi autori sono riusciti a catturare l&#8217;immaginazione dei lettori con la stessa forza e l&#8217;intensit\u00e0 di Cormac McCarthy. Con una prosa incisiva e una visione del mondo cupa e provocatoria, McCarthy si \u00e8 affermato come uno dei pi\u00f9 grandi scrittori della sua generazione o forse, come ha ammesso recentemente Stephen King in un messaggio di cordoglio dopo la recente scomparsa dello scrittore di Providence, il pi\u00f9 grande.<br \/>\nLa sua produzione letteraria, partita in sordina con tirature basse, tipiche di esclusivi club di lettori, tanto da avergli imposto l&#8217;iniziale marchio &#8220;<em>di Scrittore per scrittori<\/em>&#8220;, ha avuto una notevole impennata grazie ai successi degli ultimi romanzi, in particolare, <em>Non \u00e8 un paese per vecchi<\/em>, <em>La strada<\/em> (premio Pulitzer 2007) e <em>Il passeggero <\/em>(di cui potrete leggere <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/il-passeggero-di-mccarthy\/\">qui<\/a>). La sua poetica \u00e8 permeata da temi universali e affonda nella marginalit\u00e0, tra gli anfratti dell&#8217;animo umano calpestato dalla violenza, marchiato dalla solitudine, sopraffatto dalla natura in un&#8217;impari lotta per la sopravvivenza. La morte \u00e8 il luogo di pace agognato da molti dei suoi personaggi.<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abQuali mondi ha visto che gli piacevano di pi\u00f9. Posso pensare a posti migliori e a modi migliori di vivere.\u00bb &#8211; \u00abMa puoi farli esistere?\u00bb- \u00abNo.\u00bb &#8211; \u00abNo. E\u2019 un mistero. Un uomo non riesce a conoscere la propria mente perch\u00e9 la mente \u00e8 tutto quello che ha per conoscerla. Pu\u00f2 conoscere il proprio cuore, ma non vuole\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato nel 1933 a Providence, nel Rhode Island, McCarthy ha trascorso gran parte della vita itinerante, esplorando gli angoli pi\u00f9 remoti, solitari e selvaggi degli Stati Uniti. Sbalzato da uno status all&#8217;altro, ora padre di famiglia qualche anno pi\u00f9 tardi vagabondo ai margini, nelle rarissime interviste concesse, ha ammesso di essere stato un uomo felice, anche nella difficolt\u00e0, ogni qual volta il baratro gli si apriva davanti, accadeva sempre qualcosa che lo traeva in salvo. In tale visione c&#8217;\u00e8 una sorta di fatalismo, originale per\u00f2, che ne ha segnato la scrittura. Certamente queste esperienze hanno fortemente influenzato il suo lavoro, spesso ambientato in luoghi aridi e desolati, come il deserto del Texas o le pianure del Vecchio West. Le sue storie sono popolate da personaggi marginali, emarginati e disperatamente violenti, che lottano per sopravvivere in un mondo caotico e ostile.<br \/>\nUno dei tratti distintivi della scrittura di McCarthy \u00e8 lo stile linguistico unico. A tal proposito \u00e8 affascinante il rimando alla sua prosa fatto anni fa da uno che dell&#8217;unicit\u00e0 ha costituito la cifra letteraria e umana: David Foster Wallace, il quale ha affermato a proposito del romanzo capolavoro <em>Suttre <\/em>(pubblicato negli USA nel 1979 e tradotto in Italia solamente trent&#8217;anni dopo): \u00abCormac McCarthy\u2026 non so come faccia, di fatto usa l\u2019inglese del 1600, voglio dire, scrive in anglosassone, con tanto di pronomi antichi e tutto, e ne viene fuori una cosa bellissima, per niente manierata o gratuita\u00bb .<\/p>\n<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00abSe ne sono andati tutti, ormai. Scappati, banditi nella morte o nell\u2019esilio, perduti, rovinati. Sole e vento percorrono ancora quella terra, per bruciare e scuotere gli alberi, l\u2019erba. Di quella gente non rimane alcuna incarnazione, alcun discendente, alcuna traccia. Sulle labbra della stirpe estranea che ora risiede in quei luoghi, i loro nomi sono mito, leggenda, polvere\u00bb.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sua prosa \u00e8 asciutta, essenziale e priva di fronzoli, eppure \u00e8 ricca di immagini vivide e di una potente energia poetica. McCarthy \u00e8 maestro nell&#8217;uso di simboli e metafore e riesce a creare immagini di una efficacia difficilmente replicabile. La sua capacit\u00e0 di descrivere la bellezza e l&#8217;orrore della natura umana \u00e8 senza pari e molte delle sue pagine sono cariche di una profonda tensione emotiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le opere pi\u00f9 celebri di McCarthy, tutte edite in Italia da Einaudi, ricordiamo il gi\u00e0 citato &#8220;Suttree&#8221; (1979), &#8220;Meridiano di sangue&#8221; (1985), &#8220;Non \u00e8 un paese per vecchi&#8221; (2005) dal quale \u00e8 stato tratto l&#8217;omonimo film con una splendida interpretazione di Javier Bardem, &#8220;Cavalli selvaggi&#8221; (1992) e &#8220;La strada&#8221; (2006) fino agli ultimi &#8220;Il passeggero&#8221; (2023) e il non ancora edito in Italia &#8220;Stella maris&#8221;, la cui uscita Einaudi annuncia per settembre.<br \/>\n&#8220;Suttree&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/suttree-di-mccarthy\/\">qui<\/a>) \u00e8 una storia di isolamento e alienazione ambientata nelle fognature e nei bassifondi di Knoxville, nel Tennessee in cui la matrice autobiografica di una certa fase della vita di McCarthy \u00e8 evidente.<br \/>\n&#8220;Meridiano di sangue&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/meridiano-di-sangue-di-mccarthy\/\">qui<\/a>) \u00e8 ormai un classico della letteratura contemporanea, un romanzo violento e brutale che esplora la natura umana nelle sue manifestazioni pi\u00f9 oscure.<br \/>\n&#8220;Cavalli selvaggi&#8221; \u00e8 un&#8217;epopea moderna che narra la storia di un adolescente e del suo viaggio verso la redenzione.<br \/>\n&#8220;La strada&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/la-strada-di-mccarthy\/\">qui<\/a>) \u00e8 un romanzo distopico che segue un padre e un figlio mentre cercano di sopravvivere in un mondo devastato da un&#8217;apocalisse.<br \/>\n&#8220;Il passeggero&#8221; \u00e8 la penultima pagina dolorosa del suo testamento letterario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cormac McCarthy \u00e8 uno scrittore straordinario, che ho amato fin dalle prime pagine lette, scoperte per caso come \u00e8 giusto che sia per la bellezza, circa dieci anni fa. Un autore capace di affrontare i temi pi\u00f9 oscuri e complessi della condizione umana con un&#8217;intensit\u00e0 e una profondit\u00e0 rimarchevoli. La sua prosa difficile affascina e coinvolge se si accetta di scivolare nell&#8217;abisso che apre ai nostri occhi. Le sue storie rimangono sospese tra la mente e la luce discreta che segna la chiusura dei suoi libri.&nbsp; Cos\u00ec li riprendo, pagina dopo pagina, per tenerne viva la voce.<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; \u00abHo parlato con amarezza della mia vita e detto che mi sarei battuto contro l\u2019infamia dell\u2019oblio e della sua mostruosa assenza di volto e che in quel vuoto avrei eretto una stele dove&nbsp;tutti avrebbero letto il mio nome. Una vanit\u00e0 che abiuro in&nbsp;toto.\u00bb Nel vasto panorama della letteratura americana contemporanea, pochi autori sono riusciti a catturare l&#8217;immaginazione dei lettori con la stessa forza e l&#8217;intensit\u00e0 di Cormac McCarthy. Con una prosa incisiva e una visione del mondo cupa e provocatoria, McCarthy si \u00e8 affermato come uno dei pi\u00f9 grandi scrittori della sua generazione o forse, come ha ammesso recentemente Stephen King in un messaggio di cordoglio dopo la recente scomparsa dello scrittore di Providence, il pi\u00f9 grande. La sua produzione letteraria, partita in sordina con tirature basse, tipiche di esclusivi club di lettori, tanto da avergli imposto l&#8217;iniziale marchio &#8220;di Scrittore per scrittori&#8220;, ha avuto una notevole impennata grazie ai successi degli ultimi romanzi, in particolare, Non \u00e8 un paese per vecchi, La strada (premio Pulitzer 2007) e Il passeggero (di cui potrete leggere qui). La sua poetica \u00e8 permeata da temi universali e affonda nella marginalit\u00e0, tra gli anfratti dell&#8217;animo umano calpestato dalla violenza, marchiato dalla solitudine, sopraffatto dalla natura in un&#8217;impari lotta per la sopravvivenza. La morte \u00e8 il luogo di pace agognato da molti dei suoi personaggi. \u00abQuali mondi ha visto che gli piacevano di pi\u00f9. Posso pensare a posti migliori e a modi migliori di vivere.\u00bb &#8211; \u00abMa puoi farli esistere?\u00bb- \u00abNo.\u00bb &#8211; \u00abNo. E\u2019 un mistero. Un uomo non riesce a conoscere la propria mente perch\u00e9 la mente \u00e8 tutto quello che ha per conoscerla. Pu\u00f2 conoscere il proprio cuore, ma non vuole\u00bb. Nato nel 1933 a Providence, nel Rhode Island, McCarthy ha trascorso gran parte della vita itinerante, esplorando gli angoli pi\u00f9 remoti, solitari e selvaggi degli Stati Uniti. Sbalzato da uno status all&#8217;altro, ora padre di famiglia qualche anno pi\u00f9 tardi vagabondo ai margini, nelle rarissime interviste concesse, ha ammesso di essere stato un uomo felice, anche nella difficolt\u00e0, ogni qual volta il baratro gli si apriva davanti, accadeva sempre qualcosa che lo traeva in salvo. In tale visione c&#8217;\u00e8 una sorta di fatalismo, originale per\u00f2, che ne ha segnato la scrittura. Certamente queste esperienze hanno fortemente influenzato il suo lavoro, spesso ambientato in luoghi aridi e desolati, come il deserto del Texas o le pianure del Vecchio West. Le sue storie sono popolate da personaggi marginali, emarginati e disperatamente violenti, che lottano per sopravvivere in un mondo caotico e ostile. Uno dei tratti distintivi della scrittura di McCarthy \u00e8 lo stile linguistico unico. A tal proposito \u00e8 affascinante il rimando alla sua prosa fatto anni fa da uno che dell&#8217;unicit\u00e0 ha costituito la cifra letteraria e umana: David Foster Wallace, il quale ha affermato a proposito del romanzo capolavoro Suttre (pubblicato negli USA nel 1979 e tradotto in Italia solamente trent&#8217;anni dopo): \u00abCormac McCarthy\u2026 non so come faccia, di fatto usa l\u2019inglese del 1600, voglio dire, scrive in anglosassone, con tanto di pronomi antichi e tutto, e ne viene fuori una cosa bellissima, per niente manierata o gratuita\u00bb . \u00abSe ne sono andati tutti, ormai. Scappati, banditi nella morte o nell\u2019esilio, perduti, rovinati. Sole e vento percorrono ancora quella terra, per bruciare e scuotere gli alberi, l\u2019erba. Di quella gente non rimane alcuna incarnazione, alcun discendente, alcuna traccia. Sulle labbra della stirpe estranea che ora risiede in quei luoghi, i loro nomi sono mito, leggenda, polvere\u00bb. La sua prosa \u00e8 asciutta, essenziale e priva di fronzoli, eppure \u00e8 ricca di immagini vivide e di una potente energia poetica. McCarthy \u00e8 maestro nell&#8217;uso di simboli e metafore e riesce a creare immagini di una efficacia difficilmente replicabile. La sua capacit\u00e0 di descrivere la bellezza e l&#8217;orrore della natura umana \u00e8 senza pari e molte delle sue pagine sono cariche di una profonda tensione emotiva. Tra le opere pi\u00f9 celebri di McCarthy, tutte edite in Italia da Einaudi, ricordiamo il gi\u00e0 citato &#8220;Suttree&#8221; (1979), &#8220;Meridiano di sangue&#8221; (1985), &#8220;Non \u00e8 un paese per vecchi&#8221; (2005) dal quale \u00e8 stato tratto l&#8217;omonimo film con una splendida interpretazione di Javier Bardem, &#8220;Cavalli selvaggi&#8221; (1992) e &#8220;La strada&#8221; (2006) fino agli ultimi &#8220;Il passeggero&#8221; (2023) e il non ancora edito in Italia &#8220;Stella maris&#8221;, la cui uscita Einaudi annuncia per settembre. &#8220;Suttree&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita qui) \u00e8 una storia di isolamento e alienazione ambientata nelle fognature e nei bassifondi di Knoxville, nel Tennessee in cui la matrice autobiografica di una certa fase della vita di McCarthy \u00e8 evidente. &#8220;Meridiano di sangue&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita qui) \u00e8 ormai un classico della letteratura contemporanea, un romanzo violento e brutale che esplora la natura umana nelle sue manifestazioni pi\u00f9 oscure. &#8220;Cavalli selvaggi&#8221; \u00e8 un&#8217;epopea moderna che narra la storia di un adolescente e del suo viaggio verso la redenzione. &#8220;La strada&#8221; (di cui potrete leggere in maniera pi\u00f9 approfondita qui) \u00e8 un romanzo distopico che segue un padre e un figlio mentre cercano di sopravvivere in un mondo devastato da un&#8217;apocalisse. &#8220;Il passeggero&#8221; \u00e8 la penultima pagina dolorosa del suo testamento letterario. 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