{"id":2760,"date":"2014-05-20T17:07:07","date_gmt":"2014-05-20T16:07:07","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=2760"},"modified":"2014-05-20T17:07:07","modified_gmt":"2014-05-20T16:07:07","slug":"viaggio-al-termine-della-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/viaggio-al-termine-della-notte\/","title":{"rendered":"Viaggio al termine della notte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Celine-viaggio-al-termine.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2761\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Celine-viaggio-al-termine-195x300.jpg\" alt=\"Celine_Viaggio al termine.indd\" width=\"195\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa maggior parte della gente non muore che all\u2019ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent\u2019anni d\u2019anticipo e qualche volta anche di pi\u00f9. Sono gli infelici della terra. [&#8230;] D\u2019altronde, bisogna pure che succeda prima o poi, che ti classificano [&#8230;] Nel grande abbandono molle che circonda la citt\u00e0, l\u00e0 dove la menzogna del suo lusso viene a trasudare e finire in marciume, la citt\u00e0 mostra a chi vuol vedere il suo gran deretano nella classe dei rifiuti [&#8230;] Tutta la giovent\u00f9 \u00e8 andata a morire nel silenzio della verit\u00e0 [&#8230;] La verit\u00e0 \u00e8 un\u2019agonia che non finisce mai [&#8230;] Una forte vita interiore basta a se stessa e farebbe sciogliere vent\u2019anni di banchisa [&#8230;] Filosofeggiare non \u00e8 stato che un altro modo di aver paura e porta solo a sterili fantasie [&#8230;] Sapevo che il culo \u00e8 la piccola miniera d\u2019oro del povero [&#8230;] Contro l\u2019infamia di esser povero, bisogna, confessiamolo, \u00e8 un dovere, provarle tutte, ubriacarsi di qualsiasi cosa, di vino, di quello non caro, di masturbazione, di cinema. [&#8230;] \u00e8 questo l\u2019esilio, l\u2019estraneo, questa inesorabile osservazione dell\u2019esistenza com\u2019\u00e8 davvero quelle poche ore lucide, eccezionali nella trama del tempo umano, in cui le abitudini del paese precedente\u00a0vi abbandonano, senza che le altre, le nuove, vi abbiano ancora rincoglionito a sufficienza [&#8230;] L\u2019esistenza \u00e8 una cosa che vi torce e vi rovina la faccia [&#8230;] Man mano che resti in un posto, le cose e le persone si sbracano, marciscono e si mettono a puzzare appositamente per te [&#8230;] La vera festa la fa sempre il commercio, ma in profondit\u00e0 e in segreto, \u00e8 la sera che gode il commercio, quando tutti gli incoscienti, i clienti, queste bestie da profitto se ne sono andati, quando il silenzio \u00e8 tornato sulla spianata e l\u2019ultimo cane ha schizzato l\u2019ultima goccia d\u2019urina contro il bigliardo giapponese. Allora possono cominciare i conti, \u00e8 il momento in cui il commercio censisce le proprie forze e le proprie vittime, con i soldi [&#8230;] La miseria perseguita implacabilmente e minuziosamente l\u2019altruismo e le iniziative pi\u00f9 gentili sono impietosamente castigate [&#8230;] La vita \u00e8 questo, una scheggia di luce che finisce nella notte [&#8230;] Non posso fare a meno di dubitare che esistano altre autentiche realizzazioni del nostro io pi\u00f9 profondo che non siano la guerra e la malattia [&#8230;] Non mi sarebbe pi\u00f9 capitato a me di dormire profondamente. Avevo perso come l\u2019abitudine di quell\u2019abbandono, quello che bisogna proprio avere, davvero incommensurabile per addormentarsi completamente in mezzo agli uomini. [&#8230;] di parole ce ne sono che si nascondono in mezzo ad altre, come sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole l\u00ec che per\u00f2 ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte. Allora \u00e8 il panico, una valanga, resti l\u00ec, impiccato, come sopra le emozioni.\u00bb<br \/>\n[L.F. C\u00e8line]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLa maggior parte della gente non muore che all\u2019ultimo momento; altri cominciano e si prendono vent\u2019anni d\u2019anticipo e qualche volta anche di pi\u00f9. Sono gli infelici della terra. 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Allora possono cominciare i conti, \u00e8 il momento in cui il commercio censisce le proprie forze e le proprie vittime, con i soldi [&#8230;] La miseria perseguita implacabilmente e minuziosamente l\u2019altruismo e le iniziative pi\u00f9 gentili sono impietosamente castigate [&#8230;] La vita \u00e8 questo, una scheggia di luce che finisce nella notte [&#8230;] Non posso fare a meno di dubitare che esistano altre autentiche realizzazioni del nostro io pi\u00f9 profondo che non siano la guerra e la malattia [&#8230;] Non mi sarebbe pi\u00f9 capitato a me di dormire profondamente. Avevo perso come l\u2019abitudine di quell\u2019abbandono, quello che bisogna proprio avere, davvero incommensurabile per addormentarsi completamente in mezzo agli uomini. [&#8230;] di parole ce ne sono che si nascondono in mezzo ad altre, come sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole l\u00ec che per\u00f2 ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte. 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