{"id":3423,"date":"2016-09-23T12:04:27","date_gmt":"2016-09-23T10:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=3423"},"modified":"2016-09-23T12:04:27","modified_gmt":"2016-09-23T10:04:27","slug":"lascesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/lascesa\/","title":{"rendered":"L&#8217;ascesa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Escher-Relativity.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Escher-Relativity-300x279.jpg\" alt=\"escher-relativity\" width=\"300\" height=\"279\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-3427\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Escher-Relativity-300x279.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/Escher-Relativity.jpg 400w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L&#8217;atto di fede \u00e8 una delle azioni pi\u00f9 difficili da compiere. Soprattutto quando \u00e8 consapevole. Affidarsi a qualcuno \u00e8, in fondo, un gesto irrazionale, forse di vigliaccheria o paura per un&#8217;esistenza da affrontare senza gli opportuni mezzi, materiali e morali. Paura d&#8217;andare, ovunque. Paura di saperlo scegliere quell&#8217;ovunque cui andare. Paura di scegliere. Pi\u00f9 banalmente, l&#8217;atto di fede \u00e8 un gesto d&#8217;amore. Ma l&#8217;amore in s\u00e9 non esiste, n\u00e9 potrebbe essere altrimenti, nonostante le meravigliose e sconfinate lande di parole che hanno dissertato sulla questione negli ultimi due millenni. Esiste, invece, come antidoto al dolore. E alla solitudine.<br \/>\nCi sono viaggi che sono cammini semplici, umili e carichi di fatica. Percorsi costruiti sull&#8217;esile filo di un sorriso, uno schiamazzo tirato via a gran voce, per sentirsi al mondo. Ci sono cammini che scivolano sulla prepotente volont\u00e0 di una parola, la parola che si fa sostanza e incide tra le maglie della ferita aperta che nominiamo vita.<br \/>\nE poi, ci sono salite. Ripide, irte, che giocano a sfiorare il cielo in un crogiolo di bestemmie e gioie. E ascendono per quel che \u00e8 concesso all&#8217;umana razza, animal d&#8217;alto rango.<br \/>\nDunque saliamo.<br \/>\nGradino su gradino.<br \/>\nEd ogni passo \u00e8 fatica, la fatica del prossimo andare. Meta che giunge improvvisa a ritrovare l&#8217;abbraccio tra altre braccia e dita dentro altre dita, speranze d&#8217;altre speranze. Perle di sudore senza alcun valore che scivolano a terra vergando pelle e giorni, solcando pelle e giorni.<br \/>\nE poi scoviamo i silenzi, tra un parlottio e l&#8217;altro, banale distrazione di un andazzo che soggioga ogni pensiero. Sono i silenzi serrati che ci portiamo dentro nella costruzione difficile, pressoch\u00e8 utopica, di un personale io. Quei silenzi che a stento trattengono le intimit\u00e0 che vale la pena dirsi. E fare.<br \/>\nPoi, tutto il resto \u00e8 morte. Ma a noi non importa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;atto di fede \u00e8 una delle azioni pi\u00f9 difficili da compiere. Soprattutto quando \u00e8 consapevole. Affidarsi a qualcuno \u00e8, in fondo, un gesto irrazionale, forse di vigliaccheria o paura per un&#8217;esistenza da affrontare senza gli opportuni mezzi, materiali e morali. Paura d&#8217;andare, ovunque. Paura di saperlo scegliere quell&#8217;ovunque cui andare. Paura di scegliere. Pi\u00f9 banalmente, l&#8217;atto di fede \u00e8 un gesto d&#8217;amore. Ma l&#8217;amore in s\u00e9 non esiste, n\u00e9 potrebbe essere altrimenti, nonostante le meravigliose e sconfinate lande di parole che hanno dissertato sulla questione negli ultimi due millenni. Esiste, invece, come antidoto al dolore. E alla solitudine. 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