{"id":353,"date":"2011-03-10T20:25:36","date_gmt":"2011-03-10T19:25:36","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=353"},"modified":"2016-09-27T18:28:09","modified_gmt":"2016-09-27T16:28:09","slug":"sidvicious","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/sidvicious\/","title":{"rendered":"Ceneri sul marmo"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/sidvicious.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-663\" title=\"sidvicious\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/sidvicious-253x300.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"300\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Qui, ai margini di una siepe, oltre un filare muto di cipressi che ondeggiano a ritmo lento, i miei passi si fermano e non fanno rumore.<br \/>\nLa custodia sulle spalle, vuota, nasconde il ricordo di quello che \u00e8 stato, mentre la memoria, la mia, pulsa sulle tempie e batte forte, come a voler uscire dalla testa.<br \/>\nE mi fa male.<br \/>\nIl ricordo di lei.<br \/>\nIl sangue non si rapprende.<br \/>\nDenso e scuro viene gi\u00f9 da ogni parte e ho paura a respirare l&#8217;aria intorno per non sentirla entrare dentro, adesso che non respira pi\u00f9.<br \/>\nIl sangue non si rapprende, ancora.<br \/>\nLo vedo scendere ovunque.<br \/>\nCorre sulle mani e in me si confonde. Non avrei potuto contenere la musica. Tutta la musica degli anni caduti via in un fulmine. Non sarei stato in grado di trattenerla tra le dita smagrite che mi ritrovo, e m&#8217;accorgo di non essere in grado di fermare nemmeno il flusso caldo che spegne la vita attorno a me.<br \/>\nUna lama gelida nella quale tutto si specchia e si conclude e si deforma e ritorna in un bagliore di luce impresso negli occhi, ma \u00e8 solo un ricordo.<br \/>\nHo esagerato stanotte.<!--more--><br \/>\nHo fatto il pieno. Ho fatto scorta di roba buona e me la sono insaccata dentro, come mai m&#8217;era accaduto. Ho riempito i vuoti di un tempo smarrito, ho cercato di farlo mettendoci dentro pi\u00f9 roba possibile, da coprire il fastidio di un andazzo insolente.<br \/>\nHo visto gente accettare che il sole tramonti e ritorni puntuale ogni giorno, gente pronta a rifare la spesa e la fila al mercato centrale per portarsi sacchetti colmi del nulla e col nulla trascorrere bene la notte di ieri. Ho visto gente che vive per caso, senza grandi doveri, o crede che alzarsi al mattino, di primo mattino, valga tutta una vita e un sorriso d&#8217;amore. Ho visto gente morire che nemmeno si vede, brancolare nel buio di un giorno comune, spintonata da gente pi\u00f9 morta di lei.<br \/>\nCos\u00ec mi riempio di roba come un pollo farcito e copro gli sguardi di tutta la merda che punta il mio viso.<br \/>\nUn ribollire d&#8217;immagini e suoni. E la mia mente leggera va oltre le loro meschinit\u00e0, anche se continuano a dire in giro che non so suonare, che m&#8217;atteggio, che ho indossato bene la maschera e che soltanto quella riesco a portare. Ma non ho cura del loro ciarlare. Del bisbiglio dei morti. Non ho paura, come non m&#8217;\u00e8 accaduto d&#8217;averne quando mi dissero che lei m&#8217;avrebbe portato alla rovina, che c&#8217;era in ballo qualcosa di pi\u00f9 di una puttanella da sottopalco e io stavo per mandarla in frantumi quella cosa. Frustrazioni da suoni mosci che non hanno capelli da far rizzare al suono potente di mille e pi\u00f9 watt che riempiono la mente, come adesso la mia.<br \/>\nM&#8217;hanno buttato dentro, aggrappati alle parole, ma non saprei che dirvi. Sento soltanto il calore della sua anima disperdersi in gocce infinite che scendono gi\u00f9 per le mie braccia e nascondono il viso. Non credo d&#8217;averla ammazzata eppure non saprei dirvi il contrario. M&#8217;hanno sempre messo da parte nei momenti cruciali. Il musicista fantasma che non suona ma gracchia, che sputa sudore dal palco alle labbra di gente che non attende altro, questo rimango per loro.<br \/>\nE di me cosa rimane?<br \/>\nIl tono di voce irridente, il suono di un basso scaduto nel nulla, il vortice sordo che tutto divora, e il silenzio che scende oltre il sangue rappreso.<br \/>\nAdesso lo vedo, freddo, incrostato sulla mia pelle, addosso, a imbrattare i miei jeans, appiccicato alle scarpe stinte che lei m&#8217;ha regalato.<br \/>\nAdesso lo scorgo rigido e morto come tutt&#8217;intorno, niente sudore da sputare al vento, niente saltelli da scambiarci le strade, niente spinelli da fumarci nel latte, niente bandiere da pisciarci dentro, cenere e cenere e cenere da spargere lieve sul marmo, questo rimane.<br \/>\nE il marmo nasconde il respiro di lei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui, ai margini di una siepe, oltre un filare muto di cipressi che ondeggiano a ritmo lento, i miei passi si fermano e non fanno rumore. La custodia sulle spalle, vuota, nasconde il ricordo di quello che \u00e8 stato, mentre la memoria, la mia, pulsa sulle tempie e batte forte, come a voler uscire dalla testa. E mi fa male. Il ricordo di lei. Il sangue non si rapprende. Denso e scuro viene gi\u00f9 da ogni parte e ho paura a respirare l&#8217;aria intorno per non sentirla entrare dentro, adesso che non respira pi\u00f9. Il sangue non si rapprende, ancora. Lo vedo scendere ovunque. Corre sulle mani e in me si confonde. Non avrei potuto contenere la musica. Tutta la musica degli anni caduti via in un fulmine. Non sarei stato in grado di trattenerla tra le dita smagrite che mi ritrovo, e m&#8217;accorgo di non essere in grado di fermare nemmeno il flusso caldo che spegne la vita attorno a me. Una lama gelida nella quale tutto si specchia e si conclude e si deforma e ritorna in un bagliore di luce impresso negli occhi, ma \u00e8 solo un ricordo. Ho esagerato stanotte.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[32,21],"tags":[265,298,334],"class_list":["post-353","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fun","category-racconti","tag-punk","tag-sex-pistols","tag-vicious"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=353"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/353\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3438,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/353\/revisions\/3438"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}