{"id":379,"date":"2011-03-20T20:45:34","date_gmt":"2011-03-20T19:45:34","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=379"},"modified":"2011-03-20T20:45:34","modified_gmt":"2011-03-20T19:45:34","slug":"lmaremma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/lmaremma\/","title":{"rendered":"Lettera dalla maremma"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/lettere.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-542\" title=\"lettere\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/lettere-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"110\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">La notte scende lieve, ma sa di far rumore, e forte batte dentro me.<br \/>\nTra le fronde dei rami, nella distesa di cipressi che si muove oltre le fragili pareti di casa, il vento s&#8217;insinua e non sa dormire.<br \/>\nE gioca e ritorna, e sale lento per poi scagliarsi con foga contro le foglie che vorrebbero trattenerlo, ma si rassegnano a vederlo fuggire via, in attesa che ritorni.<br \/>\nCome me.<br \/>\nIl vento.<br \/>\nBofonchia che non \u00e8 questo il modo di vivere, di tirar al mattino prima che il sole si svegli e colori la strada, con le dita intirizzite dal gelo, che poco sanno di quel che toccano, e poco riescono a distinguere nel freddo dell&#8217;alba che ancora deve giungere. Il vento dice da giorni a modo suo che non \u00e8 bene ritornare la sera quando le ombre confondono foglie e occhi spenti. Il vento, che nonostante se ne stia in giro per la gran parte del giorno sa di non esser solo quando la pioggia inizia a scendere, a mescolarsi, a danzare per l&#8217;aria, a svegliarti nel tepore di una notte troppo presto spezzata dal trillo insolente di una voce meccanica che mi invita a mettermi in cammino.<!--more--><br \/>\nNon ho particolari blues che mi tengono compagnia in queste settimane, e la musica cui m&#8217;ero abituato manca da un po&#8217;. Non bisogna mai affezionarsi ad un suono, una melodia in particolare, un giro d&#8217;accordi che sai bene di poter trovare l\u00ec, dove cerchi.<br \/>\nNiente \u00e8 per sempre.<br \/>\nLa musica svanisce in una folata brusca. La musica svanisce, il vento se la porta via e lascia tristemente l&#8217;eco di ci\u00f2 che \u00e8 stata. Forse questo \u00e8 il blues, o forse non saprei dire, se riesco ancora a sentirlo, a suonarlo.<br \/>\nForse lo canto ma non me ne rendo conto, forse riuscirei ancora a farlo, ma la voce viene fuori muta da me, e mi ritornano in mente le parole ispiratrici di Bessie Smith e la sua preghiera laica che invita a pentirsi dei propri peccati per poterne cantare di altri.<br \/>\nSe vuoi cantare il blues devi pagare i tuoi debiti.<br \/>\nI miei li rendo quotidianamente, so di farlo, ma non a chi.<br \/>\nScendo per la collina di una citt\u00e0 marittima in cui un amico mi chiede dove sia mai stato il mare.<br \/>\nScendo fino alla spiaggia, sul limitare di una primavera fredda che in maremma si fa desiderare.<br \/>\nDistrattamente il cielo s&#8217;apre, e come direbbe il poeta lascia nell&#8217;aria la voglia di pioggia a nascondere il sole,<br \/>\ndistrattamente il sole abbraccia la sabbia e la scalda un po&#8217;.<br \/>\nMa nulla che possa far male.<br \/>\nPasseggio per qualche decina di metri, mi siedo lungo un muretto ancora freddo d&#8217;inverno, e ritorno ad accendere una sigaretta dopo pi\u00f9 d&#8217;un mese. Tutto intorno a me appare vecchio eppure cos\u00ec nuovo.<br \/>\nPoca gente per la via, come nell&#8217;immaginario classico il mare d&#8217;inverno dev&#8217;essere. Io col mio berretto tirato fin sotto le orecchie cos\u00ec simile ad un marinaio senza nave, ma con la voglia in ogni modo di salpare, apro le ultime pagine del libro regalo di natale, e mi accingo a concluderle. &#8220;Il giorno prima della felicit\u00e0&#8221;, come se davvero se ne possa individuare uno, uno soltanto, come se davvero si possa indicare la felicit\u00e0.<br \/>\nUna.<br \/>\nFinisco la sigaretta, e mi scorgo a contare le pagine restanti, ancora una decina, eppure la brezza insolente,<br \/>\neco del vento che gioca con i cipressi su in collina, fastidiosamente solletica il mio volto. Manca ancora il sole e trattenermi vicino alla sabbia, manca ancora il calore che vorrei, mentre tutto ci\u00f2 che mi circonda m&#8217;appare vecchio, eppure cos\u00ec nuovo. Accendo un altra sigaretta, e riprendo la lettura. con la coda dell&#8217;occhio osservo alcuni passanti intenti ad osservare, chiss\u00e0 cosa si chiederanno mai, chiss\u00e0 che idea sto suscitando nelle loro esistenze. Seduto, le gambe incrociate, un libro da finire, una cicca fumante, in compagnia della brezza eco del vento, qui in maremma sul limitare della primavera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte scende lieve, ma sa di far rumore, e forte batte dentro me. Tra le fronde dei rami, nella distesa di cipressi che si muove oltre le fragili pareti di casa, il vento s&#8217;insinua e non sa dormire. E gioca e ritorna, e sale lento per poi scagliarsi con foga contro le foglie che vorrebbero trattenerlo, ma si rassegnano a vederlo fuggire via, in attesa che ritorni. Come me. Il vento. Bofonchia che non \u00e8 questo il modo di vivere, di tirar al mattino prima che il sole si svegli e colori la strada, con le dita intirizzite dal gelo, che poco sanno di quel che toccano, e poco riescono a distinguere nel freddo dell&#8217;alba che ancora deve giungere. Il vento dice da giorni a modo suo che non \u00e8 bene ritornare la sera quando le ombre confondono foglie e occhi spenti. Il vento, che nonostante se ne stia in giro per la gran parte del giorno sa di non esser solo quando la pioggia inizia a scendere, a mescolarsi, a danzare per l&#8217;aria, a svegliarti nel tepore di una notte troppo presto spezzata dal trillo insolente di una voce meccanica che mi invita a mettermi in cammino.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[17],"tags":[202],"class_list":["post-379","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","tag-lettere-2"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/379\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}