{"id":4048,"date":"2019-01-29T18:53:02","date_gmt":"2019-01-29T17:53:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4048"},"modified":"2019-02-05T15:12:29","modified_gmt":"2019-02-05T14:12:29","slug":"roberto-alajmo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/roberto-alajmo\/","title":{"rendered":"Roberto Alajmo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.robertoalajmo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Roberto Alajmo&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4049\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alajmo-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alajmo-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alajmo-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Alajmo.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/palermo-cipolla-libro-roberto-alajmo\/e\/9788858109748\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4052 alignnone\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/palermo\u00e8unacipolla-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cuore-di-madre.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-4050 alignnone\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/cuore-di-madre-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/lestate-del-78-di-alajmo\/\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4051 size-medium alignnone\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Lestate-del-78-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\"><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si inaugura oggi la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d nella quale attraverso poche risposte ogni autore traccia un breve percorso di s\u00e9.<br>Apre il cammino di questo nuovo appuntamento <a href=\"http:\/\/www.robertoalajmo.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Roberto Alajmo<\/a>. Scrittore, giornalista, drammaturgo, direttore del \u201cTeatro Biondo\u201d di Palermo dal 2013 al 2018, e di Palermo e della palermitanit\u00e0 amante e ironico osservatore. Tra le sue numerose opere ricordiamo \u201cCuore di madre\u201d (2003, Mondadori), \u201cPalermo \u00e8 una cipolla\u201d (2005, Laterza) fino al recente \u201c<a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/lestate-del-78-di-alajmo\/\">L\u2019estate del \u201878<\/a>\u201d (2018, Sellerio).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 una sensazione ambivalente. Da una parte esaltazione: posso ricominciare a scrivere. Dall\u2019altra avvilimento: devo ricominciare a scrivere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Io comunque sono pi\u00f9 tipo da evidenze che da necessit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Onestamente, no. C\u2019\u00e8 stato un momento in cui ho capito che era la cosa che sapevo fare meglio, e quindi conveniva fare quella.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>No, a patto di saper mantenere lo stile elastico, come certi muscoli. Ogni libro, ogni singolo articolo, per il fatto stesso che \u00e8 scritto per un quotidiano o per un settimanale, richiede un minimo di flessibilit\u00e0 stilistica. L\u2019inflessibilit\u00e0 appartiene solo a Dio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Incide poco, e non credo sia colpa solo dello scarso peso intellettuale degli scrittori contemporanei. Mi pare che gli spazi sulla stampa si siano impoveriti e in generale, invece, si siano moltiplicati. Il risultato \u00e8 un frastuono complessivo senza qualit\u00e0, in cui far sentire la propria voce diventa una questione quasi atletica. Personalmente, se non credo di avere qualcosa di veramente originale da dire, ormai preferisco restare in silenzio.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Alajmo&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Si inaugura oggi la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d nella quale attraverso poche risposte ogni autore traccia un breve percorso di s\u00e9.Apre il cammino di questo nuovo appuntamento Roberto Alajmo. Scrittore, giornalista, drammaturgo, direttore del \u201cTeatro Biondo\u201d di Palermo dal 2013 al 2018, e di Palermo e della palermitanit\u00e0 amante e ironico osservatore. Tra le sue numerose opere ricordiamo \u201cCuore di madre\u201d (2003, Mondadori), \u201cPalermo \u00e8 una cipolla\u201d (2005, Laterza) fino al recente \u201cL\u2019estate del \u201878\u201d (2018, Sellerio). Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? \u00c8 una sensazione ambivalente. Da una parte esaltazione: posso ricominciare a scrivere. Dall\u2019altra avvilimento: devo ricominciare a scrivere. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Io comunque sono pi\u00f9 tipo da evidenze che da necessit\u00e0. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?\u201d Onestamente, no. C\u2019\u00e8 stato un momento in cui ho capito che era la cosa che sapevo fare meglio, e quindi conveniva fare quella. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? No, a patto di saper mantenere lo stile elastico, come certi muscoli. Ogni libro, ogni singolo articolo, per il fatto stesso che \u00e8 scritto per un quotidiano o per un settimanale, richiede un minimo di flessibilit\u00e0 stilistica. L\u2019inflessibilit\u00e0 appartiene solo a Dio. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Incide poco, e non credo sia colpa solo dello scarso peso intellettuale degli scrittori contemporanei. Mi pare che gli spazi sulla stampa si siano impoveriti e in generale, invece, si siano moltiplicati. Il risultato \u00e8 un frastuono complessivo senza qualit\u00e0, in cui far sentire la propria voce diventa una questione quasi atletica. 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