{"id":4107,"date":"2019-02-12T21:23:36","date_gmt":"2019-02-12T20:23:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4107"},"modified":"2019-02-13T12:53:52","modified_gmt":"2019-02-13T11:53:52","slug":"angela-iantosca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/angela-iantosca\/","title":{"rendered":"Angela Iantosca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d, oggi \u00e8 la volta di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/angela.iantosca.5\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Angela Iantosca<\/a>, scrittrice e giornalista (dal 2017 dirige la rivista \u201cAcqua e sapone\u201d). Autrice di saggi inchiesta quali \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/onora-madre-storie-di-ndrangheta-libro-angela-iantosca\/e\/9788849837476\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Onora la madre: storie di \u2018ndrangheta al femminile<\/a>\u201d (2013, Rubettino), \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/bambini-a-meta-figli-della-libro-angela-iantosca\/e\/9788860043597\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bambini a met\u00e0. I figli della \u2018ndrangheta<\/a>\u201d (2015, Perrone) e \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/sottile-linea-bianca-dalle-piazze-libro-angela-iantosca\/e\/9788860044600\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una sottile linea bianca. Dalle piazze di spaccio alla comunit\u00e0 di San Patrignano<\/a>\u201d (2018, Perrone).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/AngelaIantosca.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4108\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/AngelaIantosca-300x104.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/AngelaIantosca-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/AngelaIantosca.jpg 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sottilelineabianca.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4111\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/sottilelineabianca-206x300.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/onoralamadre.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4110\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/onoralamadre-183x300.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/bambiniameta.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4109\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/bambiniameta-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\"><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>C&#8217;\u00e8 una sensazione particolare che si forma in un punto preciso del mio stomaco, nella mia testa, nelle mie mani e che ha lo stesso colore, la stessa consistenza dell&#8217;innamoramento. Una sensazione che diventa urgenza di scrivere, di far correre le mani veloci sulla tastiera, di toccare le lettere, di dar vita a quei pensieri che si rincorrono nella mente.<\/em><br \/>\n<em>E mentre le mani provano a tenere il passo delle Idee, intorno non c&#8217;\u00e8 nulla. C&#8217;\u00e8 una nebulosa e tutto diventa il luogo che sto narrando. Seguo il personaggio, la sua storia e i suoi abiti che assumono l&#8217;aspetto che hanno sempre avuto ma che ora una luce sta illuminando. E io vedo. Vedo il protagonista, la sua storia, chi gli gira intorno, i pensieri degli altri, anche di chi \u00e8 alle mie spalle, dietro di me, che sono dentro la scena, immobile e invisibile. \u00c8 cos\u00ec che la statua esce dal marmo e la riconosco. Perch\u00e9 una storia, un libro \u00e8 come un figlio: ne conosci e riconosci le pieghe, l&#8217;odore, i movimenti, i difetti, le grinze, le piegature. Quando metti il punto alla fine non puoi che amare ci\u00f2 che ora \u00e8 di tutti. Come un figlio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 evidente. Credo ci sia una armonia dietro un racconto, dietro una storia, ma anche dietro un articolo. Una armonia dettata dalle parole giuste. Non una di pi\u00f9 non una di meno. Perch\u00e9 le parole giuste sono quelle che sanno farti arrivare in alto, in un climax di emozioni: ti portano sul precipizio e ti lasciano lass\u00f9, senza fiato, con tutte le emozioni al limite, il vento che soffia dalla scogliera, le gocce d&#8217;acqua che arrivano ai tuoi piedi e la gioia-dolore che stia finendo tutto l\u00ec, in quella bellezza insopportabile e giusta. Non una parola di pi\u00f9 non una di meno.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quando ho cominciato a scrivere il primo libro, \u201cOnora la madre \u2013 storie di \u2018ndrangheta al femminile\u201d (Rubbettino, 2013). Il libro nasce quando, leggendo della collaborazione di alcune donne appartenenti a famiglie di \u2018ndrangheta, mi sorge una domanda: se una donna da sola, con le sue parole, \u00e8 riuscita s scardinare un clan potente, \u00e8 possibile che le altre donne non sappiano niente? \u00c8 possibile che davvero le donne nella \u2018ndrangheta, da sempre considerata una organizzazione criminale maschile e maschilista, non abbiano avuto nessun altro ruolo oltre a quello di mogli e madri?<\/em><br \/>\n<em>Da questa domanda e dalla necessit\u00e0 di trovare una risposta nasce il \u201cdevo scrivere\u201d. Da quel momento \u00e8 stato cos\u00ec anche con gli altri libri: \u201cBambini a met\u00e0\u201d (Perrone 2015), il libro nato dalla necessit\u00e0 di concentrare l&#8217;attenzione sul protocollo \u201cLiberi di Scegliere\u201d scritto dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, per regalare una alternativa ai figli della \u2018ndrangheta in particolari condizioni; dallo stesso \u201cdevo\u201d nasce il libro \u201cVoce del verbo corrompere\u201d (Bulgarini 2017), una antologia letteraria con la quale spingere alla lettura usando delle chiavi di lettura, in questo caso la corruzione. Dallo stesso \u201cdevo\u201d nasce \u201cLa Vittoria che nessuno sa\u201d (Sperling&amp;Kupfer 2017) che racconta la storia di un uomo che ha scelto di diventare donna per rispetto di se stessa. E ancora dal \u201cdevo\u201d \u00e8 nata \u201cUna sottile linea bianca \u2013 dalle piazze di spaccio alla comunit\u00e0 di San Patrignano\u201d (Perrone 2018) per raccontare le storie di ex ragazzi tossicodipendenti e quelle piazze di spaccio che sono i luoghi in cui i \u201cnostri\u201d ragazzi vanno a fare spesa in cerca dello sballo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai cercato uno stile, ma nella consapevolezza di averne uno. Credo di aver sempre scritto cos\u00ec, sin da ragazzina: in modo asciutto e diretto. I miei professori del Liceo mi dicevano che avevo uno stile giornalistico\u2026 quindi, credo che fosse proprio nel mio destino e la \u201cleggenda\u201d narra che a 5 anni, mentre ero in gita con i miei, vedendo le foglie cadere dagli alberi dissi: \u201cSembrano delle ballerine\u201d\u2026 Amo le descrizioni che possano creare la scena negli occhi e nella testa di chi legge, anche con immagini forti o immagini poetiche che possano trasmettere silenzio e pace, o gli odori, i sapori, le sensazioni sulla pelle.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Scrivere significa fare politica. Forse con pi\u00f9 incisivit\u00e0 della politica stessa. Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere iscritto ad un partito o vestire qualche casacca per far capire da che parte si \u00e8, se si \u00e8 umani, se si ha una particolare attenzione verso gli ultimi. Una cosa che mi appartiene, forse proprio perch\u00e9 sono giornalista, \u00e8 accompagnare il lettore in certi contesti, mostrarglieli, lasciandolo poi libero di scegliere, di decidere dove andare. Una scelta che potr\u00e0 fare solo se sar\u00e0 davvero informato su ci\u00f2 che accade, con obiettivit\u00e0. Certo, alla luce dei dati sulla quantit\u00e0 di lettori in Italia (si scrive di pi di quanto si legga), mi sorge il dubbio che la letteratura, in qualsiasi sua forma, riesca ad incidere poco e che abbiamo molto pi\u00f9 appeal (soprattutto sui giovani) quei mezzi di distrazione di massa che tanto preoccupano. Ma questo non pu\u00f2 essere un motivo di sconforto, anzi uno stimolo in pi per far arrivare gli stessi contenuti attraverso altre vie: audiolibri, trasformazione delle storie importanti in fumetti, racconti brevi, progetti nelle scuole per promuovere certi argomenti di rilevanza nazionale&#8230;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d, oggi \u00e8 la volta di Angela Iantosca, scrittrice e giornalista (dal 2017 dirige la rivista \u201cAcqua e sapone\u201d). Autrice di saggi inchiesta quali \u201cOnora la madre: storie di \u2018ndrangheta al femminile\u201d (2013, Rubettino), \u201cBambini a met\u00e0. I figli della \u2018ndrangheta\u201d (2015, Perrone) e \u201cUna sottile linea bianca. 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Vedo il protagonista, la sua storia, chi gli gira intorno, i pensieri degli altri, anche di chi \u00e8 alle mie spalle, dietro di me, che sono dentro la scena, immobile e invisibile. \u00c8 cos\u00ec che la statua esce dal marmo e la riconosco. Perch\u00e9 una storia, un libro \u00e8 come un figlio: ne conosci e riconosci le pieghe, l&#8217;odore, i movimenti, i difetti, le grinze, le piegature. Quando metti il punto alla fine non puoi che amare ci\u00f2 che ora \u00e8 di tutti. Come un figlio. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? \u00c8 evidente. Credo ci sia una armonia dietro un racconto, dietro una storia, ma anche dietro un articolo. Una armonia dettata dalle parole giuste. Non una di pi\u00f9 non una di meno. Perch\u00e9 le parole giuste sono quelle che sanno farti arrivare in alto, in un climax di emozioni: ti portano sul precipizio e ti lasciano lass\u00f9, senza fiato, con tutte le emozioni al limite, il vento che soffia dalla scogliera, le gocce d&#8217;acqua che arrivano ai tuoi piedi e la gioia-dolore che stia finendo tutto l\u00ec, in quella bellezza insopportabile e giusta. Non una parola di pi\u00f9 non una di meno. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d Quando ho cominciato a scrivere il primo libro, \u201cOnora la madre \u2013 storie di \u2018ndrangheta al femminile\u201d (Rubbettino, 2013). Il libro nasce quando, leggendo della collaborazione di alcune donne appartenenti a famiglie di \u2018ndrangheta, mi sorge una domanda: se una donna da sola, con le sue parole, \u00e8 riuscita s scardinare un clan potente, \u00e8 possibile che le altre donne non sappiano niente? \u00c8 possibile che davvero le donne nella \u2018ndrangheta, da sempre considerata una organizzazione criminale maschile e maschilista, non abbiano avuto nessun altro ruolo oltre a quello di mogli e madri? Da questa domanda e dalla necessit\u00e0 di trovare una risposta nasce il \u201cdevo scrivere\u201d. Da quel momento \u00e8 stato cos\u00ec anche con gli altri libri: \u201cBambini a met\u00e0\u201d (Perrone 2015), il libro nato dalla necessit\u00e0 di concentrare l&#8217;attenzione sul protocollo \u201cLiberi di Scegliere\u201d scritto dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, per regalare una alternativa ai figli della \u2018ndrangheta in particolari condizioni; dallo stesso \u201cdevo\u201d nasce il libro \u201cVoce del verbo corrompere\u201d (Bulgarini 2017), una antologia letteraria con la quale spingere alla lettura usando delle chiavi di lettura, in questo caso la corruzione. Dallo stesso \u201cdevo\u201d nasce \u201cLa Vittoria che nessuno sa\u201d (Sperling&amp;Kupfer 2017) che racconta la storia di un uomo che ha scelto di diventare donna per rispetto di se stessa. E ancora dal \u201cdevo\u201d \u00e8 nata \u201cUna sottile linea bianca \u2013 dalle piazze di spaccio alla comunit\u00e0 di San Patrignano\u201d (Perrone 2018) per raccontare le storie di ex ragazzi tossicodipendenti e quelle piazze di spaccio che sono i luoghi in cui i \u201cnostri\u201d ragazzi vanno a fare spesa in cerca dello sballo. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Non ho mai cercato uno stile, ma nella consapevolezza di averne uno. Credo di aver sempre scritto cos\u00ec, sin da ragazzina: in modo asciutto e diretto. I miei professori del Liceo mi dicevano che avevo uno stile giornalistico\u2026 quindi, credo che fosse proprio nel mio destino e la \u201cleggenda\u201d narra che a 5 anni, mentre ero in gita con i miei, vedendo le foglie cadere dagli alberi dissi: \u201cSembrano delle ballerine\u201d\u2026 Amo le descrizioni che possano creare la scena negli occhi e nella testa di chi legge, anche con immagini forti o immagini poetiche che possano trasmettere silenzio e pace, o gli odori, i sapori, le sensazioni sulla pelle. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Scrivere significa fare politica. Forse con pi\u00f9 incisivit\u00e0 della politica stessa. Non c\u2019\u00e8 bisogno di essere iscritto ad un partito o vestire qualche casacca per far capire da che parte si \u00e8, se si \u00e8 umani, se si ha una particolare attenzione verso gli ultimi. Una cosa che mi appartiene, forse proprio perch\u00e9 sono giornalista, \u00e8 accompagnare il lettore in certi contesti, mostrarglieli, lasciandolo poi libero di scegliere, di decidere dove andare. Una scelta che potr\u00e0 fare solo se sar\u00e0 davvero informato su ci\u00f2 che accade, con obiettivit\u00e0. Certo, alla luce dei dati sulla quantit\u00e0 di lettori in Italia (si scrive di pi di quanto si legga), mi sorge il dubbio che la letteratura, in qualsiasi sua forma, riesca ad incidere poco e che abbiamo molto pi\u00f9 appeal (soprattutto sui giovani) quei mezzi di distrazione di massa che tanto preoccupano. Ma questo non pu\u00f2 essere un motivo di sconforto, anzi uno stimolo in pi per far arrivare gli stessi contenuti attraverso altre vie: audiolibri, trasformazione delle storie importanti in fumetti, racconti brevi, progetti nelle scuole per promuovere certi argomenti di rilevanza nazionale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[712,698,708,701,699,702,709,685,700,697,711,710],"class_list":["post-4107","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-ndrangheta","tag-acqua-e-sapone","tag-bambini-a-meta-i-figli-della-ndrangheta","tag-comunita","tag-giornalista","tag-inchiesta","tag-onora-la-madre-storie-di-ndrangheta-al-femminile","tag-perrone","tag-rai","tag-rubettino","tag-san-patrignano","tag-una-sottile-linea-bianca"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4107"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4107\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4115,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4107\/revisions\/4115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}