{"id":4165,"date":"2019-02-27T13:24:24","date_gmt":"2019-02-27T12:24:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4165"},"modified":"2019-02-27T13:54:40","modified_gmt":"2019-02-27T12:54:40","slug":"beatrice-monroy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/beatrice-monroy\/","title":{"rendered":"Beatrice Monroy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.beatricemonroy.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Beatrice Monroy<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Beatrice_Monroy-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4099 size-thumbnail\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Beatrice_Monroy-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrittrice, drammaturga, cittadina del mondo. Vive attualmente a Palermo e scolpisce da sempre con le parole. Collabora con RadioRai ed \u00e8 direttore editoriale per la casa editrice \u201c<a href=\"https:\/\/www.lameridiana.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La meridiana<\/a>\u201d della collana &#8220;Passaggi di donne&#8221;. Ideatrice del progetto &#8220;<a href=\"http:\/\/www.teatromassimo.it\/la-stagione\/vi-racconto-l-opera.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vi racconto l&#8217;opera<\/a>&#8221; in cui narra le opere in cartellone al <a href=\"http:\/\/www.teatromassimo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Teatro Massimo<\/a>, prima della &#8220;Prima&#8221;. Autrice, tra i tanti, di Ragazzo di razza incerta (La meridiana, 2013), Niente ci fu (La meridiana, 2012), Elegia delle donne morte (Navarra, 2011), Oltre il vasto oceano. Memoria parziale di Bambina (Avagliano, 2013 &#8211; presentato al premio \u201cStrega\u201d del 2014).<\/p>\n<div align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788883093760_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4098\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788883093760_0_0_300_75-185x300.jpg\" alt=\"\" width=\"185\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788861532724_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4097\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788861532724_0_0_300_75-184x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788895756486_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4096\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788895756486_0_0_300_75-180x300.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788861533752_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4095\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/9788861533752_0_0_300_75-184x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\"><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Raramente ho un\u2019Idea, piuttosto comincio a muovermi dentro dei percorsi , delle ricerche, delle letture che piano piano mi portano verso un desiderio di narrare, allora comincio. Piano Piano. Non ho nessuna sensazione particolare se non il lavoro di un artigiano che giorno per giorno compone qualcosa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Direi evidente ma non lo so subito, mi ci vuole del tempo e molte riletture e pause e riletture.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>No. Ho sempre raccontato storie perci\u00f2 mi \u00e8 venuto naturale cominciare a metterle su carta.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non credo. La voce \u00e8 se stessi. Non si pu\u00f2 essere condizionati, \u00e8 la propria poetica, il modo in cui si narra il mondo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>S\u00ec credo di s\u00ec. Raccontare \u00e8 dare la possibilit\u00e0 di aprire porte, di avere forza, di proporre cambiamenti o comunque riflessioni. Scrivere \u00e8 un gesto politico per definizione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Beatrice Monroy &nbsp; Scrittrice, drammaturga, cittadina del mondo. Vive attualmente a Palermo e scolpisce da sempre con le parole. Collabora con RadioRai ed \u00e8 direttore editoriale per la casa editrice \u201cLa meridiana\u201d della collana &#8220;Passaggi di donne&#8221;. 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La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Direi evidente ma non lo so subito, mi ci vuole del tempo e molte riletture e pause e riletture. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d No. Ho sempre raccontato storie perci\u00f2 mi \u00e8 venuto naturale cominciare a metterle su carta. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Non credo. La voce \u00e8 se stessi. Non si pu\u00f2 essere condizionati, \u00e8 la propria poetica, il modo in cui si narra il mondo. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? S\u00ec credo di s\u00ec. Raccontare \u00e8 dare la possibilit\u00e0 di aprire porte, di avere forza, di proporre cambiamenti o comunque riflessioni. 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