{"id":4177,"date":"2019-03-01T19:06:20","date_gmt":"2019-03-01T18:06:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4177"},"modified":"2019-04-26T13:27:56","modified_gmt":"2019-04-26T11:27:56","slug":"in-tutto-ce-stata-bellezza-di-vilas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/in-tutto-ce-stata-bellezza-di-vilas\/","title":{"rendered":"In tutto c&#8217;\u00e8 stata bellezza di Vilas"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In tutto c\u2019\u00e8 stata bellezza&nbsp;<br \/>\n\u2013 Manuel Vilas, 2019 \u2013 Guanda \u2013 pp. 416 \u2013 \u20ac 19,00.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/intuttocestatabellezza.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4178\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/intuttocestatabellezza-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giorni fa a Palermo. Qualche passo indietro. Voglia di riallacciare fili interrotti, vado in dipartimento ma non c\u2019\u00e8 parcheggio n\u00e9 pi\u00f9 alcun filo da riannodare per cucirmi un nuovo vestito addosso. Cos\u00ec tra disincanto e delusione cerco di riempire il vuoto. E un lettore compulsivo pu\u00f2 farlo solamente con un libro. E quei libri, benedetti o maledetti che siano, ti cercano. Sanno scovarti. \u201cIn tutto c\u2019\u00e8 stata bellezza\u201d di Vilas per Guanda Editore. M\u2019ha trovato e fottuto.<br \/>\nIl dolore del tempo smarrito nelle voci e nei gesti di chi si ama, quel tentativo disperato di riportare in vita i momenti di serenit\u00e0 trascorsi insieme, l\u2019ingenua speranza nel volere affermare, a schermo della vita stessa e del silenzio cosmico che la circonda, che \u201cin ogni cosa c\u2019\u00e8 stata bellezza\u201d.<br \/>\nStruggente e incipit portentoso.<br \/>\n\u00abMagari si potesse misurare il dolore umano con numeri chiari e non con parole incerte. Magari ci fosse un modo di sapere quanto abbiamo sofferto, e il dolore fosse materiale e misurabile. Un giorno o l\u2019altro ogni uomo finisce per affrontare l\u2019inconsistenza del suo passaggio nel mondo. Ci sono esseri umani che riescono a sopportarlo, io non lo sopporter\u00f2 mai. Non l\u2019ho mai sopportato.Ero un ecce homo. Non capivo la vita. Le conversazioni con altri esseri umani sono diventate noiose, lente, dannose. Mi faceva male parlare con gli altri: vedevo l\u2019inutilit\u00e0 di tutte le conversazioni umane che sono state e che saranno. Vedevo l\u2019oblio delle conversazioni mentre ancora si stavano svolgendo. La caduta prima della caduta. La vanit\u00e0 delle conversazioni, la vanit\u00e0 di chi parla, la vanit\u00e0 di chi risponde. Le vanit\u00e0 pattuite perch\u00e9 il mondo possa esistere [\u2026] Balbettavo, e ripetevo mille volte la stessa cosa. Forse c\u2019era della bellezza in quella disfemia emotiva [\u2026] Siamo tutti povera gente, infilati nel tunnel dell\u2019esistenza. L\u2019esistenza \u00e8 una categoria morale. Esistere ci costringe a fare, a fare cose, di ogni tipo. Se qualcosa ho capito della vita \u00e8 che noi tutti, uomini e donne, siamo un\u2019unica esistenza. Un giorno quell\u2019unica esistenza avr\u00e0 una rappresentanza politica, e quel giorno faremo un passo avanti. Io non lo vedr\u00f2. Ci sono tante cose che non vedr\u00f2 e che sto vedendo in questo momento. Ho sempre visto cose. I morti mi hanno sempre parlato. Ho visto talmente tante cose che il futuro ha finito per parlare con me come se fossimo vicini o perfino amici. Sto parlando di quegli esseri, dei fantasmi, dei morti, dei miei genitori morti, dell\u2019amore che provavo per loro, del fatto che quell\u2019amore non se ne va. Nessuno sa cos\u2019\u00e8 l\u2019amore [\u2026] Per quanto male ti vada nella vita, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che t\u2019invidia. \u00c8 una specie di sarcasmo cosmico.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><center><\/center>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In tutto c\u2019\u00e8 stata bellezza&nbsp; \u2013 Manuel Vilas, 2019 \u2013 Guanda \u2013 pp. 416 \u2013 \u20ac 19,00. &nbsp; Giorni fa a Palermo. Qualche passo indietro. Voglia di riallacciare fili interrotti, vado in dipartimento ma non c\u2019\u00e8 parcheggio n\u00e9 pi\u00f9 alcun filo da riannodare per cucirmi un nuovo vestito addosso. Cos\u00ec tra disincanto e delusione cerco di riempire il vuoto. E un lettore compulsivo pu\u00f2 farlo solamente con un libro. E quei libri, benedetti o maledetti che siano, ti cercano. Sanno scovarti. \u201cIn tutto c\u2019\u00e8 stata bellezza\u201d di Vilas per Guanda Editore. M\u2019ha trovato e fottuto. Il dolore del tempo smarrito nelle voci e nei gesti di chi si ama, quel tentativo disperato di riportare in vita i momenti di serenit\u00e0 trascorsi insieme, l\u2019ingenua speranza nel volere affermare, a schermo della vita stessa e del silenzio cosmico che la circonda, che \u201cin ogni cosa c\u2019\u00e8 stata bellezza\u201d. Struggente e incipit portentoso. \u00abMagari si potesse misurare il dolore umano con numeri chiari e non con parole incerte. Magari ci fosse un modo di sapere quanto abbiamo sofferto, e il dolore fosse materiale e misurabile. Un giorno o l\u2019altro ogni uomo finisce per affrontare l\u2019inconsistenza del suo passaggio nel mondo. Ci sono esseri umani che riescono a sopportarlo, io non lo sopporter\u00f2 mai. Non l\u2019ho mai sopportato.Ero un ecce homo. Non capivo la vita. Le conversazioni con altri esseri umani sono diventate noiose, lente, dannose. Mi faceva male parlare con gli altri: vedevo l\u2019inutilit\u00e0 di tutte le conversazioni umane che sono state e che saranno. Vedevo l\u2019oblio delle conversazioni mentre ancora si stavano svolgendo. La caduta prima della caduta. La vanit\u00e0 delle conversazioni, la vanit\u00e0 di chi parla, la vanit\u00e0 di chi risponde. Le vanit\u00e0 pattuite perch\u00e9 il mondo possa esistere [\u2026] Balbettavo, e ripetevo mille volte la stessa cosa. Forse c\u2019era della bellezza in quella disfemia emotiva [\u2026] Siamo tutti povera gente, infilati nel tunnel dell\u2019esistenza. L\u2019esistenza \u00e8 una categoria morale. Esistere ci costringe a fare, a fare cose, di ogni tipo. Se qualcosa ho capito della vita \u00e8 che noi tutti, uomini e donne, siamo un\u2019unica esistenza. Un giorno quell\u2019unica esistenza avr\u00e0 una rappresentanza politica, e quel giorno faremo un passo avanti. Io non lo vedr\u00f2. Ci sono tante cose che non vedr\u00f2 e che sto vedendo in questo momento. Ho sempre visto cose. I morti mi hanno sempre parlato. Ho visto talmente tante cose che il futuro ha finito per parlare con me come se fossimo vicini o perfino amici. Sto parlando di quegli esseri, dei fantasmi, dei morti, dei miei genitori morti, dell\u2019amore che provavo per loro, del fatto che quell\u2019amore non se ne va. 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