{"id":4200,"date":"2019-03-06T22:26:03","date_gmt":"2019-03-06T21:26:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4200"},"modified":"2019-03-21T20:56:17","modified_gmt":"2019-03-21T19:56:17","slug":"irene-di-caccamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/irene-di-caccamo\/","title":{"rendered":"Irene Di Caccamo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Inauguriamo una &#8220;sottosezione&#8221; della rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; con gli autori candidati al premio &#8220;Strega&#8221; per il 2019.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_4960.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4213\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_4960-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_4960-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IMG_4960.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iniziamo con Irene Di Caccamo, doppiatrice di professione (vincitrice Premio Romics del pubblico per la categoria <em>Voce femminile dell&#8217;anno<\/em>) che ha esordito nel mondo della scrittura con il romanzo &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/amore-imperfetto-libro-irene-di-caccamo\/e\/9788865941027\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;amore imperfetto<\/a>&#8221; (2011, Nutrimenti) cui \u00e8 seguito il recente &#8220;<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/dio-nella-macchina-da-scrivere-libro-irene-di-caccamo\/e\/9788893446372?inventoryId=115472237\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dio nella macchina da scrivere<\/a>&#8221; (2018, La nave di Teseo) presentato al Premio Strega 2019 da <a href=\"http:\/\/www.paolodipaolo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paolo di Paolo<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.premiostrega.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4205\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/logo_strega_19_testa.png\" alt=\"\" width=\"166\" height=\"124\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/amore-imperfetto-libro-irene-di-caccamo\/e\/9788865941027\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4202\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/9788865941027_0_0_300_75-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/dio-nella-macchina-da-scrivere-libro-irene-di-caccamo\/e\/9788893446372?inventoryId=115472237\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4203\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/9788893446372_0_0_300_75-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 come una piena messa a fuoco di se stessi. La scrittura \u00e8 il pi\u00f9 sofisticato strumento di conoscenza, ma anche rottura e taglio, una incursione lucida e verticale su questioni profonde che ci riguardano. Una accelerazione vertiginosa che diventa comprensione, occasione per accedere al s\u00e9, all\u2019autentico, anche nel contenitore ampio del romanzo. Si attiva un processo complesso che smuove molte cose e sentiamo che qualcosa inizia a parlarci. Riconoscere ci\u00f2 che ci parla \u00e8 l\u2019inizio del viaggio. C\u2019\u00e8 questa possibilit\u00e0 nell\u2019atto dello scrivere. Per questo a volte la scrittura \u00e8 questione irrinunciabile.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quella fine \u00e8 liberazione, ovviamente anche dalla fatica di un processo cos\u00ec complesso, ma al tempo stesso \u00e8 cortocircuito, che contiene la possibilit\u00e0 di un nuovo inizio. \u00c8 un momento necessario. Nello stesso istante della fine, si pone per\u00f2 per me la questione dell\u2019onest\u00e0 verso ci\u00f2 che si \u00e8 appena scritto.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Penso alle parole della Duras. \u201cScrivere \u00e8 tentare di sapere cosa si scriverebbe se si scrivesse. Lo sappiamo solo dopo. Prima \u00e8 la domanda pi\u00f9 pericolosa che ci possiamo rivolgere\u201d. La consapevolezza e le certezze mi spaventano, svuotano di mistero. Il mistero, il caos, le imperfezioni, mi sono necessarie. Tra l\u2019altro trovo siano risorse inesauribili per uno scrittore. Per me invece \u00e8 davvero feconda la moltitudine di significati che rilascia e genera lo scritto nel tempo. Solo ora ho capito che il bisogno della scrittura nasce da una rottura prodotta da uno spaesamento, generato dalla finzione che mi imponeva il mio mestiere che obbligatoriamente mi pone a contatto con le parole degli altri. C\u2019\u00e8 stata cos\u00ec l\u2019urgenza ad un certo punto di parole mie. Se non ci fosse stata questa rottura non ci sarebbe stata scrittura. La consapevolezza di questo lungo processo \u00e8 arrivata solo adesso.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile non \u00e8 trappola, se per stile si intende l\u2019ossessione per una voce, quella sola voce in grado di raccontare una determinata storia. Invece la vanit\u00e0 e la mancanza di verit\u00e0 sono una trappola.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Walter Benjamin diceva: &#8220;Il valore politico di una opera, \u00e8 il suo valore letterario. Credo sia una bellissima risposta&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>[the_ad id=&#8217;4306&#8242;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inauguriamo una &#8220;sottosezione&#8221; della rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; con gli autori candidati al premio &#8220;Strega&#8221; per il 2019. Iniziamo con Irene Di Caccamo, doppiatrice di professione (vincitrice Premio Romics del pubblico per la categoria Voce femminile dell&#8217;anno) che ha esordito nel mondo della scrittura con il romanzo &#8220;L&#8217;amore imperfetto&#8221; (2011, Nutrimenti) cui \u00e8 seguito il recente &#8220;Dio nella macchina da scrivere&#8221; (2018, La nave di Teseo) presentato al Premio Strega 2019 da Paolo di Paolo. &nbsp; &nbsp; &nbsp; Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? \u00c8 come una piena messa a fuoco di se stessi. La scrittura \u00e8 il pi\u00f9 sofisticato strumento di conoscenza, ma anche rottura e taglio, una incursione lucida e verticale su questioni profonde che ci riguardano. Una accelerazione vertiginosa che diventa comprensione, occasione per accedere al s\u00e9, all\u2019autentico, anche nel contenitore ampio del romanzo. Si attiva un processo complesso che smuove molte cose e sentiamo che qualcosa inizia a parlarci. Riconoscere ci\u00f2 che ci parla \u00e8 l\u2019inizio del viaggio. C\u2019\u00e8 questa possibilit\u00e0 nell\u2019atto dello scrivere. Per questo a volte la scrittura \u00e8 questione irrinunciabile. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Quella fine \u00e8 liberazione, ovviamente anche dalla fatica di un processo cos\u00ec complesso, ma al tempo stesso \u00e8 cortocircuito, che contiene la possibilit\u00e0 di un nuovo inizio. \u00c8 un momento necessario. Nello stesso istante della fine, si pone per\u00f2 per me la questione dell\u2019onest\u00e0 verso ci\u00f2 che si \u00e8 appena scritto. C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d Penso alle parole della Duras. \u201cScrivere \u00e8 tentare di sapere cosa si scriverebbe se si scrivesse. Lo sappiamo solo dopo. Prima \u00e8 la domanda pi\u00f9 pericolosa che ci possiamo rivolgere\u201d. La consapevolezza e le certezze mi spaventano, svuotano di mistero. Il mistero, il caos, le imperfezioni, mi sono necessarie. Tra l\u2019altro trovo siano risorse inesauribili per uno scrittore. Per me invece \u00e8 davvero feconda la moltitudine di significati che rilascia e genera lo scritto nel tempo. Solo ora ho capito che il bisogno della scrittura nasce da una rottura prodotta da uno spaesamento, generato dalla finzione che mi imponeva il mio mestiere che obbligatoriamente mi pone a contatto con le parole degli altri. C\u2019\u00e8 stata cos\u00ec l\u2019urgenza ad un certo punto di parole mie. 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