{"id":4346,"date":"2019-04-02T14:18:48","date_gmt":"2019-04-02T12:18:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4346"},"modified":"2023-04-24T20:20:01","modified_gmt":"2023-04-24T18:20:01","slug":"giuseppe-munforte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/giuseppe-munforte\/","title":{"rendered":"Giuseppe Munforte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per la consueta rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d oggi ospitiamo Giuseppe Munforte. Milanese, esordisce nel 1998 con il romanzo &#8220;Meridiano&#8221; (Castelvecchi) cui seguono, tra gli altri, <a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/prima-regola-di-clay-libro-giuseppe-munforte\/e\/9788804578048?inventoryId=58139668\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cLa prima regola di Clay\u201d<\/a> (2008, Mondadori), \u201c<a href=\"https:\/\/premiostrega.it\/PS\/giuseppe-munforte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nella casa di vetro<\/a>\u201d (2014, Gaffi, presentato al premio Strega dello stesso anno)&nbsp; e \u201c<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/fruscio-dell-erba-selvaggia-libro-giuseppe-munforte\/e\/9788854516090?inventoryId=124489343\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il fruscio dell&#8217;erba selvaggia<\/a>\u201d&nbsp; (2018, Neri Pozza).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/munforte.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4347\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/munforte-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/munforte-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/munforte.jpg 674w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788854516090_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4348\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788854516090_0_0_300_75-178x300.jpg\" alt=\"\" width=\"178\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una sensazione di irrequietezza, una bella sensazione, come di un mondo che sta per aprirsi e che devo lasciar \u201ccrescere\u201d, senza aver fretta, senza forzature. Il modo migliore per scrivere, per quanto mi riguarda, \u00e8 che sia quel mondo, e dunque la scrittura, a prendere il comando.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La parola conclusiva di una narrazione ha sempre una sua necessit\u00e0, una necessit\u00e0 che \u00e8 \u201cinterna\u201d alla narrazione stessa. Si presenta da s\u00e9 come conclusiva. Bisogna per\u00f2 dire che ogni parola, anche l\u2019ultima, \u00e8 sempre anche un\u2019apertura, indica una direzione, sia all\u2019indietro, verso quello che l\u2019ha generata, sia in avanti, verso il possibile che non \u00e8 stato compreso nella narrazione e che aleggia intorno a essa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>No. Posso dire che c\u2019\u00e8 stato un periodo, intorno ai diciotto, diciannove anni, in cui ho iniziato a sentire la scrittura come qualcosa di inscindibile dalla mia vita.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile non \u00e8 mai stato per me un vincolo, un fattore esterno cui forzarmi. Tutt\u2019altro. Lo stile \u00e8 la condizione stessa della scrittura, in quanto rappresenta la voce, il punto di visione di uno scrittore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai pensato a niente del genere, scrivendo. Nei miei romanzi non ci sono intenzioni politiche o sociali. Per\u00f2 le conseguenze di ogni libro sono anche necessariamente politiche e sociali. La letteratura offre un\u2019interpretazione dell\u2019umano e quindi attiva una particolare sensibilit\u00e0 verso il mondo. Leggere le d\u00e0 forza, la alimenta.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788804578048_134446991_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4349\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788804578048_134446991_0_0_300_75-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/FB_Strega14_Munforte_600px.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4350\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/FB_Strega14_Munforte_600px-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/FB_Strega14_Munforte_600px-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/FB_Strega14_Munforte_600px.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/515mdwcosQL._SX299_BO1204203200_.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4352\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/515mdwcosQL._SX299_BO1204203200_-181x300.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/515mdwcosQL._SX299_BO1204203200_-181x300.jpg 181w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/515mdwcosQL._SX299_BO1204203200_.jpg 301w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[the_ad id=&#8217;4306&#8242;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la consueta rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d oggi ospitiamo Giuseppe Munforte. Milanese, esordisce nel 1998 con il romanzo &#8220;Meridiano&#8221; (Castelvecchi) cui seguono, tra gli altri, \u201cLa prima regola di Clay\u201d (2008, Mondadori), \u201cNella casa di vetro\u201d (2014, Gaffi, presentato al premio Strega dello stesso anno)&nbsp; e \u201cIl fruscio dell&#8217;erba selvaggia\u201d&nbsp; (2018, Neri Pozza). &nbsp; &nbsp; Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Una sensazione di irrequietezza, una bella sensazione, come di un mondo che sta per aprirsi e che devo lasciar \u201ccrescere\u201d, senza aver fretta, senza forzature. Il modo migliore per scrivere, per quanto mi riguarda, \u00e8 che sia quel mondo, e dunque la scrittura, a prendere il comando. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? La parola conclusiva di una narrazione ha sempre una sua necessit\u00e0, una necessit\u00e0 che \u00e8 \u201cinterna\u201d alla narrazione stessa. Si presenta da s\u00e9 come conclusiva. Bisogna per\u00f2 dire che ogni parola, anche l\u2019ultima, \u00e8 sempre anche un\u2019apertura, indica una direzione, sia all\u2019indietro, verso quello che l\u2019ha generata, sia in avanti, verso il possibile che non \u00e8 stato compreso nella narrazione e che aleggia intorno a essa. C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d No. Posso dire che c\u2019\u00e8 stato un periodo, intorno ai diciotto, diciannove anni, in cui ho iniziato a sentire la scrittura come qualcosa di inscindibile dalla mia vita. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile non \u00e8 mai stato per me un vincolo, un fattore esterno cui forzarmi. Tutt\u2019altro. Lo stile \u00e8 la condizione stessa della scrittura, in quanto rappresenta la voce, il punto di visione di uno scrittore. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Non ho mai pensato a niente del genere, scrivendo. Nei miei romanzi non ci sono intenzioni politiche o sociali. Per\u00f2 le conseguenze di ogni libro sono anche necessariamente politiche e sociali. La letteratura offre un\u2019interpretazione dell\u2019umano e quindi attiva una particolare sensibilit\u00e0 verso il mondo. 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