{"id":4373,"date":"2019-04-09T16:52:48","date_gmt":"2019-04-09T14:52:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4373"},"modified":"2023-04-24T20:20:00","modified_gmt":"2023-04-24T18:20:00","slug":"vanessa-ambrosecchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/vanessa-ambrosecchio\/","title":{"rendered":"Vanessa Ambrosecchio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ambrosecchio.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4374\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ambrosecchio-300x272.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"272\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ambrosecchio-300x272.png 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/ambrosecchio.png 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Oggi la rubrica 5 domande uno stile ospita Vanessa Ambrosecchio. Scrittrice palermitana che dopo l&#8217;esordio con &#8220;Cico c&#8217;\u00e8&#8221; (2004, Einaudi) \u00e8 in libreria con &#8220;Cosa vedi&#8221; (2018, Il palindromo)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788895756486_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4375\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788895756486_0_0_300_75-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quella che immagino abbia provato Newton quando gli \u00e8 caduta la mela sulla testa. L\u2019idea mi colpisce come una freccia, un proiettile, una pietra, la sento come arrivare da fuori, come m\u2019investisse. Naturalmente non \u00e8 pi\u00f9 che un embrione, una nuce, \u00e8 poi necessario un tempo lungo perch\u00e9 si dispieghi e prenda forma. Quello poi sta a me, \u00e8 il lavoro mio, ma l\u2019inizio \u00e8 come se lo dovessi a una forza che viene da fuori.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Necessaria. O almeno \u00e8 questa l\u2019ambizione e l\u2019obiettivo della mia disciplina di scrittore: non una parola che non sia necessaria, e non solo nella conclusione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A vent\u2019anni. Avevo coltivato per tutta l\u2019adolescenza la passione per la scrittura e quella per la fotografia. Un giorno, mentre insistevo a immortalare un paesaggio, mi paralizz\u00f2 la netta impressione che ci\u00f2 che consegnavo alla pellicola non avrei pi\u00f9 saputo ridirlo a parole: l\u2019una passione avrebbe tolto terreno all\u2019altra. E sentii in quell\u2019ultimo scatto cosa volevo di pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile \u00e8 una ricerca continua, un continuo misurarsi con forme, generi, destinatari diversi, un esercizio di adattamento, anche, dunque mai dovrebbe vincolare. \u00c8 appunto nel provare a essere sempre diverso, che finisci per imparare a riconoscere le tue costanti. Perch\u00e9 prima di essere una questione di forma, \u00e8 la qualit\u00e0 dello sguardo che posi sul mondo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La grande letteratura detiene e ingenera la facolt\u00e0 non solo di concepire il possibile, come possono fare la filosofia, la scienza o il pensiero politico, ma di dargli sangue e respiro dentro di noi. Pu\u00f2 muovere idee e passioni sia a livello individuale che collettivo, ma deve essere grande davvero. Altrimenti verba, per quanto scripta, volant.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788806167455_0_0_300_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-4376\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/9788806167455_0_0_300_75-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la rubrica 5 domande uno stile ospita Vanessa Ambrosecchio. Scrittrice palermitana che dopo l&#8217;esordio con &#8220;Cico c&#8217;\u00e8&#8221; (2004, Einaudi) \u00e8 in libreria con &#8220;Cosa vedi&#8221; (2018, Il palindromo) &nbsp; &nbsp; Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? 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