{"id":4487,"date":"2019-05-20T21:01:41","date_gmt":"2019-05-20T19:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4487"},"modified":"2023-04-24T20:19:56","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:56","slug":"ilide-carmignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/ilide-carmignani\/","title":{"rendered":"Ilide Carmignani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019appuntamento odierno di \u201cCinque domande, uno stile\u201d fa un&#8217;incursione nel mondo degli interpreti. Cos\u00ec come accade per la musica, l&#8217;opera letteraria viene, anch&#8217;essa eseguita da scrittori d&#8217;altra lingua che la traducono, in una personale interpretazione. L&#8217;ospite di questa puntata \u00e8 Ilide Carmignani. Brillante Voce (volutamente in maiuscolo) italiana di autori quali Roberto Bola\u0148o (tra i tanti: 2666, Notturno cileno, La pista di ghiaccio), Luis Sepulveda, J.L. Borges, Julio Cort\u00e1zar e Gabriel Garc\u00eda M\u00e1rquez nel suo splendido \u201cCent\u2019anni di solitudine\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ilide.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4488\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ilide.png\" alt=\"\" width=\"389\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ilide.png 600w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/ilide-300x216.png 300w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tradurre \u00e8 interpretare. Riscrivere. Con quale animo si pone di fronte ad un nuovo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Vorrei poter restituire tutto in italiano &#8211; senso, suono, ritmo &#8211; senza perdere nulla e senza aggiungere nulla, anche se le lingue sono diverse fra loro ed \u00e8 impossibile. Ogni tanto per\u00f2 riesco a far dire all\u2019italiano cose che non aveva mai detto prima, e allora \u00e8 molto bello.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, avrebbe voluto volgere in maniera diversa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La domanda giusta \u00e8: Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, non avrebbe voluto volgere in maniera diversa?&nbsp;<\/em><em>La traduzione cambia di continuo: su un piano generale cambia l\u2019italiano, cambiano le strategie di mediazione linguistico-culturali, cambia il modo in cui la nostra societ\u00e0 guarda a un testo, a uno scrittore, a una cultura straniera; sul piano personale cambia la sensibilit\u00e0 del traduttore nel leggere e nello scrivere, perch\u00e9 \u00e8 questo in fondo la traduzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da traduttrice?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per certi versi 2666 di Roberto Bola\u00f1o, un meraviglioso romanzo-mondo da cui non volevo pi\u00f9 uscire: il giorno in cui ho consegnato la traduzione mi sono quasi sentita male. Per altri versi Cent\u2019anni di solitudine di M\u00e1rquez, perch\u00e9 \u00e8 il Libro delle letterature di lingua spagnola. Per altri ancora, la Storia di una gabbianella e del gatto che le insegn\u00f2 a volare di Sep\u00falveda, che ho letto ai miei figli da piccoli e su cui si sono formati e si formeranno milioni di bambini.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non mi ricordo pi\u00f9 ma in quarta elementare facevo la bibliotecaria per poter prendere un libro appena entravo in classe, leggerlo di nascosto sotto il banco, restituirlo a fine mattinata e prenderne un altro in prestito per il pomeriggio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La letteratura ci fa vivere vite che non sono la nostra, quindi cambia il nostro modo di vedere il mondo, e questo \u00e8 un gesto profondamente politico. Per Octavio Paz (ho appena finito di tradurre Il labirinto della solitudine) \u00e8 politico addirittura lo stile, perch\u00e9 \u201c\u00e8 sempre qualcosa che va oltre un modo di parlare: \u00e8 un modo di pensare e, quindi, un giudizio implicito o esplicito sulla realt\u00e0 che ci circonda\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788804675983_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4489\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788804675983_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788804675983_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788804675983_0_221_0_75-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845924354_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4490\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845924354_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"335\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845924354_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845924354_0_221_0_75-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845977442_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4491\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845977442_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845977442_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788845977442_0_221_0_75-191x300.jpg 191w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788862563628_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4492\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788862563628_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788862563628_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/9788862563628_0_221_0_75-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019appuntamento odierno di \u201cCinque domande, uno stile\u201d fa un&#8217;incursione nel mondo degli interpreti. 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Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, avrebbe voluto volgere in maniera diversa? La domanda giusta \u00e8: Le \u00e8 mai accaduto di ripensare ad un frammento narrativo che, a distanza di tempo, non avrebbe voluto volgere in maniera diversa?&nbsp;La traduzione cambia di continuo: su un piano generale cambia l\u2019italiano, cambiano le strategie di mediazione linguistico-culturali, cambia il modo in cui la nostra societ\u00e0 guarda a un testo, a uno scrittore, a una cultura straniera; sul piano personale cambia la sensibilit\u00e0 del traduttore nel leggere e nello scrivere, perch\u00e9 \u00e8 questo in fondo la traduzione. Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da traduttrice? Per certi versi 2666 di Roberto Bola\u00f1o, un meraviglioso romanzo-mondo da cui non volevo pi\u00f9 uscire: il giorno in cui ho consegnato la traduzione mi sono quasi sentita male. Per altri versi Cent\u2019anni di solitudine di M\u00e1rquez, perch\u00e9 \u00e8 il Libro delle letterature di lingua spagnola. Per altri ancora, la Storia di una gabbianella e del gatto che le insegn\u00f2 a volare di Sep\u00falveda, che ho letto ai miei figli da piccoli e su cui si sono formati e si formeranno milioni di bambini. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d Non mi ricordo pi\u00f9 ma in quarta elementare facevo la bibliotecaria per poter prendere un libro appena entravo in classe, leggerlo di nascosto sotto il banco, restituirlo a fine mattinata e prenderne un altro in prestito per il pomeriggio. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura ci fa vivere vite che non sono la nostra, quindi cambia il nostro modo di vedere il mondo, e questo \u00e8 un gesto profondamente politico. 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