{"id":4494,"date":"2019-05-27T16:01:42","date_gmt":"2019-05-27T14:01:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4494"},"modified":"2023-04-24T20:19:55","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:55","slug":"edizioni-arianna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/edizioni-arianna\/","title":{"rendered":"Edizioni Arianna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; approda nuovamente in casa editrice.<br \/>\nPiccola ma combattiva realt\u00e0 editoriale delle Madonie, <a href=\"https:\/\/edizioniarianna.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Edizioni Arianna<\/a> ha base a Geraci. Pubblica romanzi, saggi, testi illustrati destinati ai pi\u00f9 piccoli e uno spazio per la poesia.<br \/>\nTra gli altri, ha pubblicato nel corso degli anni autori che a vario titolo ho avuto il piacere di conoscere personalmente: Santa Franco, Ignazio Maiorana, Francesca Cicero e Santo Atanasio.<br \/>\n\u00c8 diretta da Arianna Attinasi, insegnante, che ha risposto alle domande.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-del-2019-05-27-15-52-31.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4496\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-del-2019-05-27-15-52-31.png\" alt=\"\" width=\"279\" height=\"277\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-del-2019-05-27-15-52-31.png 279w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-del-2019-05-27-15-52-31-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 279px) 100vw, 279px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 lo spirito che caratterizza il suo essere editore?<\/strong><br \/>\n<em>Lo spirito della curiosit\u00e0 e della scoperta, la convinzione che il miglior modo per conoscere se stessi \u00e8 quello di sapere ascoltare le voci che arrivano dall&#8217;esterno. La consapevolezza dell&#8217;incompletezza e della finitezza della nostra effimera esistenza. Edizioni Arianna \u00e8 un contenitore culturale, una rete di relazioni tra idee, parole e persone che credono nel sommovimento culturale della nostra isola che spazzi via la vecchia mentalit\u00e0 dell&#8217;immobilismo e dell&#8217;isolamento. Abbiamo una forte caratterizzazione territoriale e siciliana e crediamo molto nel valore di tutte le identit\u00e0 dei luoghi e dei soggetti di tutto il mondo che devono essere vissute sempre come diversit\u00e0 e non come separazione.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4497\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455.jpg\" alt=\"\" width=\"169\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455.jpg 800w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/francesca-cicero-segnare-la-differenze-e1489772055455-731x1024.jpg 731w\" sizes=\"(max-width: 169px) 100vw, 169px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale peculiarit\u00e0 deve avere un testo per poter essere pubblicato?<\/strong><br \/>\n<em>Per me la scrittura \u00e8 come un&#8217;affascinante scultura. In tal senso, nella costruzione di un testo ci\u00f2 che conta non \u00e8 \u201cmettere\u201d ma \u201ctogliere\u201d, svelare quindi. La grandezza dell&#8217;emozione sta proprio nella grandezza dello svelamento. In anni di rumori assordanti e di \u201cultime parole\u201d da slogan di social network, l&#8217;umanamente essenziale non pu\u00f2 che essere depositato nel rumore silenzioso delle parole che prima che proclami penso debbano essere scrigni di dubbio e interrogativi. Poi, le storie e i contenuti possono ripetersi, come un continuo andare e tornare, un ritmo incessante di andirivieni che storicamente ha costruito il nostro essere umani, ma la forma deve essere attraente e contraddistinguere uno stile personale, incisivo e caratterizzante.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/maiorana-piuma-e-bisturi-edizioni-arianna-e1511976907300.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4498\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/maiorana-piuma-e-bisturi-edizioni-arianna-e1511976907300.jpg\" alt=\"\" width=\"175\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/maiorana-piuma-e-bisturi-edizioni-arianna-e1511976907300.jpg 571w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/maiorana-piuma-e-bisturi-edizioni-arianna-e1511976907300-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 175px) 100vw, 175px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da editore?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cIl Piccolo Principe\u201d. Ne ho una copia tutta super evidenziata, dai tempi del Liceo, poi dell&#8217;Universit\u00e0, ogni volta trovo qualcosa di nuovo. Poi ho una lista di preferiti: \u201cMarmo\u201d di Silvia Bre, \u201cStoria di una lumaca che scopr\u00ec l&#8217;importanza della lentezza\u201d di Luis Sep\u00f9lveda, \u201cPreghiera per Cernobyl\u201d di Svetlana Aleksievi\u010d, \u201cLe citt\u00e0 invisibili\u201d di Italo Calvino, \u201cIl Gattopardo\u201d di Tomasi Lampedusa.<\/em><br \/>\n<em>Quanto ai libri pubblicati, non esiste uno in particolare che mi abbia dato pi\u00f9 soddisfazioni, ognuno mi ha insegnato qualcosa. Ognuno mi ha raccontato una storia diversa e mi ha rivelato l&#8217;anima di chi lo ha scritto. Tanti successi ci hanno regalato i libri della collana Turutun, le fiabe di Giuseppe Pitr\u00e8 illustrate per bambini. Questa collana \u00e8 nata grazie alla mia amica giornalista Mirella Mascellino che, ormai diversi anni fa, aveva letto un articolo di giornale in cui si parlava del fatto che le fiabe di Pitr\u00e8 si stessero perdendo nei cassetti dell&#8217;Archivio storico. Cos\u00ec ci ha chiamati e noi abbiamo iniziato ad aprire quei cassetti. La collana Turutun poi ha avuto il grande sostegno del professore Livio Sossi, da poco scomparso, che voglio ricordare come uno dei nostri maggiori sostenitori, nonch\u00e9 di tanti editori che si occupano specificatamente di letteratura per l&#8217;infanzia.<\/em><br \/>\n<em>Quando io tocco un libro, sento l&#8217;uomo con tutte le sue forze, le sue aspirazioni, le sue debolezze, le sue sconfitte. Il libro costruisce l&#8217;esistenza. Tanti libri mi hanno insegnato anche che dobbiamo saper perdere. Anzi, che perdere \u00e8 necessario.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/santa-franco-luna-barocca-rdizioni-arianna-600x840.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4499\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/santa-franco-luna-barocca-rdizioni-arianna-600x840.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/santa-franco-luna-barocca-rdizioni-arianna-600x840.jpg 600w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/santa-franco-luna-barocca-rdizioni-arianna-600x840-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Al momento dell&#8217;iscrizione all&#8217;Universit\u00e0. Avevo deciso che percorso scegliere: Lettere. Fin da piccola, sono cresciuta in mezzo ai libri, vedevo sempre i miei genitori leggere e studiare, negli anni ho accumulato una biblioteca variegata di diverso genere di libri che i miei mi compravano. Da questo punto di vista sono stata molto fortunata. Sono cresciuta con la consapevolezza che lo studio apre tutte le porte e rende migliori. Ero altrettanto consapevole del viaggio verso il nord che avrebbe atteso me, da l\u00ec a poco, come tutti i giovani laureati. Inoltre, tanti miei familiari (non i miei genitori) e conoscenti cercavano in tutti i modi di convincermi a seguire percorsi che mi avrebbero permesso l&#8217;accesso a professioni pi\u00f9 remunerative (dentista, notaio etc&#8230; ). Io per\u00f2 volevo leggere e suonare il pianoforte. Inoltre, ero stanca di sentirmi dire che in Sicilia non cambia niente, che i giovani sono tutti apatici, che la corruzione dilaga senza tregua e cose del genere. Allora ho pensato che se volevo il cambiamento, dovevo partire innanzitutto da me, dovevo iniziare a percorrere una strada alternativa, se il lavoro non c&#8217;era, avrei potuto provare a crearne uno. Cos\u00ec \u00e8 stato, grazie al sostegno dei miei genitori, senza i quali non avrei potuto fare nulla. Avevo 18 anni. \u00c8 partita una scommessa. Non \u00e8 stato facile restare e non lo \u00e8 nemmeno adesso, restare significa lottare ogni giorno e non avere sempre una vita normale. Non tutti sono disposti a farlo, altri pur volendo non possono. Andare dovrebbe essere una scelta e non una costrizione, ma non \u00e8 cos\u00ec. Non ho mai pensato di diventare ricca, ma di fare qualcosa che mi piace. Finora non me ne sono pentita.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4500\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto.jpg\" alt=\"\" width=\"179\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto.jpg 800w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/rime-speranza-fiore-del-deserto-717x1024.jpg 717w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La letteratura oggi deve smuovere le coscienze corrose dall&#8217;assuefazione al consumo e creare cittadini consapevoli delle proprie capacit\u00e0 e dei propri diritti e doveri. La letteratura pu\u00f2 convincerci a evitare la delega delle responsabilit\u00e0. Il compito non \u00e8 semplice e credo che non ci riesca ancora abbastanza. Dobbiamo leggere tutti di pi\u00f9. Dobbiamo impegnarci tutti di pi\u00f9. Il cammino \u00e8 ancora lungo e faticoso.<\/em><br \/>\n<em>Scrivere \u00e8 un gesto politico poich\u00e9 nello svelamento della scrittura risiede il grande potere di suscitare indignazione nei confronti di quanto non ci sta bene, ci disturba, riteniamo ingiusto e lesivo dei nostri diritti e delle nostre aspirazioni. Quando smetteremo di indignarci e ci abitueremo alla normalit\u00e0 del \u201cnon funzionante\u201d, in tutti i campi, allora potremo considerarci veramente sconfitti.<\/em><br \/>\n<em>Credo che il letterato, lo scrittore, debba vivere in mezzo alla gente e agli ultimi, debba vivere a contatto con la terra, essere umile, anche nel senso etimologico vero e proprio. Chi scrive deve essere capace di parlare con tutti e non avere pregiudizi di nessun tipo. Deve sentirsi incompleto e mettersi continuamente in discussione.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[the_ad id=&#8217;4504&#8242;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; approda nuovamente in casa editrice. Piccola ma combattiva realt\u00e0 editoriale delle Madonie, Edizioni Arianna ha base a Geraci. Pubblica romanzi, saggi, testi illustrati destinati ai pi\u00f9 piccoli e uno spazio per la poesia. Tra gli altri, ha pubblicato nel corso degli anni autori che a vario titolo ho avuto il piacere di conoscere personalmente: Santa Franco, Ignazio Maiorana, Francesca Cicero e Santo Atanasio. \u00c8 diretta da Arianna Attinasi, insegnante, che ha risposto alle domande. &nbsp; Qual \u00e8 lo spirito che caratterizza il suo essere editore? Lo spirito della curiosit\u00e0 e della scoperta, la convinzione che il miglior modo per conoscere se stessi \u00e8 quello di sapere ascoltare le voci che arrivano dall&#8217;esterno. La consapevolezza dell&#8217;incompletezza e della finitezza della nostra effimera esistenza. Edizioni Arianna \u00e8 un contenitore culturale, una rete di relazioni tra idee, parole e persone che credono nel sommovimento culturale della nostra isola che spazzi via la vecchia mentalit\u00e0 dell&#8217;immobilismo e dell&#8217;isolamento. Abbiamo una forte caratterizzazione territoriale e siciliana e crediamo molto nel valore di tutte le identit\u00e0 dei luoghi e dei soggetti di tutto il mondo che devono essere vissute sempre come diversit\u00e0 e non come separazione. Quale peculiarit\u00e0 deve avere un testo per poter essere pubblicato? Per me la scrittura \u00e8 come un&#8217;affascinante scultura. In tal senso, nella costruzione di un testo ci\u00f2 che conta non \u00e8 \u201cmettere\u201d ma \u201ctogliere\u201d, svelare quindi. La grandezza dell&#8217;emozione sta proprio nella grandezza dello svelamento. In anni di rumori assordanti e di \u201cultime parole\u201d da slogan di social network, l&#8217;umanamente essenziale non pu\u00f2 che essere depositato nel rumore silenzioso delle parole che prima che proclami penso debbano essere scrigni di dubbio e interrogativi. Poi, le storie e i contenuti possono ripetersi, come un continuo andare e tornare, un ritmo incessante di andirivieni che storicamente ha costruito il nostro essere umani, ma la forma deve essere attraente e contraddistinguere uno stile personale, incisivo e caratterizzante. Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettrice e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da editore? \u201cIl Piccolo Principe\u201d. Ne ho una copia tutta super evidenziata, dai tempi del Liceo, poi dell&#8217;Universit\u00e0, ogni volta trovo qualcosa di nuovo. Poi ho una lista di preferiti: \u201cMarmo\u201d di Silvia Bre, \u201cStoria di una lumaca che scopr\u00ec l&#8217;importanza della lentezza\u201d di Luis Sep\u00f9lveda, \u201cPreghiera per Cernobyl\u201d di Svetlana Aleksievi\u010d, \u201cLe citt\u00e0 invisibili\u201d di Italo Calvino, \u201cIl Gattopardo\u201d di Tomasi Lampedusa. Quanto ai libri pubblicati, non esiste uno in particolare che mi abbia dato pi\u00f9 soddisfazioni, ognuno mi ha insegnato qualcosa. Ognuno mi ha raccontato una storia diversa e mi ha rivelato l&#8217;anima di chi lo ha scritto. Tanti successi ci hanno regalato i libri della collana Turutun, le fiabe di Giuseppe Pitr\u00e8 illustrate per bambini. Questa collana \u00e8 nata grazie alla mia amica giornalista Mirella Mascellino che, ormai diversi anni fa, aveva letto un articolo di giornale in cui si parlava del fatto che le fiabe di Pitr\u00e8 si stessero perdendo nei cassetti dell&#8217;Archivio storico. Cos\u00ec ci ha chiamati e noi abbiamo iniziato ad aprire quei cassetti. La collana Turutun poi ha avuto il grande sostegno del professore Livio Sossi, da poco scomparso, che voglio ricordare come uno dei nostri maggiori sostenitori, nonch\u00e9 di tanti editori che si occupano specificatamente di letteratura per l&#8217;infanzia. Quando io tocco un libro, sento l&#8217;uomo con tutte le sue forze, le sue aspirazioni, le sue debolezze, le sue sconfitte. Il libro costruisce l&#8217;esistenza. Tanti libri mi hanno insegnato anche che dobbiamo saper perdere. Anzi, che perdere \u00e8 necessario. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d Al momento dell&#8217;iscrizione all&#8217;Universit\u00e0. Avevo deciso che percorso scegliere: Lettere. Fin da piccola, sono cresciuta in mezzo ai libri, vedevo sempre i miei genitori leggere e studiare, negli anni ho accumulato una biblioteca variegata di diverso genere di libri che i miei mi compravano. Da questo punto di vista sono stata molto fortunata. Sono cresciuta con la consapevolezza che lo studio apre tutte le porte e rende migliori. Ero altrettanto consapevole del viaggio verso il nord che avrebbe atteso me, da l\u00ec a poco, come tutti i giovani laureati. Inoltre, tanti miei familiari (non i miei genitori) e conoscenti cercavano in tutti i modi di convincermi a seguire percorsi che mi avrebbero permesso l&#8217;accesso a professioni pi\u00f9 remunerative (dentista, notaio etc&#8230; ). Io per\u00f2 volevo leggere e suonare il pianoforte. Inoltre, ero stanca di sentirmi dire che in Sicilia non cambia niente, che i giovani sono tutti apatici, che la corruzione dilaga senza tregua e cose del genere. Allora ho pensato che se volevo il cambiamento, dovevo partire innanzitutto da me, dovevo iniziare a percorrere una strada alternativa, se il lavoro non c&#8217;era, avrei potuto provare a crearne uno. Cos\u00ec \u00e8 stato, grazie al sostegno dei miei genitori, senza i quali non avrei potuto fare nulla. Avevo 18 anni. \u00c8 partita una scommessa. Non \u00e8 stato facile restare e non lo \u00e8 nemmeno adesso, restare significa lottare ogni giorno e non avere sempre una vita normale. Non tutti sono disposti a farlo, altri pur volendo non possono. Andare dovrebbe essere una scelta e non una costrizione, ma non \u00e8 cos\u00ec. Non ho mai pensato di diventare ricca, ma di fare qualcosa che mi piace. Finora non me ne sono pentita. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura oggi deve smuovere le coscienze corrose dall&#8217;assuefazione al consumo e creare cittadini consapevoli delle proprie capacit\u00e0 e dei propri diritti e doveri. La letteratura pu\u00f2 convincerci a evitare la delega delle responsabilit\u00e0. Il compito non \u00e8 semplice e credo che non ci riesca ancora abbastanza. Dobbiamo leggere tutti di pi\u00f9. Dobbiamo impegnarci tutti di pi\u00f9. Il cammino \u00e8 ancora lungo e faticoso. Scrivere \u00e8 un gesto politico poich\u00e9 nello svelamento della scrittura risiede il grande potere di suscitare indignazione nei confronti di quanto non ci sta bene, ci disturba, riteniamo ingiusto e lesivo dei nostri diritti e delle nostre aspirazioni. Quando smetteremo di indignarci e ci abitueremo alla normalit\u00e0 del \u201cnon funzionante\u201d, in tutti i campi, allora potremo considerarci veramente sconfitti. Credo che il letterato, lo scrittore, debba vivere in mezzo alla gente e agli ultimi, debba vivere a contatto con la terra, essere umile, anche nel senso etimologico vero e proprio. Chi scrive deve essere capace di parlare con tutti e non avere pregiudizi di nessun tipo. 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