{"id":4545,"date":"2019-06-10T11:21:10","date_gmt":"2019-06-10T09:21:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4545"},"modified":"2023-04-24T20:19:54","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:54","slug":"marco-olivieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/marco-olivieri\/","title":{"rendered":"Marco Olivieri"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, per la rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 ospite <a href=\"https:\/\/marcoolivierigiornalista.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marco Olivieri<\/a>. Giornalista, \u00e8 autore della monografia \u201cLa memoria degli altri. Il cinema di Roberto And\u00f2\u201d (2017, Edizioni Kaplan), curatore del volume \u201cLe confessioni\u201d (2016, Skira) e, con Anna Paparcone, autore del libro \u201cMarco Tullio Giordana. Una poetica civile in forma di cinema\u201d (2017, Rubbettino). Collabora con \u00abla Repubblica\u00bb &#8211; edizione di Palermo e dirige il sito <a href=\"http:\/\/www.carteggiletterari.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Carteggi letterari.<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-del-2019-06-10-11-16-00.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4546\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-del-2019-06-10-11-16-00.png\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-del-2019-06-10-11-16-00.png 444w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Schermata-del-2019-06-10-11-16-00-263x300.png 263w\" sizes=\"(max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>Su quest\u2019aspetto, sono soprattutto i narratori di storie e i romanzieri a doversi soffermare. Io, fino ad ora, ho scritto libri d\u2019impianto saggistico, anche se attraversati dal desiderio di dar vita a una scrittura coinvolgente e che avesse legami con la letteratura. Ho, per\u00f2, idee che potrebbero trasformarsi in racconti e romanzi e la sensazione che provo \u00e8 quella di una grande responsabilit\u00e0: sar\u00f2 all\u2019altezza dell\u2019intuizione iniziale?\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>In realt\u00e0, credo che la scrittura necessiti sempre di una revisione profonda e di una rilettura, negli anni. Di conseguenza, la conclusione, ovvero il lasciare andare ci\u00f2 che si scrive, \u00e8 spesso legato a una dolorosa necessit\u00e0. Tuttavia, in molti casi, pu\u00f2 essere anche salvifico.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><br \/>\n\u201c\u00c8 un desiderio maturato negli anni del liceo, dall\u2019et\u00e0 di diciassette anni, prima in campo giornalistico e poi in direzione di una scrittura meno legata alla cronaca e pi\u00f9 all\u2019approfondimento e allo sviluppo di pensieri e tracce che coltivo dentro di me da molto tempo.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\nLo stile non deve mai essere fine a s\u00e9 stesso, ovviamente, ma profondamente correlato a ci\u00f2 che si scrive. Ne deve costituire l\u2019essenza. Forse solo l\u2019accostarsi allo stile dei grandi scrittori pu\u00f2 aiutare a cercare e trovare il proprio modo di stare al mondo, d\u2019interpretare le cose e di tradurlo in parole e immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>Questo tipo di analisi richiede pensieri ad ampio respiro e non legati alla cronaca. Io credo che ancora oggi la letteratura e la poesia, e pure una saggistica che si ponga il problema di una scrittura che avvicini il lettore e lo appassioni, possano svolgere questa funzione, ma non si tratta di qualcosa di studiato a tavolino. Ripartiamo intanto dalle fondamentali Lezioni americane di Italo Calvino: l\u00ec c\u2019\u00e8 gi\u00e0 tutto per coltivare le potenzialit\u00e0 della scrittura.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/62363535_1370586216414003_7836485603297329152_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4555\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/62363535_1370586216414003_7836485603297329152_n.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/62363535_1370586216414003_7836485603297329152_n.jpg 960w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/62363535_1370586216414003_7836485603297329152_n-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/62363535_1370586216414003_7836485603297329152_n-768x546.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788849850192_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4547\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788849850192_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788849850192_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788849850192_0_221_0_75-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[the_ad id=&#8221;4551&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, per la rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 ospite Marco Olivieri. 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Ho, per\u00f2, idee che potrebbero trasformarsi in racconti e romanzi e la sensazione che provo \u00e8 quella di una grande responsabilit\u00e0: sar\u00f2 all\u2019altezza dell\u2019intuizione iniziale?\u201d La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? In realt\u00e0, credo che la scrittura necessiti sempre di una revisione profonda e di una rilettura, negli anni. Di conseguenza, la conclusione, ovvero il lasciare andare ci\u00f2 che si scrive, \u00e8 spesso legato a una dolorosa necessit\u00e0. Tuttavia, in molti casi, pu\u00f2 essere anche salvifico. 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