{"id":4560,"date":"2019-06-17T10:23:48","date_gmt":"2019-06-17T08:23:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4560"},"modified":"2023-04-24T20:19:54","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:54","slug":"francesca-mazzucato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/francesca-mazzucato\/","title":{"rendered":"Francesca Mazzucato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Per la consueta rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d oggi \u00e8 ospite Francesca Mazzucato. Scrittrice, saggista, vive in movimento (Bologna, Liguria, Svizzera). Ha pubblicato tra i tanti Hot Line (1996, Einaudi), Relazioni scandalosamente pure (1998, Marsilio, finalista al premio Fiesole e al premio Un libro per l&#8217;estate), Amore a Marsiglia (1999, Marsilio), Diario di una blogger (2003, Marsilio, finalista al premio Argentario Narrativa Donna), Strani i percorsi che sceglie il desiderio (2017, Castelvecchi).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/49205801_2533998879950790_2489732867215589376_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4561\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/49205801_2533998879950790_2489732867215589376_n.jpg\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/49205801_2533998879950790_2489732867215589376_n.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/49205801_2533998879950790_2489732867215589376_n-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 un momento di massima confusione perch\u00e9 \u00e8 importante, vorrei dire fondamentale, ma completamente inutile. Le buone idee, le idee che si presentano necessarie e inevitabili non valgono niente se non segue una costanza noiosa che permette la realizzazione. Anzi, sono come una passione d&#8217;amore incontrollata e indisciplinata, sono l&#8217;attimo che ribalta. C&#8217;\u00e8 il rischio altissimo di rimanere a terra.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 necessaria. Spesso si \u00e8 affezionati a parole e personaggi e non si vuole concludere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Potrei dire come mille altri, da bambina. E sarebbe vero. Sapevo che volevo scrivere e volevo parlare le lingue, ed \u00e8 stato quello che ho fatto essendo anche una insegnante di inglese in Italia e all&#8217;estero. Ma insegnare inglese \u00e8 un &#8220;dare&#8221; che si realizza in una comunicazione binaria (insegno one-to-one) Il feedback immediato riaggiusta subito. Scrivere permette lunghi fraintendimenti, e provoca speranze, illusioni, mancate condivisioni. Pu\u00f2 essere un&#8217;estasi o un disastro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile non \u00e8 statico, \u00e8 materia variabile, fluida e flessibile. Dobbiamo farlo diventare vincolo, coltivarlo e adeguarlo a tema, tempi e ritmi narrativi. Questo \u00e8 un compito difficile, noioso, ingrato ma fondamentale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Credo che scrivere qualsiasi cosa sia sempre un gesto politico. Anche rispondere a lei adesso, la scelta di farlo e come farlo lo \u00e8. La letteratura incide poco nelle societ\u00e0 perch\u00e9 siamo apatici, drogati di social, annoiati e distratti. Ma lo ha fatto molto, moltissimo e ci consente di vivere di rendita. Credo che torner\u00e0 a farlo, se non lo credessi, guarderei solo le stories su Instagram. Credo che torner\u00e0 a farlo a partire dal mio prossimo libro, ad esempio (qui ci metta una faccina con espressione a sua scelta).<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788806140496_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4562\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788806140496_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788806140496_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788806140496_0_221_0_75-190x300.jpg 190w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788832821383_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4563\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788832821383_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788832821383_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/9788832821383_0_221_0_75-211x300.jpg 211w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[the_ad id=&#8217;4515&#8242;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la consueta rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d oggi \u00e8 ospite Francesca Mazzucato. 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Anzi, sono come una passione d&#8217;amore incontrollata e indisciplinata, sono l&#8217;attimo che ribalta. C&#8217;\u00e8 il rischio altissimo di rimanere a terra. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? \u00c8 necessaria. Spesso si \u00e8 affezionati a parole e personaggi e non si vuole concludere. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Potrei dire come mille altri, da bambina. E sarebbe vero. Sapevo che volevo scrivere e volevo parlare le lingue, ed \u00e8 stato quello che ho fatto essendo anche una insegnante di inglese in Italia e all&#8217;estero. Ma insegnare inglese \u00e8 un &#8220;dare&#8221; che si realizza in una comunicazione binaria (insegno one-to-one) Il feedback immediato riaggiusta subito. Scrivere permette lunghi fraintendimenti, e provoca speranze, illusioni, mancate condivisioni. Pu\u00f2 essere un&#8217;estasi o un disastro. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile non \u00e8 statico, \u00e8 materia variabile, fluida e flessibile. Dobbiamo farlo diventare vincolo, coltivarlo e adeguarlo a tema, tempi e ritmi narrativi. Questo \u00e8 un compito difficile, noioso, ingrato ma fondamentale. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Credo che scrivere qualsiasi cosa sia sempre un gesto politico. Anche rispondere a lei adesso, la scelta di farlo e come farlo lo \u00e8. La letteratura incide poco nelle societ\u00e0 perch\u00e9 siamo apatici, drogati di social, annoiati e distratti. Ma lo ha fatto molto, moltissimo e ci consente di vivere di rendita. Credo che torner\u00e0 a farlo, se non lo credessi, guarderei solo le stories su Instagram. 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