{"id":4589,"date":"2019-07-02T14:02:34","date_gmt":"2019-07-02T12:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4589"},"modified":"2023-04-24T20:19:53","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:53","slug":"raul-montanari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/raul-montanari\/","title":{"rendered":"Raul Montanari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Raul Montanari, scrittore e traduttore \u00e8 oggi ospite della rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d. Ha esordito nel 1994 con \u201cLa perfezione\u201d (Feltrinelli, &#8211; premio Linea D&#8217;Ombra di cui si festeggiano i 25 anni nella nuova edizione a cura di Baldini+Castoldi), tra le sue numerosissime pubblicazioni ricordiamo: Sei tu l&#8217;assassino (1997, Marcos y Marcos), Strane cose, domani (2009, Baldini+Castoldi, premio Strega Giovani, premio Bari e premio Siderno 2010), Il regno degli amici (2015, Einaudi Stile libero &#8211; Premio Vigevano 2015), La vita finora (2018, Baldini+Castoldi &#8211; Premio Provincia in Giallo 2019). In collaborazione con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto Nelle galassie oggi come oggi. Covers (2001, Einaudi).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/418694_373085592706478_509299474_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4590\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/418694_373085592706478_509299474_n.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/418694_373085592706478_509299474_n.jpg 960w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/418694_373085592706478_509299474_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/418694_373085592706478_509299474_n-768x512.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La sensazione \u00e8 stata descritta molto bene da Michelangelo Antonioni con la sua famosa metafora del Big Bang. Nessuno di noi ha assistito al Big Bang, ma ci troviamo tutti su detriti che si allontanano nello spazio e nel tempo, quindi dobbiamo immaginare che questa primordiale esplosione sia avvenuta. Con l\u2019idea creativa \u00e8 la stessa cosa: \u00e8 impossibile vedere il momento in cui nasce. Ti ci ritrovi dentro, c\u2019\u00e8 gi\u00e0, eppure un attimo prima non c\u2019era.<\/em><br \/>\n<em>Naturalmente bisogna anche intendersi su cosa sia un\u2019idea creativa. L\u2019interpretazione pi\u00f9 ristretta del concetto \u00e8 quella che dava Cerami e la considero ancora un buon punto di partenza per riflettere: l\u2019idea creativa sarebbe il soggetto, il nucleo narrativo. Cerami diceva che, ragionando cos\u00ec, la somma di tutti i momenti di creativit\u00e0 \u201cpura\u201d di un narratore dovrebbe ridursi a pochi minuti per un\u2019intera vita. Obiezione: anche mentre si scrive quella data storia si \u00e8 creativi, ossia si inventa continuamente in termini di rappresentazione, stile e cos\u00ec via.<\/em><br \/>\n<em>Aggiungerei che l\u2019idea narrativa si pu\u00f2 paragonare a una melodia semplice. Ci sono davvero molte somiglianze.<\/em><br \/>\n<em>Anzitutto un scrittore non ha la possibilit\u00e0 di produrre idee narrative infinite, cos\u00ec come un musicista non pu\u00f2 produrre melodie infinite &#8211; dopo un po\u2019 la vena si esaurisce e cominciano a ripetersi o a lavorare molto di mestiere, sul come e non sul cosa.<\/em><br \/>\n<em>Poi un nucleo narrativo ha in comune con un\u2019idea melodica il fatto che rimane inalterato anche se cambia medium. Il famoso \u201csol sol sol Miii &#8211; fa fa fa Reee\u201d identifica subito la Quinta di Beethoven, anche se invece di essere eseguito da un\u2019orchestra lo faccio io col fischio e per di pi\u00f9 cambiando tonalit\u00e0. Allo stesso modo, se dico: un uomo uccide il padre e fa l\u2019amore con la madre, si pensa subito: Edipo, anche se questo Edipo lo ambiento in Patagonia o in una colonia di termiti.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893881951_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4591\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893881951_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893881951_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893881951_0_221_0_75-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bisogna fare delle distinzioni.<\/em><br \/>\n<em>Anzitutto nel romanzo non \u00e8 affatto evidente: il romanzo tende a rappresentare quella retta, i cui estremi si perdono fuori vista, che chiamiamo vita; la decisione di interrompere la retta e farne un segmento di retta \u00e8 sempre arbitraria. Il romanzo non ha una conclusione \u201cnaturale\u201d. Finisce quando l\u2019autore decide di finirlo.<\/em><br \/>\n<em>Per quanto riguarda il racconto, come sappiamo ci sono due poli estremi in mezzo ai quali si collocano quasi tutte le narrazioni brevi.<\/em><br \/>\n<em>Uno \u00e8 quello del tradizionale racconto-novella, che \u00e8 orientato al finale e trova senso proprio nel finale: in quel caso certamente l\u2019autore prova quella sensazione di \u201cnecessit\u00e0\u201d del chiudere.<\/em><br \/>\n<em>C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche il racconto aperto, quello alla Cechov per intenderci, poi ripreso da Hemingway e da moltissimi narratori e narratrici in lingua inglese, che, per usare le parole dello stesso Cechov, dev\u2019essere \u201csenza trama e senza finale\u201d. Questo racconto ha una filosofia molto vicina a quella del romanzo e ripropone la stessa arbitrariet\u00e0 della scelta di dove cominciare e dove finire.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ce ne sono stati due e sono coincisi con due fallimenti.<\/em><br \/>\n<em>Il primo \u00e8 stato a sedici anni, quando ho capito che non sarei mai diventato un vero campione di scacchi nonostante gli ottimi risultati avuti fin l\u00ec: mi mancava il talento per aspirare a fare di una passione un vero lavoro.<\/em><br \/>\n<em>Il secondo dieci anni dopo, a ventisei, quando mi sono reso conto che fare il pubblicitario nella Milano da Bere (era l\u201986!) era stato bellissimo ma non mi bastava pi\u00f9. In quella circostanza il problema non era una mia inadeguatezza al campo che avevo scelto, ma un\u2019insoddisfazione.<\/em><br \/>\n<em>In entrambi i casi, in particolare nel secondo, l\u2019improvvisa percezione dell\u2019avere una vita sola \u00e8 stata decisiva. Spesso viviamo nell\u2019illusione che questa sia solo la prova d\u2019orchestra, invece \u00e8 gi\u00e0 il concerto.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788858418550_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4592\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788858418550_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788858418550_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788858418550_0_221_0_75-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>S\u00ec, soprattutto all\u2019inizio.<\/em><br \/>\n<em>Si comincia sempre imitando qualcuno, ossia aggiungendo pagine ai libri di uno o pi\u00f9 autori che amiamo &#8211; ma direi proprio che se si parla di stile questo autore \u00e8 uno, o perlomeno \u00e8 uno per ogni specifico testo che scriviamo. Nel mio caso: Poe, Kafka, Borges.<\/em><br \/>\n<em>Deve arrivare un momento in cui separiamo il nostro gusto di lettori dal nostro gusto di scrittori. Lo stile di un autore molto amato pu\u00f2 diventare una trappola nel caso non sia lo stile adatto a noi, ossia uno stile in grado di evolvere con noi.<\/em><br \/>\n<em>A quel punto \u00e8 meglio fermarsi, leggere moltissimo e sperimentare altre scritture, ossia partire da altri modelli per sviluppare la nostra voce.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sono convintissimo che l\u2019unico compito della letteratura consista in questo: lo scrittore guarda il mondo e lo racconta onestamente al lettore. Voglio dire, glielo racconta come lui lo vede; gli dice la sua verit\u00e0 sul mondo.<\/em><br \/>\n<em>Solo nei libri c\u2019\u00e8 la verit\u00e0.<\/em><br \/>\n<em>Il mondo ci viene sempre presentato in modo deliberatamente alterato, manipolato, prima dalle parole dei nostri genitori e dei nostri amici, o dei preti, o degli educatori; poi da tutti quello che abbiamo intorno e in particolare dai media. In un libro possiamo trovare la verit\u00e0, invece, se l\u2019autore ha rinunciato a fare il burattinaio e a imporre ai personaggi qualcosa di diverso dalla loro verit\u00e0 umana. Per esempio rendendoli pi\u00f9 simpatici di quanto gli esseri umani siano, allo scopo di ottenere la gratitudine e l\u2019assenso di lettori in cerca di conforto.<\/em><br \/>\n<em>Cito per la seconda volta Hemingway: la cosa pi\u00f9 difficile da ottenere con la scrittura \u00e8 una prosa onesta sugli esseri umani.<\/em><br \/>\n<em>Naturalmente uno scrittore pu\u00f2 porsi obiettivi in apparenza pi\u00f9 ambiziosi. Per esempio pu\u00f2 pensare di fare un discorso politico sul mondo, di non limitarsi a rappresentarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8 ma suggerire delle soluzioni, delle ricette. Tuttavia sono convinto che la forza di questi libri sia sempre la loro capacit\u00e0, quando c\u2019\u00e8, di fotografare il mondo, pi\u00f9 che l\u2019intenzione di modificarlo.<\/em><br \/>\n<em>I libri nascono sempre da un\u2019intenzione dell\u2019autore (fare soldi, per esempio, e cito una delle pi\u00f9 sane) ma, per fortuna, la trascendono.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893880749_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4593\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893880749_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893880749_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/9788893880749_0_221_0_75-203x300.jpg 203w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raul Montanari, scrittore e traduttore \u00e8 oggi ospite della rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d. 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Nessuno di noi ha assistito al Big Bang, ma ci troviamo tutti su detriti che si allontanano nello spazio e nel tempo, quindi dobbiamo immaginare che questa primordiale esplosione sia avvenuta. Con l\u2019idea creativa \u00e8 la stessa cosa: \u00e8 impossibile vedere il momento in cui nasce. Ti ci ritrovi dentro, c\u2019\u00e8 gi\u00e0, eppure un attimo prima non c\u2019era. Naturalmente bisogna anche intendersi su cosa sia un\u2019idea creativa. L\u2019interpretazione pi\u00f9 ristretta del concetto \u00e8 quella che dava Cerami e la considero ancora un buon punto di partenza per riflettere: l\u2019idea creativa sarebbe il soggetto, il nucleo narrativo. Cerami diceva che, ragionando cos\u00ec, la somma di tutti i momenti di creativit\u00e0 \u201cpura\u201d di un narratore dovrebbe ridursi a pochi minuti per un\u2019intera vita. Obiezione: anche mentre si scrive quella data storia si \u00e8 creativi, ossia si inventa continuamente in termini di rappresentazione, stile e cos\u00ec via. Aggiungerei che l\u2019idea narrativa si pu\u00f2 paragonare a una melodia semplice. Ci sono davvero molte somiglianze. Anzitutto un scrittore non ha la possibilit\u00e0 di produrre idee narrative infinite, cos\u00ec come un musicista non pu\u00f2 produrre melodie infinite &#8211; dopo un po\u2019 la vena si esaurisce e cominciano a ripetersi o a lavorare molto di mestiere, sul come e non sul cosa. Poi un nucleo narrativo ha in comune con un\u2019idea melodica il fatto che rimane inalterato anche se cambia medium. Il famoso \u201csol sol sol Miii &#8211; fa fa fa Reee\u201d identifica subito la Quinta di Beethoven, anche se invece di essere eseguito da un\u2019orchestra lo faccio io col fischio e per di pi\u00f9 cambiando tonalit\u00e0. Allo stesso modo, se dico: un uomo uccide il padre e fa l\u2019amore con la madre, si pensa subito: Edipo, anche se questo Edipo lo ambiento in Patagonia o in una colonia di termiti. &nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Bisogna fare delle distinzioni. Anzitutto nel romanzo non \u00e8 affatto evidente: il romanzo tende a rappresentare quella retta, i cui estremi si perdono fuori vista, che chiamiamo vita; la decisione di interrompere la retta e farne un segmento di retta \u00e8 sempre arbitraria. Il romanzo non ha una conclusione \u201cnaturale\u201d. Finisce quando l\u2019autore decide di finirlo. Per quanto riguarda il racconto, come sappiamo ci sono due poli estremi in mezzo ai quali si collocano quasi tutte le narrazioni brevi. Uno \u00e8 quello del tradizionale racconto-novella, che \u00e8 orientato al finale e trova senso proprio nel finale: in quel caso certamente l\u2019autore prova quella sensazione di \u201cnecessit\u00e0\u201d del chiudere. C\u2019\u00e8 per\u00f2 anche il racconto aperto, quello alla Cechov per intenderci, poi ripreso da Hemingway e da moltissimi narratori e narratrici in lingua inglese, che, per usare le parole dello stesso Cechov, dev\u2019essere \u201csenza trama e senza finale\u201d. Questo racconto ha una filosofia molto vicina a quella del romanzo e ripropone la stessa arbitrariet\u00e0 della scelta di dove cominciare e dove finire. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Ce ne sono stati due e sono coincisi con due fallimenti. Il primo \u00e8 stato a sedici anni, quando ho capito che non sarei mai diventato un vero campione di scacchi nonostante gli ottimi risultati avuti fin l\u00ec: mi mancava il talento per aspirare a fare di una passione un vero lavoro. Il secondo dieci anni dopo, a ventisei, quando mi sono reso conto che fare il pubblicitario nella Milano da Bere (era l\u201986!) era stato bellissimo ma non mi bastava pi\u00f9. In quella circostanza il problema non era una mia inadeguatezza al campo che avevo scelto, ma un\u2019insoddisfazione. In entrambi i casi, in particolare nel secondo, l\u2019improvvisa percezione dell\u2019avere una vita sola \u00e8 stata decisiva. Spesso viviamo nell\u2019illusione che questa sia solo la prova d\u2019orchestra, invece \u00e8 gi\u00e0 il concerto. &nbsp; Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? S\u00ec, soprattutto all\u2019inizio. Si comincia sempre imitando qualcuno, ossia aggiungendo pagine ai libri di uno o pi\u00f9 autori che amiamo &#8211; ma direi proprio che se si parla di stile questo autore \u00e8 uno, o perlomeno \u00e8 uno per ogni specifico testo che scriviamo. Nel mio caso: Poe, Kafka, Borges. Deve arrivare un momento in cui separiamo il nostro gusto di lettori dal nostro gusto di scrittori. Lo stile di un autore molto amato pu\u00f2 diventare una trappola nel caso non sia lo stile adatto a noi, ossia uno stile in grado di evolvere con noi. A quel punto \u00e8 meglio fermarsi, leggere moltissimo e sperimentare altre scritture, ossia partire da altri modelli per sviluppare la nostra voce. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Sono convintissimo che l\u2019unico compito della letteratura consista in questo: lo scrittore guarda il mondo e lo racconta onestamente al lettore. Voglio dire, glielo racconta come lui lo vede; gli dice la sua verit\u00e0 sul mondo. Solo nei libri c\u2019\u00e8 la verit\u00e0. Il mondo ci viene sempre presentato in modo deliberatamente alterato, manipolato, prima dalle parole dei nostri genitori e dei nostri amici, o dei preti, o degli educatori; poi da tutti quello che abbiamo intorno e in particolare dai media. In un libro possiamo trovare la verit\u00e0, invece, se l\u2019autore ha rinunciato a fare il burattinaio e a imporre ai personaggi qualcosa di diverso dalla loro verit\u00e0 umana. Per esempio rendendoli pi\u00f9 simpatici di quanto gli esseri umani siano, allo scopo di ottenere la gratitudine e l\u2019assenso di lettori in cerca di conforto. Cito per la seconda volta Hemingway: la cosa pi\u00f9 difficile da ottenere con la scrittura \u00e8 una prosa onesta sugli esseri umani. Naturalmente uno scrittore pu\u00f2 porsi obiettivi in apparenza pi\u00f9 ambiziosi. Per esempio pu\u00f2 pensare di fare un discorso politico sul mondo, di non limitarsi a rappresentarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8 ma suggerire delle soluzioni, delle ricette. Tuttavia sono convinto che la forza di questi libri sia sempre la loro capacit\u00e0, quando c\u2019\u00e8, di fotografare il mondo, pi\u00f9 che l\u2019intenzione di modificarlo. I libri nascono sempre da un\u2019intenzione dell\u2019autore (fare soldi, per esempio, e cito una delle pi\u00f9 sane) ma, per fortuna, la trascendono. &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[992,684,381,412,516,995,392,991,994],"class_list":["post-4589","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-baldini-e-castoldi","tag-cinque-domande-uno-stile","tag-einaudi","tag-feltrinelli","tag-giallo","tag-la-perfezione","tag-marcos-y-marcos","tag-montanari","tag-premio-strega-giovani"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4589","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4589"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4589\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4594,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4589\/revisions\/4594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4589"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4589"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4589"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}