{"id":4691,"date":"2019-09-10T21:16:19","date_gmt":"2019-09-10T19:16:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4691"},"modified":"2019-09-10T21:24:52","modified_gmt":"2019-09-10T19:24:52","slug":"nati-due-volte-di-pontiggia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/nati-due-volte-di-pontiggia\/","title":{"rendered":"Nati due volte di Pontiggia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nati due volte \u2022\u2022\u2022\u2022<br \/>\n\u2013 Giuseppe Pontiggia, 2015 \u2013 Mondadori \u2013 pp. 224 \u2013 \u20ac 13,00.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/natiduevolte.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4692\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/natiduevolte.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/natiduevolte.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/natiduevolte-189x300.jpg 189w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dolce e amaro, scanzonato e profondo. Pontiggia si muove sul terreno a lui ben congeniale del vissuto familiare per raccontare una storia, la sua storia, in maniera estremamente delicata. Nel bene e nel male, col bene e col male. Cos\u00ec scivola via la vita di una famiglia disabile, come vuole la societ\u00e0. Episodi grotteschi, toccanti, carichi di dolcezza, esasperanti. Chiosa struggente. Come la vita \u00e8, per chi continua a vivere sull\u2019orlo del pregiudizio.<br \/>\n\u201cQuando Einstein, alla domanda del passaporto, risponde \u201crazza umana\u201d, non ignora le differenze, le omette in un orizzonte pi\u00f9 ampio, che le include e le supera. E\u2019 questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza. [\u2026] Noi siamo abituati al male. Il male conferma la nostra superiorit\u00e0 o conforta la nostra debolezza. Ci \u00e8 cos\u00ec familiare che il bene ci sconcerta e cerchiamo di ridurlo al male, commutandolo di segno e assimilandolo ai modelli negativi che ci sono noti. L\u2019ho osservato nelle reazioni pi\u00f9 comuni, compresa la mia, di fronte al volontariato. La tendenza \u00e8 di interpretare l\u2019altruismo come controfigura dell\u2019egoismo, la generosit\u00e0 come gratificazione di chi la esercita, la solidariet\u00e0 come aiuto provvidenziale a se stessi, il sacrificio dell\u2019Io come ricatto di un Super-io tirannico. Non si impara neppure dalla etologia, saccheggiata per spiegare l\u2019aggressivit\u00e0, ma mai il suo contrario. Gli animali che si sacrificano per la prole o per gli altri sono anche loro vittime di un Super-io? No, dell\u2019istinto, risponde l\u2019etologia. Ma all\u2019uomo si nega questo istinto positivo, per dotarlo invece di tutti gli altri. Il male &#8211; contrariamente a quanto si pensa &#8211; \u00e8 rassicurante, lo veneriamo nei mostri, giustifica le vendette, mobilita le difese, rafforza la durezza del cuore. Il bene \u00e8 un esempio inimitabile (vogliamo confrontarlo con il male?), supera fossati e mura che approntiamo contro il nemico, elude gli infiniti cavilli della intelligenza, disorienta l\u2019astuzia perch\u00e9 la ignora, \u00e8 disarmato e semplice. Il male ci incuriosisce e ci eccita, stimola l\u2019investigazione, si cela nell\u2019ultima stanza, quella del segreto infame. Il bene apre le porte, non nasconde nulla, si apparta solamente per non farsi notare. Il male promette misteri, il bene \u00e8 un mistero luminoso, una presenza inaccettabile. Sto parlando con cognizione di causa, ma sono in buona &#8211; o almeno numerosa &#8211; compagnia. Per molti uomini nulla \u00e8 pi\u00f9 edificante che la distruzione e nulla pi\u00f9 ripugnante che la edificazione. Che le ideologie abbiano nel nostro secolo generato stermini non \u00e8 perch\u00e9 additavano un paradiso remoto, ma perch\u00e9 prima dovevano realizzare un inferno immediato. Certo \u00e8 pi\u00f9 confortante &#8211; e soprattutto etico &#8211; capovolgere le gerarchie. E\u2019 un alibi di cui tutto si pu\u00f2 dire tranne che non se ne sia approfittato. Sto esagerando? Ma solo le esagerazioni ci restituiscono, nella caricatura, l\u2019immagine in cui riconosciamo l\u2019originale. [\u2026] Una volta, mentre lo guardavo come se lui fosse un altro e io un altro, mi ha salutato. Sorrideva e si \u00e8 appoggiato contro il muro. E\u2019 stato come se ci fossimo incontrati per sempre, per un attimo.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nati due volte \u2022\u2022\u2022\u2022 \u2013 Giuseppe Pontiggia, 2015 \u2013 Mondadori \u2013 pp. 224 \u2013 \u20ac 13,00. &nbsp; Dolce e amaro, scanzonato e profondo. 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