{"id":4704,"date":"2019-09-22T23:07:03","date_gmt":"2019-09-22T21:07:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4704"},"modified":"2023-04-24T20:19:51","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:51","slug":"transeuropa-edizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/transeuropa-edizioni\/","title":{"rendered":"Transeuropa Edizioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Cinque domande, uno stile, ritorna in casa editrice. In quest\u2019occasione per bocca di Giulio Milani, editore di Transeuropa Edizioni &#8211; nonch\u00e9 scrittore di lungo corso, tra le cui produzioni si annoverano il racconto d\u2019esordio \u201cLa pianista\u201d, contenuto nell\u2019antologia \u201cCoda\u201d (Transeuropa Edizioni, 1995) ad omaggiare l\u2019appena scomparso Tondelli e il romanzo \u201cLa cartoonizzazione dell\u2019occidente\u201d (Transeuropa Edizioni, 1999).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/transeuropa.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4705\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/transeuropa.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"133\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 lo spirito che caratterizza il suo essere editore?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sono entrato nell\u2019ambiente editoriale\/letterario a ventitr\u00e9 anni, quando un mio racconto fu selezionato da Giulio Mozzi e Silvia Ballestra per la prima antologia under 25 del dopo Tondelli, Coda, uscita nel 1996 in contemporanea con l\u2019antologia dei Cannabili. Loro erano i Cannibali e noi, per il critico Renato Barilli, i Vegetariani. Questa distinzione mi ha fatto sempre sorridere, ma non \u00e8 detto che non avesse un senso e non prefigurasse una biforcazione ancora attuale. Fu un periodo davvero incredibile, nella Transeuropa che aveva scoperto e lanciato il Jack Frusciante di Brizzi: sembrava che l\u2019intero mondo editoriale, grande e piccolo, girasse intorno ad Ancona. Io stavo scrivendo un romanzo, che venne poi pubblicato alla fine del 1998, La cartoonizzazione dell\u2019Occidente (oggi ripubblicato da Laurana nella sua collana di \u201cpiccoli cult&#8221;): quando il libro usc\u00ec, la casa editrice aveva gi\u00e0 iniziato una parabola discendente per quella serie di vicissitudini che alle volte accompagnano la gestione di un successo inaspettato, fuori misura rispetto ai limiti strutturali. Nel frattempo, io ero uno dei pochi autori di quel gruppo interessato anche all\u2019ascolto dei libri degli altri: avevo iniziato, di fatto, un percorso di apprendistato da editor con Massimo Canalini, il talent scout della casa editrice, e in seguito alla crisi degli anni 1999\/2003 decisi di rifondare con lui la casa editrice. Per farla breve divenni, a trentadue anni, l\u2019amministratore della nuova societ\u00e0: per me, era un modo per continuare a occuparmi di una determinata passione \u2013 i libri, lo studio, la lettura \u2013 con l\u2019idea di trasformarla in un lavoro. Ci sono riuscito solo in parte, perch\u00e9 la ricerca sugli esordienti, la poesia, la saggistica filosofica, non sono proprio campi cos\u00ec floridi dal punto di vista economico. Per\u00f2 \u00e8 stata una \u201cscuola di botte\u201d molto utile: sono caduto e mi sono rialzato pi\u00f9 di una volta, le ho prese e le ho date, non ho mai smesso di \u201ccrederci\u201d e oggi posso dare \u201clezioni di sopravvivenza\u201d con una mia cocciuta autorevolezza in materia. Questo \u00e8 lo spirito. Un fight club senza spargimento di sangue, dove ci si sbatte e ci si mena per fare la rivoluzione in campo letterario.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale peculiarit\u00e0 deve avere un testo per poter essere pubblicato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ho pubblicato testi anche diversissimi tra loro, per genere, per stile, per intonazione prevalente, per impostazione politica, religiosa, ecc. Considero l\u2019editoria una palestra di democrazia e di inclusione. L\u2019unica caratteristica comune deve essere la qualit\u00e0 letteraria, che \u00e8 una componente pattizia \u2013 ossia nulla di oggettivo, d&#8217;accordo \u2013 ma per me dovrebbe essere sempre presente almeno come tensione ideale. Oggi cerco quel tipo di libri che possano qualificarsi come eventi, agli occhi di un lettore attento, e non come novit\u00e0 tra le tante. Ho scoperto di aver fatto mio un motto leninista, spogliato della vernice ideologica: \u00abMeglio meno, ma meglio.\u00bb<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettore e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da editore?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da lettore, non riesco a definire un solo libro perch\u00e9 ne ho amati diversi e li ho diversamente amati a seconda del periodo in cui li ho letti e per l\u2019utilit\u00e0, e quindi il valore, che ne ho tratto. Molti classici, ovviamente, su tutto. Posso invece indicare un autore pi\u00f9 decisivo di altri, ma non \u00e8 un romanziere; \u00e8 un pensatore che si \u00e8 avvalso dei romanzi per costruire la sua teoria antropologica: Ren\u00e9 Girard. Di questo autore, per una forma di innamoramento palese, sono anche diventato il secondo editore in Italia dopo Adelphi.<\/em><br \/>\n<em>I libri che invece mi stanno dando maggiore soddisfazione, pi\u00f9 che da editore da show-runner, sono quelli che sto producendo nella collana Wildworld, che usa tecniche innovative e ha una sua poetica ben definita. Al momento, questi libri rappresentano la punta di diamante della mia ricerca editoriale e letteraria.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ricordo che a un certo punto della mia vita, mi pare intorno ai vent\u2019anni, decisi che avrei scritto e basta. Abbandonai gli studi in legge, che pure si rivelarono utili nel mio lavoro di editore, e passai a lettere, quindi mi laureai in storia (tardivamente). Nel frattempo, come ho spiegato, intorno ai ventitr\u00e9 anni venni anche scelto per far parte di questa melodrammatica, folle consorteria dei book addicted.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nell\u2019epoca delle \u201cnarrazioni\u201d, che poi \u00e8 quella in cui stiamo capendo per la prima volta nella storia dell\u2019uomo come costruiamo una realt\u00e0 di per s\u00e9 priva di senso, la scrittura, il linguaggio, la letteratura hanno un\u2019utilit\u00e0 (e quindi un valore) fuori discussione. Questo aspetto, che io considero \u201cperformativo\u201d proprio perch\u00e9 crea un senso l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8, pu\u00f2 incidere nella realt\u00e0 umana con la stessa forza della politica, che infatti si serve o cerca di servizi in ogni modo del potere seduttivo e persuasivo delle parole. Ma lo scrittore, al contrario del politico o dello scienziato, non lavora per trovare (o per prometterci) le soluzioni, le risposte. Lo scrittore, il romanziere, come diceva Tondelli, \u201clavora al mistero del mondo\u201d e deve lasciare libero il lettore di tirare da solo le sue conclusioni, di inventarsi il suo gioco, il suo ancoraggio nel mondo. Altrimenti \u00e8 un favolista, un pedagogo, un classista, il sacerdote servo di un potere che esige l\u2019adesione a una visione univoca della realt\u00e0 umana e che impiega la psicopatologia, la costruzione di emergenza per esercitare il relativo controllo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque domande, uno stile, ritorna in casa editrice. In quest\u2019occasione per bocca di Giulio Milani, editore di Transeuropa Edizioni &#8211; nonch\u00e9 scrittore di lungo corso, tra le cui produzioni si annoverano il racconto d\u2019esordio \u201cLa pianista\u201d, contenuto nell\u2019antologia \u201cCoda\u201d (Transeuropa Edizioni, 1995) ad omaggiare l\u2019appena scomparso Tondelli e il romanzo \u201cLa cartoonizzazione dell\u2019occidente\u201d (Transeuropa Edizioni, 1999). &nbsp; &nbsp; Qual \u00e8 lo spirito che caratterizza il suo essere editore? Sono entrato nell\u2019ambiente editoriale\/letterario a ventitr\u00e9 anni, quando un mio racconto fu selezionato da Giulio Mozzi e Silvia Ballestra per la prima antologia under 25 del dopo Tondelli, Coda, uscita nel 1996 in contemporanea con l\u2019antologia dei Cannabili. Loro erano i Cannibali e noi, per il critico Renato Barilli, i Vegetariani. Questa distinzione mi ha fatto sempre sorridere, ma non \u00e8 detto che non avesse un senso e non prefigurasse una biforcazione ancora attuale. Fu un periodo davvero incredibile, nella Transeuropa che aveva scoperto e lanciato il Jack Frusciante di Brizzi: sembrava che l\u2019intero mondo editoriale, grande e piccolo, girasse intorno ad Ancona. Io stavo scrivendo un romanzo, che venne poi pubblicato alla fine del 1998, La cartoonizzazione dell\u2019Occidente (oggi ripubblicato da Laurana nella sua collana di \u201cpiccoli cult&#8221;): quando il libro usc\u00ec, la casa editrice aveva gi\u00e0 iniziato una parabola discendente per quella serie di vicissitudini che alle volte accompagnano la gestione di un successo inaspettato, fuori misura rispetto ai limiti strutturali. Nel frattempo, io ero uno dei pochi autori di quel gruppo interessato anche all\u2019ascolto dei libri degli altri: avevo iniziato, di fatto, un percorso di apprendistato da editor con Massimo Canalini, il talent scout della casa editrice, e in seguito alla crisi degli anni 1999\/2003 decisi di rifondare con lui la casa editrice. Per farla breve divenni, a trentadue anni, l\u2019amministratore della nuova societ\u00e0: per me, era un modo per continuare a occuparmi di una determinata passione \u2013 i libri, lo studio, la lettura \u2013 con l\u2019idea di trasformarla in un lavoro. Ci sono riuscito solo in parte, perch\u00e9 la ricerca sugli esordienti, la poesia, la saggistica filosofica, non sono proprio campi cos\u00ec floridi dal punto di vista economico. Per\u00f2 \u00e8 stata una \u201cscuola di botte\u201d molto utile: sono caduto e mi sono rialzato pi\u00f9 di una volta, le ho prese e le ho date, non ho mai smesso di \u201ccrederci\u201d e oggi posso dare \u201clezioni di sopravvivenza\u201d con una mia cocciuta autorevolezza in materia. Questo \u00e8 lo spirito. Un fight club senza spargimento di sangue, dove ci si sbatte e ci si mena per fare la rivoluzione in campo letterario. Quale peculiarit\u00e0 deve avere un testo per poter essere pubblicato? Ho pubblicato testi anche diversissimi tra loro, per genere, per stile, per intonazione prevalente, per impostazione politica, religiosa, ecc. Considero l\u2019editoria una palestra di democrazia e di inclusione. L\u2019unica caratteristica comune deve essere la qualit\u00e0 letteraria, che \u00e8 una componente pattizia \u2013 ossia nulla di oggettivo, d&#8217;accordo \u2013 ma per me dovrebbe essere sempre presente almeno come tensione ideale. Oggi cerco quel tipo di libri che possano qualificarsi come eventi, agli occhi di un lettore attento, e non come novit\u00e0 tra le tante. Ho scoperto di aver fatto mio un motto leninista, spogliato della vernice ideologica: \u00abMeglio meno, ma meglio.\u00bb Qual \u00e8 il libro che ha amato di pi\u00f9 da lettore e quale le ha dato maggiori soddisfazioni da editore? Da lettore, non riesco a definire un solo libro perch\u00e9 ne ho amati diversi e li ho diversamente amati a seconda del periodo in cui li ho letti e per l\u2019utilit\u00e0, e quindi il valore, che ne ho tratto. Molti classici, ovviamente, su tutto. Posso invece indicare un autore pi\u00f9 decisivo di altri, ma non \u00e8 un romanziere; \u00e8 un pensatore che si \u00e8 avvalso dei romanzi per costruire la sua teoria antropologica: Ren\u00e9 Girard. Di questo autore, per una forma di innamoramento palese, sono anche diventato il secondo editore in Italia dopo Adelphi. I libri che invece mi stanno dando maggiore soddisfazione, pi\u00f9 che da editore da show-runner, sono quelli che sto producendo nella collana Wildworld, che usa tecniche innovative e ha una sua poetica ben definita. Al momento, questi libri rappresentano la punta di diamante della mia ricerca editoriale e letteraria. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cvoglio vivere tra i libri e di libri?\u201d Ricordo che a un certo punto della mia vita, mi pare intorno ai vent\u2019anni, decisi che avrei scritto e basta. Abbandonai gli studi in legge, che pure si rivelarono utili nel mio lavoro di editore, e passai a lettere, quindi mi laureai in storia (tardivamente). Nel frattempo, come ho spiegato, intorno ai ventitr\u00e9 anni venni anche scelto per far parte di questa melodrammatica, folle consorteria dei book addicted. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Nell\u2019epoca delle \u201cnarrazioni\u201d, che poi \u00e8 quella in cui stiamo capendo per la prima volta nella storia dell\u2019uomo come costruiamo una realt\u00e0 di per s\u00e9 priva di senso, la scrittura, il linguaggio, la letteratura hanno un\u2019utilit\u00e0 (e quindi un valore) fuori discussione. Questo aspetto, che io considero \u201cperformativo\u201d proprio perch\u00e9 crea un senso l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8, pu\u00f2 incidere nella realt\u00e0 umana con la stessa forza della politica, che infatti si serve o cerca di servizi in ogni modo del potere seduttivo e persuasivo delle parole. Ma lo scrittore, al contrario del politico o dello scienziato, non lavora per trovare (o per prometterci) le soluzioni, le risposte. Lo scrittore, il romanziere, come diceva Tondelli, \u201clavora al mistero del mondo\u201d e deve lasciare libero il lettore di tirare da solo le sue conclusioni, di inventarsi il suo gioco, il suo ancoraggio nel mondo. Altrimenti \u00e8 un favolista, un pedagogo, un classista, il sacerdote servo di un potere che esige l\u2019adesione a una visione univoca della realt\u00e0 umana e che impiega la psicopatologia, la costruzione di emergenza per esercitare il relativo controllo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[927,684,127,1097,1095,1096,1098,930,1094],"class_list":["post-4704","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-casa-editrice","tag-cinque-domande-uno-stile","tag-editoria","tag-enrico-brizzi","tag-giulio-milani","tag-giulio-mozzi","tag-jack-frusciante-e-uscito-dal-gruppo","tag-piccola-editoria","tag-transeuropa-edizioni"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4704","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4704"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4704\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4707,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4704\/revisions\/4707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4704"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4704"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4704"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}