{"id":4725,"date":"2019-10-13T21:35:06","date_gmt":"2019-10-13T19:35:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4725"},"modified":"2023-04-24T20:19:50","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:50","slug":"debora-omassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/debora-omassi\/","title":{"rendered":"Debora Omassi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nella puntata di oggi di \u201cCinque domande, uno stile\u201d \u00e8 ospite Debora Omassi. Milanese, esordisce con la raccolta \u201cFuori si gela\u201d (2016, Fernandel) cui segue il romanzo \u201cLibera uscita\u201d (2019, Rizzoli).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/download.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4726\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/download.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L&#8217;idea, quella con la I maiuscola, giunge a me sempre per caso, di solito dopo aver visto una particolare fotografia, \u00e8 un&#8217;istante. Se quell&#8217;istante poi si ripresenta puntuale, giorno dopo giorno, la storia inizia a evolversi, a prendere forma, si aggiungono cose, e altre evaporano. La sensazione pi\u00f9 bella arriva per\u00f2 quando l&#8217;idea \u00e8 maturata abbastanza per essere scritta, si apre il file word e inizio non solo a vederla scorrere, ma anche a digitare sui tasti&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il punto, quello che determina la fine di un racconto, un romanzo, \u00e8 evidente, l&#8217;urgenza della scrittura \u00e8 terminata, lo sento dentro, una specie di sollievo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Avviene ogni volta che metto il punto finale. Ogni volta che l&#8217;immagine che ho in mente mi tormenta. Lo dico spesso, per me la scrittura \u00e8 un bambino dormiente: quando si sveglia e si mette a urlare non posso fare altro che correre da lui, nutrirlo, ricominciare a scrivere&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Direi che \u00e8 una continua affermazione, ed \u00e8 determinata dall&#8217;urgenza&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non credo di essere abbastanza matura, n\u00e9 come persona, n\u00e9 come scrittrice per affermarlo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/p>\n<p><\/strong><em>La scrittura per me ha il compito di insinuare nel lettore domande. Questo potrebbe incidere: mettere in moto le menti dei lettori, senza fornire risposte preconfezionate, senza instillare idee precise e radicali che non permettono al lettore di ragionare con la propria testa&#8230;direi che a volte mettersi a leggere comodi un bel libro di narrativa, lasciarsi trasportare da una storia che non ha le pretese di insegnarci per forza qualcosa, insomma, entrare in un altro mondo per staccare un po\u2019 da questo, non sarebbe male&#8230;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788817128780_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4727\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788817128780_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788817128780_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788817128780_0_221_0_75-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella puntata di oggi di \u201cCinque domande, uno stile\u201d \u00e8 ospite Debora Omassi. 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Il punto, quello che determina la fine di un racconto, un romanzo, \u00e8 evidente, l&#8217;urgenza della scrittura \u00e8 terminata, lo sento dentro, una specie di sollievo. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa \u201cdevo scrivere?\u201d Avviene ogni volta che metto il punto finale. Ogni volta che l&#8217;immagine che ho in mente mi tormenta. Lo dico spesso, per me la scrittura \u00e8 un bambino dormiente: quando si sveglia e si mette a urlare non posso fare altro che correre da lui, nutrirlo, ricominciare a scrivere&#8230; Direi che \u00e8 una continua affermazione, ed \u00e8 determinata dall&#8217;urgenza&#8230; Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Non credo di essere abbastanza matura, n\u00e9 come persona, n\u00e9 come scrittrice per affermarlo. 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