{"id":4742,"date":"2019-10-21T13:53:55","date_gmt":"2019-10-21T11:53:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4742"},"modified":"2023-04-24T20:19:49","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:49","slug":"marco-marsullo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/marco-marsullo\/","title":{"rendered":"Marco Marsullo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In occasione dell\u2019uscita del suo ultimo romanzo \u201cL\u2019anno un cui imparai a leggere\u201d, edito da Einaudi, Marco Marsullo, scrittore napoletano della scuderia di Einaudi Stile libero (con cui ha esordito nel 2013 &#8211; \u201cAtletico Minaccia Football Club\u201d, \u201c L&#8217;audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache\u201d, 2014, \u201cI miei genitori non hanno figli\u201d, 2015, \u201cDue come loro\u201d, 2018) risponde alle cinque domande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0009964FAU.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4743\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0009964FAU.jpg\" alt=\"\" width=\"165\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0009964FAU.jpg 165w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/0009964FAU-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 165px) 100vw, 165px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 la sensazione per cui vivo, alla fine. Di idee ne ho tantissime e spesso si affollano, creando una specie di effetto imbuto. Cos\u00ec quando quella giusta riesce a svicolare e arriva per prima, la felicit\u00e0 \u00e8 piena. Che poi l&#8217;idea giusta \u00e8 sempre tutta da verificare, come concetto. Magari ci sono tante idee giuste che ci perdiamo per strada, chi lo sa.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9602754.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4744\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9602754.jpg\" alt=\"\" width=\"249\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9602754.jpg 249w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9602754-190x300.jpg 190w\" sizes=\"(max-width: 249px) 100vw, 249px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non credo ci sia niente di necessario, nella scrittura. N\u00e9 cosa si sceglie, n\u00e9 perch\u00e9 si scrive. Credo sia necessaria solo la voglia di raccontare qualcosa. Il resto \u00e8 tutto accessorio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se si intende professionalmente, quando ho firmato la prima volta con Einaudi. Ho mollato l&#8217;universit\u00e0, dove ero molto infelice, e ho iniziato a dedicarmi a questo lavoro anima e corpo. Non potevo, e non volevo, disperdere un solo grammo di energia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Quello che si \u00e8 un po&#8217; perso negli ultimi anni nella narrativa italiana \u00e8 la voce. Gli editori stessi la cercano poco, il pi\u00f9 delle volte. Si vuole ottenere il risultato con il singolo libro. Ma un autore \u00e8 una voce, il pi\u00f9 possibile unica. Questo me lo disse Severino Cesari in uno dei nostri primi incontri. Mi rassicur\u00f2 che Einaudi Stile Libero mi voleva per la mia voce, unica. Questo fa un editore, secondo me. Cerca voci uniche. E non sar\u00e0 mai un vincolo, se mai un punto di forza, sapendolo gestire bene.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non mi interessa mischiare politica e libri da autore, n\u00e9 da lettore. Credo che i libri siano un&#8217;evasione e un intrattenimento, forse il pi\u00f9 puro e il pi\u00f9 bello. I libri raccontano le storie. Almeno, io la vedo cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell\u2019uscita del suo ultimo romanzo \u201cL\u2019anno un cui imparai a leggere\u201d, edito da Einaudi, Marco Marsullo, scrittore napoletano della scuderia di Einaudi Stile libero (con cui ha esordito nel 2013 &#8211; \u201cAtletico Minaccia Football Club\u201d, \u201c L&#8217;audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache\u201d, 2014, \u201cI miei genitori non hanno figli\u201d, 2015, \u201cDue come loro\u201d, 2018) risponde alle cinque domande. &nbsp; &nbsp; Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? \u00c8 la sensazione per cui vivo, alla fine. Di idee ne ho tantissime e spesso si affollano, creando una specie di effetto imbuto. Cos\u00ec quando quella giusta riesce a svicolare e arriva per prima, la felicit\u00e0 \u00e8 piena. Che poi l&#8217;idea giusta \u00e8 sempre tutta da verificare, come concetto. Magari ci sono tante idee giuste che ci perdiamo per strada, chi lo sa. &nbsp; &nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Non credo ci sia niente di necessario, nella scrittura. N\u00e9 cosa si sceglie, n\u00e9 perch\u00e9 si scrive. Credo sia necessaria solo la voglia di raccontare qualcosa. Il resto \u00e8 tutto accessorio. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Se si intende professionalmente, quando ho firmato la prima volta con Einaudi. Ho mollato l&#8217;universit\u00e0, dove ero molto infelice, e ho iniziato a dedicarmi a questo lavoro anima e corpo. Non potevo, e non volevo, disperdere un solo grammo di energia. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Quello che si \u00e8 un po&#8217; perso negli ultimi anni nella narrativa italiana \u00e8 la voce. Gli editori stessi la cercano poco, il pi\u00f9 delle volte. Si vuole ottenere il risultato con il singolo libro. Ma un autore \u00e8 una voce, il pi\u00f9 possibile unica. Questo me lo disse Severino Cesari in uno dei nostri primi incontri. Mi rassicur\u00f2 che Einaudi Stile Libero mi voleva per la mia voce, unica. Questo fa un editore, secondo me. Cerca voci uniche. E non sar\u00e0 mai un vincolo, se mai un punto di forza, sapendolo gestire bene. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Non mi interessa mischiare politica e libri da autore, n\u00e9 da lettore. Credo che i libri siano un&#8217;evasione e un intrattenimento, forse il pi\u00f9 puro e il pi\u00f9 bello. I libri raccontano le storie. Almeno, io la vedo cos\u00ec. &nbsp; &nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[684,963,1126,1125,605],"class_list":["post-4742","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-cinque-domande-uno-stile","tag-einaudi-stile-libero","tag-lanno-in-cui-imparai-a-leggere","tag-marco-marsullo","tag-napoli"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4746,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4742\/revisions\/4746"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}