{"id":4761,"date":"2019-10-31T12:53:48","date_gmt":"2019-10-31T11:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4761"},"modified":"2023-04-24T20:19:48","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:48","slug":"claudio-morandini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/claudio-morandini\/","title":{"rendered":"Claudio Morandini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Claudio Morandini \u00e8 l\u2019ospite di oggi. Nato nel 1960 ad Aosta. Esordisce con il romanzo \u201cLe larve\u201d (2008, Pendragon). Con \u201cNeve, cane, piede\u201d (2017, Ex\u00f2rma) vince il Premio Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo il libro per ragazzi \u201cLe maschere di Pocacosa\u201d (2018, Salani) e l\u2019ultimo \u201cGli oscillanti\u201d (2019, Bompiani).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4762\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini.jpg\" alt=\"\" width=\"294\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini.jpg 960w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/morandini-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta a essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ti dir\u00f2, se hanno la maiuscola le idee mi mettono a disagio, possono invadere un libro e forzarlo in un\u2019unica direzione. Preferisco lavorare su ideuzze con la i minuscola, su spunti da poco, perch\u00e9 sono quelli che promettono i maggiori sviluppi, che si adattano alle metamorfosi pi\u00f9 sorprendenti \u2013 sorprendenti prima di tutto per me. Pensa ai temini di due o tre note di certe pagine di Beethoven e a quello che ne viene fuori. Non \u00e8 tanto l\u2019idea che conta, per me, sono le potenzialit\u00e0 nello sviluppo. Ricordi, frammenti di conversazioni captate per strada o in una sala d\u2019aspetto, pezzi di sogni, cose viste in giro, curiosando \u201csotto le pietre\u201d come dico sempre, ecco da dove parto di solito. A volte sono singole parole a diventare idee, paesaggi, o personaggi.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788845295515_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4763\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788845295515_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788845295515_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788845295515_0_221_0_75-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dipende, ogni volta \u00e8 una scoperta, a volte la parola che conclude arriva per caso, a volte dopo lunghe ricerche. In alcuni casi l\u2019ultima parola \u00e8 stata in realt\u00e0 la prima, e tutto ci\u00f2 che la precede si \u00e8 sviluppato a ritroso. In ogni caso, l\u2019ultima parola \u00e8 tale probabilmente solo a libro stampato: fino a quel momento niente \u00e8 sicuro, e il testo \u00e8 ancora fluido. E non \u00e8 davvero l\u2019ultima possibile: un romanzo o un racconto sono fatti, oltre che di ci\u00f2 che \u00e8 scritto, anche di tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto implicito, di pagine mancanti, o espunte, di percorsi non battuti ma possibili, di risonanze, di ci\u00f2 che viene in mente troppo tardi.<\/em><br \/>\n<em>Ne Gli oscillanti l\u2019ultima parola \u00e8 e non poteva che essere \u201claggi\u00f9\u201d: perch\u00e9 nella strana montagna che racconto io invece di salire si scende, e invece di alpinisti si incontrano speleologi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se c\u2019\u00e8 stato, non me lo ricordo, davvero. Ora per\u00f2, dopo tutti questi anni e dopo nove romanzi pubblicati, altri testi in via di pubblicazione e svariati racconti sparsi qua e l\u00e0, sento che la mia vita \u00e8 diventata un continuo tradurre ci\u00f2 che vivo e vedo e penso in parole, in frasi. Di fatto, ora non posso fare altro che \u201cscrivere\u201d, e in effetti scrivo sempre, anche quando non ho la penna in mano o le dita sulla tastiera. Non \u00e8 una necessit\u00e0 (tantomeno una vocazione, dio ce ne scampi), ma una condizione, costante, assorbente, fisiologica, impegnativa, spesso gratificante, talvolta esasperante, mai drammatica, mai penosa.<\/em><br \/>\n<em>Diciamo che \u00e8 il mio modo preferito di provare a trovare, in mezzo al caos della vita, un senso possibile ogni volta diverso, un ordine per quanto precario, o almeno una direzione.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788898848249_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4764\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788898848249_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788898848249_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/9788898848249_0_221_0_75-193x300.jpg 193w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 possibile che lo diventi, quando la ricerca della propria \u201cvoce\u201d diventa ricorso a manierismi facilmente identificabili. Comunque, \u00e8 fondamentale che si parli di stile \u2013 \u00e8 importante cio\u00e8 che chi si dedica alla scrittura non si dimentichi che sta lavorando con le parole, non con i fatti, e che anche i fatti in letteratura sono tradotti in parole, in suoni, segni, ritmi, tutti elementi che meritano ogni nostra attenzione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca a incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Credo che la letteratura inviti alla scoperta, alla pluralit\u00e0, alla molteplicit\u00e0, alla complessit\u00e0, all\u2019ambiguit\u00e0, al dubbio, all\u2019alterit\u00e0, alla crisi, e che in questo stia la sua forza anche \u201cpolitica\u201d (le virgolette sono d\u2019obbligo). La buona letteratura lo fa di striscio, indirettamente, sommessamente, polifonicamente, attraverso le allusioni, intessendo un reticolato di rimandi, richiamando il lettore al ruolo attivo e impegnativo di interprete. Se non lo fa, se non vuole farlo o non ci riesce, temo non sia letteratura, ma intrattenimento.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Claudio Morandini \u00e8 l\u2019ospite di oggi. Nato nel 1960 ad Aosta. Esordisce con il romanzo \u201cLe larve\u201d (2008, Pendragon). Con \u201cNeve, cane, piede\u201d (2017, Ex\u00f2rma) vince il Premio Procida, Isola di Arturo, Elsa Morante. Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo il libro per ragazzi \u201cLe maschere di Pocacosa\u201d (2018, Salani) e l\u2019ultimo \u201cGli oscillanti\u201d (2019, Bompiani). Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta a essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Ti dir\u00f2, se hanno la maiuscola le idee mi mettono a disagio, possono invadere un libro e forzarlo in un\u2019unica direzione. Preferisco lavorare su ideuzze con la i minuscola, su spunti da poco, perch\u00e9 sono quelli che promettono i maggiori sviluppi, che si adattano alle metamorfosi pi\u00f9 sorprendenti \u2013 sorprendenti prima di tutto per me. Pensa ai temini di due o tre note di certe pagine di Beethoven e a quello che ne viene fuori. Non \u00e8 tanto l\u2019idea che conta, per me, sono le potenzialit\u00e0 nello sviluppo. Ricordi, frammenti di conversazioni captate per strada o in una sala d\u2019aspetto, pezzi di sogni, cose viste in giro, curiosando \u201csotto le pietre\u201d come dico sempre, ecco da dove parto di solito. A volte sono singole parole a diventare idee, paesaggi, o personaggi. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Dipende, ogni volta \u00e8 una scoperta, a volte la parola che conclude arriva per caso, a volte dopo lunghe ricerche. In alcuni casi l\u2019ultima parola \u00e8 stata in realt\u00e0 la prima, e tutto ci\u00f2 che la precede si \u00e8 sviluppato a ritroso. In ogni caso, l\u2019ultima parola \u00e8 tale probabilmente solo a libro stampato: fino a quel momento niente \u00e8 sicuro, e il testo \u00e8 ancora fluido. E non \u00e8 davvero l\u2019ultima possibile: un romanzo o un racconto sono fatti, oltre che di ci\u00f2 che \u00e8 scritto, anche di tutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto implicito, di pagine mancanti, o espunte, di percorsi non battuti ma possibili, di risonanze, di ci\u00f2 che viene in mente troppo tardi. Ne Gli oscillanti l\u2019ultima parola \u00e8 e non poteva che essere \u201claggi\u00f9\u201d: perch\u00e9 nella strana montagna che racconto io invece di salire si scende, e invece di alpinisti si incontrano speleologi. C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Se c\u2019\u00e8 stato, non me lo ricordo, davvero. Ora per\u00f2, dopo tutti questi anni e dopo nove romanzi pubblicati, altri testi in via di pubblicazione e svariati racconti sparsi qua e l\u00e0, sento che la mia vita \u00e8 diventata un continuo tradurre ci\u00f2 che vivo e vedo e penso in parole, in frasi. Di fatto, ora non posso fare altro che \u201cscrivere\u201d, e in effetti scrivo sempre, anche quando non ho la penna in mano o le dita sulla tastiera. Non \u00e8 una necessit\u00e0 (tantomeno una vocazione, dio ce ne scampi), ma una condizione, costante, assorbente, fisiologica, impegnativa, spesso gratificante, talvolta esasperante, mai drammatica, mai penosa. Diciamo che \u00e8 il mio modo preferito di provare a trovare, in mezzo al caos della vita, un senso possibile ogni volta diverso, un ordine per quanto precario, o almeno una direzione. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? \u00c8 possibile che lo diventi, quando la ricerca della propria \u201cvoce\u201d diventa ricorso a manierismi facilmente identificabili. Comunque, \u00e8 fondamentale che si parli di stile \u2013 \u00e8 importante cio\u00e8 che chi si dedica alla scrittura non si dimentichi che sta lavorando con le parole, non con i fatti, e che anche i fatti in letteratura sono tradotti in parole, in suoni, segni, ritmi, tutti elementi che meritano ogni nostra attenzione. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca a incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Credo che la letteratura inviti alla scoperta, alla pluralit\u00e0, alla molteplicit\u00e0, alla complessit\u00e0, all\u2019ambiguit\u00e0, al dubbio, all\u2019alterit\u00e0, alla crisi, e che in questo stia la sua forza anche \u201cpolitica\u201d (le virgolette sono d\u2019obbligo). La buona letteratura lo fa di striscio, indirettamente, sommessamente, polifonicamente, attraverso le allusioni, intessendo un reticolato di rimandi, richiamando il lettore al ruolo attivo e impegnativo di interprete. Se non lo fa, se non vuole farlo o non ci riesce, temo non sia letteratura, ma intrattenimento.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[635,1145,684,1143,1142,1141,1144,1146],"class_list":["post-4761","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-bompiani","tag-cane","tag-cinque-domande-uno-stile","tag-exorma","tag-gli-oscillanti","tag-morandini","tag-neve","tag-piede"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4761"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4761\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4765,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4761\/revisions\/4765"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}