{"id":4807,"date":"2019-11-20T21:06:25","date_gmt":"2019-11-20T20:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4807"},"modified":"2023-04-24T20:19:46","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:46","slug":"roberto-saporito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/roberto-saporito\/","title":{"rendered":"Roberto Saporito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo &#8220;Come una barca sul cemento&#8221; (2019, Arkadia &#8211; Sidekar) che esce oggi, &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Roberto Saporito.&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/190735_1843053683549_3944764_n.jpg\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4809\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/190735_1843053683549_3944764_n.jpg\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/190735_1843053683549_3944764_n.jpg 661w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/190735_1843053683549_3944764_n-300x217.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">[foto di Chiara Viberti]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensazione \u00e8 la consapevolezza di essere ancora in grado di scrivere una storia, \u00e8 una sorta di splendida epifania, e quando ci\u00f2 accade devo subito scrivere quello che potrebbe essere, e spesso lo \u00e8, l\u2019incipit del romanzo o racconto che, forse, scriver\u00f2, perch\u00e9 l\u2019idea in embrione magari rimane l\u00ec, a prendere la polvere per un sacco di tempo, perch\u00e9, come spesso accade sto lavorando a un\u2019altra storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 una sorta di incubo, appena metto fine a un romanzo ho la sensazione, forte, fortissima, che non sar\u00f2 pi\u00f9 in grado di scrivere altro, che la parola fine pu\u00f2 in qualche modo far cessare anche la mia creativit\u00e0, \u00e8 per quello che spesso lavoro a pi\u00f9 di un cantiere di scrittura, per non rimanere senza storie da raccontare.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/76767491_10219254029528991_6696536811184848896_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-4810\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/76767491_10219254029528991_6696536811184848896_n.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/76767491_10219254029528991_6696536811184848896_n.jpg 640w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/76767491_10219254029528991_6696536811184848896_n-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 260px) 100vw, 260px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Io ho iniziato a scrivere, e a leggere in maniere consapevole, quando ho finito le superiori e mi sono trasferito a Torino per studiare all\u2019universit\u00e0. Praticamente il giorno dopo che ho lasciato la mia piccola citt\u00e0 mi \u00e8 nato questo bisogno di mettere nero su bianco \u201cqualcosa\u201d, anche se non sapevo ancora esattamente cosa. Era tutto molto vago, ma \u201cdovevo farlo\u201d, \u201cdovevo scrivere\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile \u00e8 una cosa che si acquisisce col tempo, lo si affina scrivendo e leggendo molto, ma, almeno per me, \u00e8 una questione naturale, al limite del fisiologico, quindi non mi metto a tavolino e dico adesso scrivo una storia con \u201cquesto\u201d stile, ma mi metto a scrivere e basta, con pochissima premeditazione. Lo stile \u00e8 parte di me, sono io. La riconoscibilit\u00e0 autoriale \u00e8 fondamentale. E\u2019 l\u2019aspirazione massima per uno scrittore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tutto \u00e8 politica, niente \u00e8 politica. Detto questo, in tale e molto particolare periodo storico la letteratura incide pochissimo nella societ\u00e0, la letteratura \u00e8 l\u2019ultima ruota di un carro in veloce decadenza. Interessa, veramente, a pochissima gente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della pubblicazione del suo ultimo romanzo &#8220;Come una barca sul cemento&#8221; (2019, Arkadia &#8211; Sidekar) che esce oggi, &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Roberto Saporito.&nbsp; [foto di Chiara Viberti] Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? La sensazione \u00e8 la consapevolezza di essere ancora in grado di scrivere una storia, \u00e8 una sorta di splendida epifania, e quando ci\u00f2 accade devo subito scrivere quello che potrebbe essere, e spesso lo \u00e8, l\u2019incipit del romanzo o racconto che, forse, scriver\u00f2, perch\u00e9 l\u2019idea in embrione magari rimane l\u00ec, a prendere la polvere per un sacco di tempo, perch\u00e9, come spesso accade sto lavorando a un\u2019altra storia. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? \u00c8 una sorta di incubo, appena metto fine a un romanzo ho la sensazione, forte, fortissima, che non sar\u00f2 pi\u00f9 in grado di scrivere altro, che la parola fine pu\u00f2 in qualche modo far cessare anche la mia creativit\u00e0, \u00e8 per quello che spesso lavoro a pi\u00f9 di un cantiere di scrittura, per non rimanere senza storie da raccontare. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Io ho iniziato a scrivere, e a leggere in maniere consapevole, quando ho finito le superiori e mi sono trasferito a Torino per studiare all\u2019universit\u00e0. Praticamente il giorno dopo che ho lasciato la mia piccola citt\u00e0 mi \u00e8 nato questo bisogno di mettere nero su bianco \u201cqualcosa\u201d, anche se non sapevo ancora esattamente cosa. Era tutto molto vago, ma \u201cdovevo farlo\u201d, \u201cdovevo scrivere\u201d. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile \u00e8 una cosa che si acquisisce col tempo, lo si affina scrivendo e leggendo molto, ma, almeno per me, \u00e8 una questione naturale, al limite del fisiologico, quindi non mi metto a tavolino e dico adesso scrivo una storia con \u201cquesto\u201d stile, ma mi metto a scrivere e basta, con pochissima premeditazione. Lo stile \u00e8 parte di me, sono io. La riconoscibilit\u00e0 autoriale \u00e8 fondamentale. E\u2019 l\u2019aspirazione massima per uno scrittore. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Tutto \u00e8 politica, niente \u00e8 politica. Detto questo, in tale e molto particolare periodo storico la letteratura incide pochissimo nella societ\u00e0, la letteratura \u00e8 l\u2019ultima ruota di un carro in veloce decadenza. Interessa, veramente, a pochissima gente. 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