{"id":4885,"date":"2020-01-08T13:03:50","date_gmt":"2020-01-08T12:03:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4885"},"modified":"2023-04-24T20:19:44","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:44","slug":"angelo-orlando-meloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/angelo-orlando-meloni\/","title":{"rendered":"Angelo Orlando Meloni"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Angelo Orlando Meloni, scrittore siciliano, in libreria con il suo ultimo &#8220;Santi, poeti e commissari tecnici&#8221; (2019, Miraggi Edizioni).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/angelo-orlando-meloni-313623.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4886\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/angelo-orlando-meloni-313623.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 una sensazione molto eccitante. Ci si sente vivi, felici. Poi dopo arriver\u00e0 il lavoro e la fatica e la voglia di scomparire, per non parlare dei dubbi, delle porte in faccia, degli incubi per una virgola fuori posto o per una recensione in pi\u00f9 o in meno, ma quando arriva l\u2019idea \u00e8 davvero super. Per\u00f2 bisogna considerare che all\u2019inizio scrivi solo per te stesso, che \u00e8 anche uno e non l\u2019unico dei motivi per cui i primi scritti spesso fanno vomitare. Poi le sensazioni cambiano, se riesci a pubblicare qualcosa la prospettiva si allarga, ci sono tanti elementi che entrano in gioco. E ci\u00f2 pu\u00f2 essere bellissimo e pu\u00f2 essere devastante, le esperienze grottesche sono sempre dietro l\u2019angolo. Alla fin fine, per\u00f2, si scrive perch\u00e9 si \u00e8 letto, la lettura \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante o dovrebbe esserlo, quella a cui sono legate le sensazioni pi\u00f9 pure e pi\u00f9 forti, i ricordi migliori. Mal sopporto gli pseudo-scrittori con il classico parco letture standard da neolaureato convinti di saperla lunga o gli aspiranti qualche cosa che non hanno letto niente, ma vorrebbero scrivere chiss\u00e0 che\u2026 per non parlare degli sgangherati intellettuali di provincia che parlano solo di classici. Ormai lo abbiamo sgamato che l\u2019affermazione \u201cleggo solo classici\u201d \u00e8 una copertura, chi dice cos\u00ec non entra in una libreria da secoli.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>Semmai \u00e8 eccitante, come ho gi\u00e0 detto. Viene voglia di festeggiare, di fare la break dance, di ascoltare Powerslave degli Iron Maiden a tutto volume, ma di sicuro questa consapevolezza non \u00e8 necessaria. La letteratura non \u00e8 necessit\u00e0, non \u00e8 urgenza, non \u00e8 chiamata alla armi, non \u00e8 vocazione. Tutto quell\u2019armamentario metaforico l\u00ec \u00e8 fuffa, secondo me, sono formulette prive di significato. Una chiave inglese, una scala, un paio di calze servono a qualcosa, e possono essere anche oggetti con una loro bellezza, per carit\u00e0, ma principalmente sono utili, il loro scopo \u00e8 evidente, a seconda dei casi addirittura necessario. E invece la letteratura \u00e8 una cosa inutile, non serve a niente. \u00c8 superflua e per questo bellissima.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<em>Semmai \u201cvoglio\u201d scrivere. Ma per provare cosa, poi\u2026 boh. Avrei potuto fare altro, sarei stato la stessa persona, forse. O forse no, nessuno pu\u00f2 dirlo. Ma la letteratura, come dicevo su, \u00e8 una cosa priva di senso, molto aleatoria, difficile da afferrare. \u00c8 qualcosa che si ama alla follia e che non serve a niente. A parte che distruggere alcune vite; e salvarne altre.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/9788833860718_0_221_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4887\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/9788833860718_0_221_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/9788833860718_0_221_0_75.jpg 221w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/9788833860718_0_221_0_75-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>Sicuramente \u00e8 un vincolo, un limite, una prigione e un cilicio per tutti quelli che ancora si fanno le pippe con la letteratura di serie A e la contrappongono alla letteratura di genere. Ma contenti loro, contenti tutti\u2026 di sicuro la storia della letteratura \u00e8 piena di scilinguagnolari che hanno riempito migliaia di pagine con milioni di parole superflue e che per una combinazione di fattori, tra cui non ultima una dose di psicopatologie assortite, sono state scambiate per arte immortale dall\u2019esercito di bastian contrari artistoidi che popola le nostre citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<em>La letteratura non conta pi\u00f9 come un tempo e dovremmo farcene una ragione. Sarebbe interessante starcene di nascosto a vedere l\u2019effetto che fa, per\u00f2, se per esempio questi youtubari che vendono milioni di copie cominciassero a parlare anche del mondo che li circonda, prendendo posizioni su quello che accade, intendo. Ma per farlo ci vuole coraggio, cultura, anche spregiudicatezza; e non tutti ne sono dotati. Bisognerebbe avere una preparazione di base e saper fare cose come indicare la posizione dell\u2019Italia nella cartina geografica o ricordarsi in che secolo siamo, per non parlare delle tabelline e di altre nozioni che non tutti ormai possiedono.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Angelo Orlando Meloni, scrittore siciliano, in libreria con il suo ultimo &#8220;Santi, poeti e commissari tecnici&#8221; (2019, Miraggi Edizioni). &nbsp; Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? \u00c8 una sensazione molto eccitante. Ci si sente vivi, felici. Poi dopo arriver\u00e0 il lavoro e la fatica e la voglia di scomparire, per non parlare dei dubbi, delle porte in faccia, degli incubi per una virgola fuori posto o per una recensione in pi\u00f9 o in meno, ma quando arriva l\u2019idea \u00e8 davvero super. Per\u00f2 bisogna considerare che all\u2019inizio scrivi solo per te stesso, che \u00e8 anche uno e non l\u2019unico dei motivi per cui i primi scritti spesso fanno vomitare. Poi le sensazioni cambiano, se riesci a pubblicare qualcosa la prospettiva si allarga, ci sono tanti elementi che entrano in gioco. E ci\u00f2 pu\u00f2 essere bellissimo e pu\u00f2 essere devastante, le esperienze grottesche sono sempre dietro l\u2019angolo. Alla fin fine, per\u00f2, si scrive perch\u00e9 si \u00e8 letto, la lettura \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante o dovrebbe esserlo, quella a cui sono legate le sensazioni pi\u00f9 pure e pi\u00f9 forti, i ricordi migliori. Mal sopporto gli pseudo-scrittori con il classico parco letture standard da neolaureato convinti di saperla lunga o gli aspiranti qualche cosa che non hanno letto niente, ma vorrebbero scrivere chiss\u00e0 che\u2026 per non parlare degli sgangherati intellettuali di provincia che parlano solo di classici. Ormai lo abbiamo sgamato che l\u2019affermazione \u201cleggo solo classici\u201d \u00e8 una copertura, chi dice cos\u00ec non entra in una libreria da secoli. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Semmai \u00e8 eccitante, come ho gi\u00e0 detto. Viene voglia di festeggiare, di fare la break dance, di ascoltare Powerslave degli Iron Maiden a tutto volume, ma di sicuro questa consapevolezza non \u00e8 necessaria. La letteratura non \u00e8 necessit\u00e0, non \u00e8 urgenza, non \u00e8 chiamata alla armi, non \u00e8 vocazione. Tutto quell\u2019armamentario metaforico l\u00ec \u00e8 fuffa, secondo me, sono formulette prive di significato. Una chiave inglese, una scala, un paio di calze servono a qualcosa, e possono essere anche oggetti con una loro bellezza, per carit\u00e0, ma principalmente sono utili, il loro scopo \u00e8 evidente, a seconda dei casi addirittura necessario. E invece la letteratura \u00e8 una cosa inutile, non serve a niente. \u00c8 superflua e per questo bellissima. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Semmai \u201cvoglio\u201d scrivere. Ma per provare cosa, poi\u2026 boh. Avrei potuto fare altro, sarei stato la stessa persona, forse. O forse no, nessuno pu\u00f2 dirlo. Ma la letteratura, come dicevo su, \u00e8 una cosa priva di senso, molto aleatoria, difficile da afferrare. \u00c8 qualcosa che si ama alla follia e che non serve a niente. A parte che distruggere alcune vite; e salvarne altre. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Sicuramente \u00e8 un vincolo, un limite, una prigione e un cilicio per tutti quelli che ancora si fanno le pippe con la letteratura di serie A e la contrappongono alla letteratura di genere. Ma contenti loro, contenti tutti\u2026 di sicuro la storia della letteratura \u00e8 piena di scilinguagnolari che hanno riempito migliaia di pagine con milioni di parole superflue e che per una combinazione di fattori, tra cui non ultima una dose di psicopatologie assortite, sono state scambiate per arte immortale dall\u2019esercito di bastian contrari artistoidi che popola le nostre citt\u00e0. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura non conta pi\u00f9 come un tempo e dovremmo farcene una ragione. Sarebbe interessante starcene di nascosto a vedere l\u2019effetto che fa, per\u00f2, se per esempio questi youtubari che vendono milioni di copie cominciassero a parlare anche del mondo che li circonda, prendendo posizioni su quello che accade, intendo. Ma per farlo ci vuole coraggio, cultura, anche spregiudicatezza; e non tutti ne sono dotati. Bisognerebbe avere una preparazione di base e saper fare cose come indicare la posizione dell\u2019Italia nella cartina geografica o ricordarsi in che secolo siamo, per non parlare delle tabelline e di altre nozioni che non tutti ormai possiedono. 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