{"id":4906,"date":"2020-01-24T14:22:12","date_gmt":"2020-01-24T13:22:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=4906"},"modified":"2023-04-24T20:19:43","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:43","slug":"massimiliano-governi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/massimiliano-governi\/","title":{"rendered":"Massimiliano Governi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Massimiliano Governi, romano. Esordisce nel 1995 con \u201cIl calciatore\u201d (Baldini e Castoldi), partecipa alla fortunata raccolta di narratori \u201cGiovent\u00f9 cannibale\u201d (Einaudi). Il superstite, 2018 (E\/O) \u00e8 il suo ultimo lavoro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/massimilianogoverni.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4907\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/massimilianogoverni.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/massimilianogoverni.jpg 900w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/massimilianogoverni-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/massimilianogoverni-768x584.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un\u2019idea per me non \u00e8 niente, uno scrittore deve diffidare delle idee, deve imparare a buttarle, o a dimenticarsene. Quando qualcuno mi dice: ho avuto un\u2019idea, io gi\u00e0 diffido di lui. Quindi non mi d\u00e0 nessuna emozione avere un\u2019idea, o trovare una storia. Comincio per\u00f2 a eccitarmi quando sento che, scrivendo, la lingua gira bene, come una trottola. E di solito gira finch\u00e9 ci si gioca, come fosse una trottola semplice o una trottola caleidoscopica. In quel caso \u00e8 una bella sensazione.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ilsuperstite.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4908\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ilsuperstite.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"283\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ilsuperstite.jpg 492w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/ilsuperstite-199x300.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019ultima parola \u00e8 importantissima. Riassume il senso di tutta la storia. E\u2019 quella, solo quella, tutte le altre sono sbagliate, ma sta a te trovarla. Nell\u2019ultimo libro che ho appena finito, un noir, sapevo che l\u2019ultima parola doveva essere \u2018buio\u2019. E sono andato, fin dall\u2019inizio, alla conquista e alla giustificazione di quella parola.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai pensato, \u201cdevo scrivere\u201d. Anzi, ho passato gli anni a evitare quel momento. Mi ricordo per\u00f2 l\u2019istante in cui ho battuto sulla tastiera l\u2019ultima parola del mio primo libro , cio\u00e8 \u2018cielo\u2019 \u2013 e ho pensato: \u201cho finito di scrivere un libro\u201d. E\u2019 stato come quando da bambino raccolsi un sasso da terra e pronunciai per la prima volta il mio nome e il mio cognome, sentendo il dolore di scoprirmi un\u2019individualit\u00e0 separata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>No, anzi, per me lo stile \u00e8 tutto. Lo pensava anche Flaubert. Non capisco quando qualche critico dice che succede poco in quel libro. Lo stile \u00e8 gi\u00e0 \u2018un succedere\u2019 in letteratura.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Insomma, da quando (e \u00e8 da tanto) ogni gesto \u00e8 politico, la tentazione \u00e8 che scrivere non lo sia. Ma che sia gesto egoista, coraggiosamente singolare.<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Massimiliano Governi, romano. Esordisce nel 1995 con \u201cIl calciatore\u201d (Baldini e Castoldi), partecipa alla fortunata raccolta di narratori \u201cGiovent\u00f9 cannibale\u201d (Einaudi). Il superstite, 2018 (E\/O) \u00e8 il suo ultimo lavoro. Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Un\u2019idea per me non \u00e8 niente, uno scrittore deve diffidare delle idee, deve imparare a buttarle, o a dimenticarsene. Quando qualcuno mi dice: ho avuto un\u2019idea, io gi\u00e0 diffido di lui. Quindi non mi d\u00e0 nessuna emozione avere un\u2019idea, o trovare una storia. Comincio per\u00f2 a eccitarmi quando sento che, scrivendo, la lingua gira bene, come una trottola. 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