{"id":495,"date":"2011-04-06T14:38:18","date_gmt":"2011-04-06T13:38:18","guid":{"rendered":"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/?p=495"},"modified":"2015-04-19T16:59:34","modified_gmt":"2015-04-19T14:59:34","slug":"galleggiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/galleggiano\/","title":{"rendered":"Galleggiano e non hanno parole"},"content":{"rendered":"<p><center><br \/>\n<a href=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/simbolo_mareagitato.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-557\" title=\"simbolo_mareagitato\" src=\"http:\/\/vagabondoebbro.altervista.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/04\/simbolo_mareagitato-300x106.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"106\" \/><\/a><\/center><\/p>\n<p align=\"justify\">Galleggiano e non hanno parole. Non hanno respiro, rimpianto, rimorso e neppure colore.<br \/>\nGalleggiano e ci stanno a sentire. E imprechiamo con le braccia tese verso il mare, a raccoglierli in massa, a tirarli nel secco. Mentre il sole zampilla tra le onde invadenti che scuotono le nostre gambe pi\u00f9 d&#8217;ogni altra tempesta.<br \/>\nMio padre pescava prima che l&#8217;alba nascesse, e suo padre, come ancora a ritroso generazioni perdute nel vento.<br \/>\nMio padre aveva labbra screpolate, e mani dai calli evidenti bruciati dal sole impudente. E aveva dita scarne mio padre, e muscoli tirati senza filo di grasso e il petto minuto e lo sguardo nascosto. E piedi arcuati a far conca tra le onde, per rendere stabile il cammino nell&#8217;acque. Con occhi grandi da veder nella notte fissava in basso, come a volere pescare di continuo la terra. Ma la terra non vede tempesta, seppellisce i suoi corpi e non li torna indietro.<br \/>\nSulla terra rimaniamo senza galleggiare, pieni di parole.<br \/>\nPer mare si va, si attende, consapevoli che nulla trattiene per s\u00e8.<br \/>\nI frutti del mare ci davano da mangiare, e l&#8217;odore del sale mio padre se lo portava fin dentro casa.<br \/>\nHo vissuto per anni con quel sentore di mare, tanto da non pensarci pi\u00f9, perso tra i miei libri e gli anni di studio trascorsi in collina.<br \/>\nLontano dall&#8217;eco della risacca, dal vento che smuove la sabbia e ti chiude lo sguardo, dal fulmine che squarcia la notte e disegna un orizzonte che non sai mai quant&#8217;\u00e8 distante.<br \/>\nDa qualche parte \u00e8 stato detto che tutto ritorna, e se siamo stati cenere cenere saremo e se siamo stati terra terra diventeremo.<br \/>\nIo sono stato mare e nel mare sono ritornato, senza riuscire a sfuggire al destino.<br \/>\nCon una divisa diversa, senza le mani protese al pescato, senza che il mio fiuto carpisse gli umori del vento, attendendo la tempesta nelle giornate di sole.<br \/>\nMio padre era un pescatore, io un marinaio, capitano di corvetta.<br \/>\nMio padre pescava solcando le onde, calando le reti, violando le acque.<br \/>\nLoro galleggiano e non servono reti, e non serve neppure violare le acque.<br \/>\nIo me ne resto sul secco, senza odore di sale sulla pelle, e pesco inermi senza colore, rimpianto, rimorso.<br \/>\nE per quanto ne abbia di parole in corpo o ne possa copiare so che non devo lasciarle nel mare.<br \/>\nHo imparato da mio padre che me le restituir\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galleggiano e non hanno parole. 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Per mare si va, si attende, consapevoli che nulla trattiene per s\u00e8. I frutti del mare ci davano da mangiare, e l&#8217;odore del sale mio padre se lo portava fin dentro casa. Ho vissuto per anni con quel sentore di mare, tanto da non pensarci pi\u00f9, perso tra i miei libri e gli anni di studio trascorsi in collina. Lontano dall&#8217;eco della risacca, dal vento che smuove la sabbia e ti chiude lo sguardo, dal fulmine che squarcia la notte e disegna un orizzonte che non sai mai quant&#8217;\u00e8 distante. Da qualche parte \u00e8 stato detto che tutto ritorna, e se siamo stati cenere cenere saremo e se siamo stati terra terra diventeremo. Io sono stato mare e nel mare sono ritornato, senza riuscire a sfuggire al destino. Con una divisa diversa, senza le mani protese al pescato, senza che il mio fiuto carpisse gli umori del vento, attendendo la tempesta nelle giornate di sole. Mio padre era un pescatore, io un marinaio, capitano di corvetta. 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