{"id":5046,"date":"2020-04-04T10:56:33","date_gmt":"2020-04-04T08:56:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5046"},"modified":"2020-04-04T10:56:33","modified_gmt":"2020-04-04T08:56:33","slug":"diversamente-abili-comunemente-fragili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/diversamente-abili-comunemente-fragili\/","title":{"rendered":"Diversamente abili comunemente fragili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5047\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/index.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo fatti di parole e nelle parole segniamo la differenza. Dire in un contesto del genere di essere in guerra \u00e8 abusare delle parole, e in questo caso della parola.<br \/>\nGuerra \u00e8 altro. La guerra \u00e8 qualcosa che ti entra dentro, fino a casa a strappartela di netto quella casa a tranciare d&#8217;impatto le vite d&#8217;ognuno senza che spesso se ne abbia consapevolezza.<br \/>\nLa guerra \u00e8 privazione e abbattimento delle libert\u00e0 in uno stato pressoch\u00e9 definitivo.<br \/>\nLa pandemia che viviamo \u00e8 ben altro, difficile da affrontare senza dubbio, ma fortunatamente distante dallo stato di guerra.<br \/>\nE quest&#8217;insistere sulla terminologia guerresca tende come sempre ad unire contro il nemico. Perch\u00e9 per natura l&#8217;uomo si compatta se vede un nemico all&#8217;orizzonte.<br \/>\nMa un nemico non c&#8217;\u00e8. Una malattia o qualcosa che una malattia pu\u00f2 generare non \u00e8 un nemico, \u00e8 semplicemente un evento &#8211; doloroso, di certo &#8211; da affrontare, non combattere.<br \/>\nNon si combatte una malattia, la si affronta, la si contrasta &#8211; nelle accezioni mediche e farmacologiche &#8211; o vi si convive alla fine, quando ogni possibilit\u00e0 di guarire \u00e8 preclusa.<br \/>\nIn questo caso dobbiamo imparare a convivere, adottando le precauzioni del caso, rimodulando gli stili di vita. La resistenza che si invoca non \u00e8 di carattere personale o sanitario, sia ben chiaro, ma semplicemente economico. Dobbiamo in qualche modo resistere affinch\u00e9 quel castello di consumi che abbiamo concorso a costruire resista a quest&#8217;immane botta subita.<br \/>\nResista affinch\u00e9 non ci siano rovine da rimettere in piedi ma pareti crepate da ristrutturare.<br \/>\nAltra questione la prigionia. Cos&#8217;\u00e8 essere prigionieri? Restarsene a casa forse? Non direi. Non potersi scolare qualche birra al bar? Non direi. Non potersi fregiare dell&#8217;ultima suppellettile prodotta? Non credo.<br \/>\nAl netto dei nervi scoperti viene fuori il tendine pi\u00f9 abusato e sfilacciato. L&#8217;incapacit\u00e0 di vivere la comunit\u00e0 per quello che \u00e8. Qualcosa di comune, in cui in maniera solidale ci si d\u00e0 tutti una mano, per quanto singolarmente possibile. Comunit\u00e0 \u00e8 armonia di suoni diversi in cui ciascuno concorre a disegnarne la figura.<br \/>\nFortunatamente non sar\u00e0 una questione definitiva, ma transitoria. Il rifugio delle nostre case &#8211; per chi ne ha possibilit\u00e0 &#8211; \u00e8 momentaneo. La compressione cui tutti siamo direttamente o in via indiretta costretti si riduce a qualche settimana. Non c&#8217;\u00e8 una compressione definitiva, cos\u00ec come accade per chi \u00e8 e resta prigioniero del proprio corpo, incapace di effettuare i bench\u00e9 minimi movimenti.<br \/>\nSiamo adesso tutti diversamente abili, di abilit\u00e0 differenti rispetto al solito modo di vivere. E non \u00e8 una questione di riscoperta di valori differenti, perch\u00e9 se cos\u00ec la si pensa, allora si dovrebbe riconsiderare tutto il vissuto precedente per il quale non si \u00e8 avuta la capacit\u00e0 di riflettere sulle questioni importanti che riguardano la vita e il mondo.<br \/>\nNon ne usciremo migliori, ne usciremo in qualche modo per ci\u00f2 che siamo capaci di fare o non fare, essere o non essere.<br \/>\nE non \u00e8 un bel dilemma da teatro \u00e8 una questione epocale che ci trova piccoli, fragili e impreparati.<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo fatti di parole e nelle parole segniamo la differenza. 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L&#8217;incapacit\u00e0 di vivere la comunit\u00e0 per quello che \u00e8. Qualcosa di comune, in cui in maniera solidale ci si d\u00e0 tutti una mano, per quanto singolarmente possibile. Comunit\u00e0 \u00e8 armonia di suoni diversi in cui ciascuno concorre a disegnarne la figura. Fortunatamente non sar\u00e0 una questione definitiva, ma transitoria. Il rifugio delle nostre case &#8211; per chi ne ha possibilit\u00e0 &#8211; \u00e8 momentaneo. La compressione cui tutti siamo direttamente o in via indiretta costretti si riduce a qualche settimana. Non c&#8217;\u00e8 una compressione definitiva, cos\u00ec come accade per chi \u00e8 e resta prigioniero del proprio corpo, incapace di effettuare i bench\u00e9 minimi movimenti. Siamo adesso tutti diversamente abili, di abilit\u00e0 differenti rispetto al solito modo di vivere. 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