{"id":5306,"date":"2021-05-07T13:26:20","date_gmt":"2021-05-07T11:26:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5306"},"modified":"2021-05-10T20:41:26","modified_gmt":"2021-05-10T18:41:26","slug":"danubio-di-magris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/danubio-di-magris\/","title":{"rendered":"Danubio di Magris"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Claudio Magris, 1984 \u2013 Garzanti \u2013 pp. 474 \u2013 \u20ac 10,00.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5307\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris.jpg\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris.jpg 928w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris-703x1024.jpg 703w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Danubio-Magris-768x1119.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 186px) 100vw, 186px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diario di viaggio, romanzo, saggio al seguito di un fiume, del fiume d\u2019Europa, che pi\u00f9 d\u2019ogni altro luogo ha raccolto storie, aneddoti, dolori, tragedie, rivoluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abForse scrivere significa colmare gli spazi bianchi dell\u2019esistenza, quel nulla che si apre d\u2019improvviso nelle ore e nei giorni, fra gli oggetti della camera, risucchiandoli in una desolazione e in un\u2019insignificanza infinita. La paura, ha scritto Canetti, inventa dei nomi per distrarsi; il viaggiatore legge e annota nomi nelle stazioni che oltrepassa col suo treno, sugli angoli delle strade dove lo portano i suoi passi, e procede un po\u2019 sollevato, soddisfatto di quell\u2019ordine e di quella scansione del niente.\u00bb [p.36]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSi vivono come contemporanei eventi accaduti da molti anni o da decenni, e si sentono lontanissimi, definitivamente cancellati, fatti e sentimenti vecchi di un mese. Il tempo si assottiglia, si allunga, si contrae, si rapprende in grumi che sembra di toccare con mano o si dissolve come banchi di nebbia che si dirada e svanisce nel nulla; \u00e8 come se avesse molti binari, che s\u2019intersecano e si divaricano, sui quali esso corre in direzioni differenti e contrarie. Da qualche anno il 1918 si \u00e8 riavvicinato; la fine dell\u2019impero absburgico, gi\u00e0 svanita nel passato, \u00e8 ritornata presente, oggetto di appassionate dispute. Non c\u2019\u00e8 un unico treno del tempo, che porta in un\u2019unica direzione a velocit\u00e0 costante; ogni tanto s\u2019incrocia un altro treno, che viene incontro dalla parte opposta, dal passato, e per un certo tratto quel passato ci \u00e8 accanto, \u00e8 al nostro fianco, nel nostro presente. Le unit\u00e0 del tempo \u2013 quelle che i manuali di storia classificano, per esempio, come il periodo quaternario o l\u2019et\u00e0 augustea e le cronache della nostra esistenza come gli anni di liceo o l\u2019era dell\u2019amore per una persona \u2013 sono misteriose, difficilmente commensurabili.\u00bb [p.41]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa persuasione, ha scritto Michelstaedter, \u00e8 il possesso presente della propria vita e della propria persona, la capacit\u00e0 di vivere a fondo l\u2019istante senza l\u2019assillo smanioso di bruciarlo presto, di adoperarlo e usarlo in vista di un futuro che arrivi pi\u00f9 rapidamente possibile e dunque di distruggerlo nell\u2019attesa che la vita, tutta la vita, passi velocemente. Chi non \u00e8 persuaso consuma la propria persona nell\u2019attesa di un risultato che ha sempre da venire, che non \u00e8 mai. La vita come mancanza, come deesse, annientata di continuo nella speranza che la difficile ora presente sia gi\u00e0 trascorsa, affinch\u00e9 sia cessata l\u2019influenza, superato l\u2019esame, celebrato il matrimonio o registrato il divorzio, terminato un lavoro, arrivate le ferie, giunto il responso del medico. Se spera sperando \/ che vegnar\u00e0 l\u2019ora \/ de andar in malora \/ per pi\u00f9 no sperar.\u00bb [p.72]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMa proprio per questo aveva capito che l\u2019eccezionale, l\u2019abnorme, il drammatico, vagheggiati da chi desidera un destino eroico e fuori del comune, hanno tutta la miseria della sofferenza e nient\u2019altro.\u00bb [p.151]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa letteratura \u00e8 un sistema di manutenzione; non le bastano alcune righe assolute, ma ha bisogno di un ingranaggio produttivo, non importa se di pagine geniali o banali, per costruire su di esso la sua catena di distribuzione, il ciclo delle edizioni, recensioni, tesi di laurea, dibattiti, premi, manuali scolastici, conferenze.\u00bb [p.157]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMa la vera letteratura non \u00e8 quella che lusinga il lettore, confermandolo nei suoi pregiudizi e nelle sue sicurezze, bens\u00ec quella che lo incalza e lo pone in difficolt\u00e0, che lo costringe a rifare i conti col suo mondo e con le sue certezze.\u00bb [p.183]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa destra \u00e8 patriottica, ma spara pi\u00f9 spesso e volentieri sui propri connazionali che sugli invasori della patria.\u00bb [p.231]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCome dice la targa, al posto dell\u2019attuale edificio al numero 15 della Schwarzspanierstrasse, ora custodito da un\u2019intrattabile portinaia che mi caccia subito a male parole, c\u2019era, sino al 1904, la casa in cui \u00e8 morto Beethoven [&#8230;] Alla fine resta solo questo, lo sguardo indietro che si accorge del niente.\u00bb [p.242]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa genericit\u00e0 della musica non cancella la struggente individualit\u00e0 della voce che la intona, come l\u2019uniformit\u00e0 della vita non offusca l\u2019intensit\u00e0 con la quale il singolo la vive.\u00bb [p244]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abColtivava le cose ultime ed essenziali, consapevole che la persona \u00e8 costituita dai valori in cui essa crede e che stampano nel suo volto l\u2019impronta della loro nobilt\u00e0 o della loro volgarit\u00e0; l\u2019anima si tinge delle immagini che in essa si formano, annotava, e il valore di ciascuno \u00e8 in stretto rapporto col valore delle cose alle quali ha dato importanza. \u00c8 forse l\u2019intuizione pi\u00f9 fulminea dell\u2019essenza di un uomo, la chiave per leggere la sua storia e la sua natura: noi siamo ci\u00f2 in cui crediamo, gli d\u00e8i che alberghiamo nella nostra mente, e questa religione, alta o superstiziosa, ci segna indelebile, s\u2019imprime nei nostri lineamenti e nei nostri gesti, diviene il nostro modo di essere. Convinto dell\u2019unit\u00e0 dell\u2019universo, in tutte le sue incessanti trasformazioni, Marco Aurelio non permetteva tuttavia che l\u2019attivit\u00e0 della mente si confondesse col principio vitale, quasi mera secrezione fisiologica del cervello, ed esigeva ch\u2019essa s\u2019inalzasse a giudizio di quello stesso universo di cui era una parte provvisoria, anche se non gli mancava certo la grandiosa confidenza intellettuale con la materia di cui sono fatti la vita e il congiungimento animale che la produce, \u201cattrito di membrane ed emissione di muco accompagnata da un certo fremito\u201d\u00bb. [p.247]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLo scrupoloso \u201cteme senz\u2019alcun motivo, sia prima sia dopo aver agito, di peccare, scorge il peccato anche l\u00e0 dove esso non sussiste affatto, si tormenta inutilmente per le cause pi\u00f9 irrilevanti e, anche quando gli si assicura che una cosa \u00e8 lecita, s\u2019ostina a dubitare che possa essere illecita\u201d.\u00bb [p.278]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abla vita appare tutta una perdita di tempo, una macchina deperibile. Come l\u2019orologio che la scandisce, la realt\u00e0 \u00e8 un ingranaggio, un\u2019organizzazione dello stillicidio, catena di montaggio che punta sempre e solo alla fase successiva. Chi ama la vita, deve forse amare il suo gioco di incastri, entusiasmarsi non solo per il viaggio verso isole lontane, ma anche per la trafila burocratica relativa al rinnovo del passaporto. La persuasione, riluttante alla mobilitazione generale quotidiana, \u00e8 amore di qualcosa d\u2019altro, che \u00e8 pi\u00f9 della vita e balena soltanto nella pausa, nell\u2019interruzione, quando i meccanismi sono sospesi, il governo e il mondo sono in vacanza nel senso forte di vacare, vuoto, mancanza, assenza, ed esiste soltanto l\u2019alta e ferma luce dell\u2019estate. Il mondo, come dice Borges, \u00e8 reale, ma perch\u00e9 deve anche rompere tanto i coglioni? Quello che si vorrebbe, in fondo, \u00e8 una pretesa modesta, solo poter marinare ogni tanto la scuola, pur conservando il rispetto per gli insegnanti.\u00bb [p.375]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNella pi\u00f9 alta parabola della poesia moderna, il poeta vuol essere un redentore, assumere su di s\u00e9 il male dell\u2019esistenza e ritrovare i veri nomi delle cose, cancellati dal falso linguaggio della comunicazione. Nell\u2019inestricabile rete di mediazioni che avvolgono l\u2019individuo, il poeta \u00e8 una creatura anomala, che rifiuta di farsi una tana fra le pieghe di quella rete e si dibatte per squarciarla e raggiungere il fondo dell\u2019essere, ch\u2019essa nasconde. Spesso, come nel caso di H\u00f6lderlin o Rimbaud, l\u2019avventura \u00e8 mortale, perch\u00e9 oltre la rete non c\u2019\u00e8 nulla, e il poeta precipita in quel nulla.\u00bb [p.377]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab \u201cIo faccio luce dietro me stesso\u201d (P. Celan)\u00bb. [p.379]<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Claudio Magris, 1984 \u2013 Garzanti \u2013 pp. 474 \u2013 \u20ac 10,00. 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Le unit\u00e0 del tempo \u2013 quelle che i manuali di storia classificano, per esempio, come il periodo quaternario o l\u2019et\u00e0 augustea e le cronache della nostra esistenza come gli anni di liceo o l\u2019era dell\u2019amore per una persona \u2013 sono misteriose, difficilmente commensurabili.\u00bb [p.41] \u00abLa persuasione, ha scritto Michelstaedter, \u00e8 il possesso presente della propria vita e della propria persona, la capacit\u00e0 di vivere a fondo l\u2019istante senza l\u2019assillo smanioso di bruciarlo presto, di adoperarlo e usarlo in vista di un futuro che arrivi pi\u00f9 rapidamente possibile e dunque di distruggerlo nell\u2019attesa che la vita, tutta la vita, passi velocemente. Chi non \u00e8 persuaso consuma la propria persona nell\u2019attesa di un risultato che ha sempre da venire, che non \u00e8 mai. La vita come mancanza, come deesse, annientata di continuo nella speranza che la difficile ora presente sia gi\u00e0 trascorsa, affinch\u00e9 sia cessata l\u2019influenza, superato l\u2019esame, celebrato il matrimonio o registrato il divorzio, terminato un lavoro, arrivate le ferie, giunto il responso del medico. 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La persuasione, riluttante alla mobilitazione generale quotidiana, \u00e8 amore di qualcosa d\u2019altro, che \u00e8 pi\u00f9 della vita e balena soltanto nella pausa, nell\u2019interruzione, quando i meccanismi sono sospesi, il governo e il mondo sono in vacanza nel senso forte di vacare, vuoto, mancanza, assenza, ed esiste soltanto l\u2019alta e ferma luce dell\u2019estate. Il mondo, come dice Borges, \u00e8 reale, ma perch\u00e9 deve anche rompere tanto i coglioni? Quello che si vorrebbe, in fondo, \u00e8 una pretesa modesta, solo poter marinare ogni tanto la scuola, pur conservando il rispetto per gli insegnanti.\u00bb [p.375] \u00abNella pi\u00f9 alta parabola della poesia moderna, il poeta vuol essere un redentore, assumere su di s\u00e9 il male dell\u2019esistenza e ritrovare i veri nomi delle cose, cancellati dal falso linguaggio della comunicazione. Nell\u2019inestricabile rete di mediazioni che avvolgono l\u2019individuo, il poeta \u00e8 una creatura anomala, che rifiuta di farsi una tana fra le pieghe di quella rete e si dibatte per squarciarla e raggiungere il fondo dell\u2019essere, ch\u2019essa nasconde. Spesso, come nel caso di H\u00f6lderlin o Rimbaud, l\u2019avventura \u00e8 mortale, perch\u00e9 oltre la rete non c\u2019\u00e8 nulla, e il poeta precipita in quel nulla.\u00bb [p.377] \u00ab \u201cIo faccio luce dietro me stesso\u201d (P. Celan)\u00bb. 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