{"id":5327,"date":"2021-09-02T23:12:26","date_gmt":"2021-09-02T21:12:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5327"},"modified":"2021-09-02T23:23:24","modified_gmt":"2021-09-02T21:23:24","slug":"mania-di-del-giudice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/mania-di-del-giudice\/","title":{"rendered":"Mania di Del Giudice"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mania.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5328\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mania.jpeg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mania.jpeg 250w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/Mania-196x300.jpeg 196w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u2013 Daniele Del Giudice, 2012 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 133 \u2013 \u20ac 12,39.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrittura precisa. Ideale, avvolgente. Senza fronzoli. Scrittura che cova dentro. Rilasciando, nel tempo, fremiti di bellezza. E non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 sempre una strada apparentemente inutile per compiere comunque il percorso e arrivare cos\u00ed da qualche parte.\u00bb [p.75]<br \/>\n\u00abL\u2019utopia \u00e8 necessaria, per cosa lottare altrimenti, l\u2019oggetto d\u2019utopia \u00e8 ricco, abbonda, contiene perfino il suo contrario, il suo fallimento, maggiore \u00e8 la passione e la precisione nell\u2019elaborare l\u2019oggetto tanto pi\u00f9 il risultato contraddice e sbeffeggia l\u2019intento.\u00bb [p.93]<br \/>\n\u00abLei parla di un tempo che si poteva perdere, guadagnare, arrestare, un tempo che durava tutta una notte o tutta un\u2019alba e finiva poco alla volta, con incerti e rovesci. Io invece debbo sforzarmi di sentire un secondo, forse meno ancora; dovrei poterlo prendere per i bordi e dilatarlo, e vedere e sentire e toccare le migliaia di informazioni che ci sono dentro, le migliaia di decisioni, le migliaia di scelte definitive, e irreversibili, tra cui anche la mia morte, che certamente non durerebbe di pi\u00f9. La mia fortezza \u00e8 grande un secondo, \u00e8 ovunque nello spazio, senza pi\u00f9 fuori e dentro, con un margine che posso immaginare solo per comodit\u00e0, spostandolo sempre in un punto diverso. \u00c8 un secondo con dentro milioni di particelle connesse e sconnesse, guidate, mirate; con dentro mosse e contromosse convenzionali fino a un livello di profondit\u00e0 ormai tutto calcolato, tutto immaginato. Certe volte penso che questo secondo enorme \u00e8 cos\u00ec saturo di tutte le previsioni, di tutte le possibilit\u00e0, che adesso ne cerchiamo un altro, un livello pi\u00f9 alto, uno spazio pi\u00f9 alto, un tempo pi\u00f9 veloce, per ricominciare a calcolare mosse e contromosse.\u00bb [p.116]<br \/>\n\u00abCome cometa sono un viaggiatore perenne, periodico, ad ogni periodo perdo qualcosa, ad ogni periodo orbitale mi assottiglio col sole, come cometa non sono niente, se non i nomi e le motivazioni che mi danno al passaggio, non ho volont\u00e0, non ho spiegazioni, non ho alcun fine, non ho memoria, ogni volta \u00e8 una novit\u00e0, come cometa, mentre mi osservano, me ne sto andando\u2026\u00bb [p.133]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Daniele Del Giudice, 2012 \u2013 Einaudi \u2013 pp. 133 \u2013 \u20ac 12,39. Scrittura precisa. Ideale, avvolgente. Senza fronzoli. Scrittura che cova dentro. Rilasciando, nel tempo, fremiti di bellezza. E non solo. \u00abC\u2019\u00e8 sempre una strada apparentemente inutile per compiere comunque il percorso e arrivare cos\u00ed da qualche parte.\u00bb [p.75] \u00abL\u2019utopia \u00e8 necessaria, per cosa lottare altrimenti, l\u2019oggetto d\u2019utopia \u00e8 ricco, abbonda, contiene perfino il suo contrario, il suo fallimento, maggiore \u00e8 la passione e la precisione nell\u2019elaborare l\u2019oggetto tanto pi\u00f9 il risultato contraddice e sbeffeggia l\u2019intento.\u00bb [p.93] \u00abLei parla di un tempo che si poteva perdere, guadagnare, arrestare, un tempo che durava tutta una notte o tutta un\u2019alba e finiva poco alla volta, con incerti e rovesci. Io invece debbo sforzarmi di sentire un secondo, forse meno ancora; dovrei poterlo prendere per i bordi e dilatarlo, e vedere e sentire e toccare le migliaia di informazioni che ci sono dentro, le migliaia di decisioni, le migliaia di scelte definitive, e irreversibili, tra cui anche la mia morte, che certamente non durerebbe di pi\u00f9. La mia fortezza \u00e8 grande un secondo, \u00e8 ovunque nello spazio, senza pi\u00f9 fuori e dentro, con un margine che posso immaginare solo per comodit\u00e0, spostandolo sempre in un punto diverso. \u00c8 un secondo con dentro milioni di particelle connesse e sconnesse, guidate, mirate; con dentro mosse e contromosse convenzionali fino a un livello di profondit\u00e0 ormai tutto calcolato, tutto immaginato. 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