{"id":5361,"date":"2021-10-12T14:56:42","date_gmt":"2021-10-12T12:56:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5361"},"modified":"2023-04-24T20:19:43","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:43","slug":"filippo-tuena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/filippo-tuena\/","title":{"rendered":"Filippo Tuena"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Filippo Tuena. Scrittore romano, da anni vive a Milano. Tra le sue numerose produzioni ricordiamo &#8220;Le variazioni Reinach&#8221; (Rizzoli, 2005, riedito da BEAT, 2015 &#8211; vincitore del premio Bagutta), &#8220;Ultimo parallelo&#8221; (Rizzoli 2007, riedito da Il saggiatore, 2013 &#8211; vincitore del premio Viareggio), &#8220;Le galanti. Quasi un&#8217;autobiografia&#8221; (Il saggiatore, 2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/unnamed.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5362\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/unnamed.jpg\" alt=\"Filippo Tuena\" width=\"325\" height=\"244\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/unnamed.jpg 512w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/unnamed-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 325px) 100vw, 325px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 certamente una sensazione piacevole; si ha la percezione che la strada da percorrere sia in discesa. \u00c8 come se, una volta presa la decisione, non occorra altro che metterla in pratica. Per quel che mi riguarda scrivere non rappresenta mai un atto faticoso o doloroso. \u00c8 un gesto creativo e come tale positivo. Libera energie. Forse la gestazione pu\u00f2 essere faticosa ma nel momento in cui si scrive emerge una specie di stato di grazia che ci conduce alla fine. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ho sempre pensato a come e perch\u00e9 terminare un lavoro. Di fronte alle \u2018Ninfee\u2019 di Monet o a un dropping di Pollock ci si chiede sempre: \u2018ma quando hanno deciso e perch\u00e9 che stavano dando l\u2019ultimo tocco di colore?\u2019 Non c\u2019\u00e8 altro che la determinazione dell\u2019autore che risponde alle ragioni intime dell\u2019opera a cui sta lavorando. Un momento prima era di fronte a lui; poco dopo \u00e8 alle sue spalle. Quell\u2019ultima pennellata o parola \u00e8 evidente a lui, \u00e8 necessaria all\u2019opera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842825449_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5363\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842825449_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842825449_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842825449_0_536_0_75-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em> Pi\u00f9 o meno ha coinciso col trasferimento a Milano, con la chiusura della galleria antiquaria. Mi son detto: \u2018so far meglio questo di altro. \u00c8 bene che mi decida a farlo.\u2019 E l\u2019ho fatto. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lo stile deve essere un vincolo. Di fronte a certe soluzioni si deve dire: \u2018questo non si pu\u00f2 fare. Non \u00e8 coerente col resto del racconto.\u2019 A volte si tratta di soluzioni anche convincenti ma se confliggono con altre che determinano la geometria del racconto, conviene metterle da parte. Magari riutilizzarle in un altra opera oppure, se sono davvero convincenti, costruire un\u2019opera attorno ad esse.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842829331_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5364\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842829331_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"171\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842829331_0_536_0_75.jpg 398w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/9788842829331_0_536_0_75-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 171px) 100vw, 171px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La letteratura mi sembra che non incida ma lo scrivere \u00e8 certamente un gesto politico perch\u00e9 si rivolge alla polis, a una moltitudine di esseri umani riuniti in un consesso. La letteratura non incide perch\u00e9 se \u00e8 alta letteratura viene recepita da una minoranza. Pu\u00f2 incidere singolarmente. Ma direi che non penso mai alle conseguenze \u2018politiche\u2019 di quel che scrivo. Sono pi\u00f9 interessato alla forma.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Filippo Tuena. Scrittore romano, da anni vive a Milano. Tra le sue numerose produzioni ricordiamo &#8220;Le variazioni Reinach&#8221; (Rizzoli, 2005, riedito da BEAT, 2015 &#8211; vincitore del premio Bagutta), &#8220;Ultimo parallelo&#8221; (Rizzoli 2007, riedito da Il saggiatore, 2013 &#8211; vincitore del premio Viareggio), &#8220;Le galanti. Quasi un&#8217;autobiografia&#8221; (Il saggiatore, 2019). Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? \u00c8 certamente una sensazione piacevole; si ha la percezione che la strada da percorrere sia in discesa. \u00c8 come se, una volta presa la decisione, non occorra altro che metterla in pratica. Per quel che mi riguarda scrivere non rappresenta mai un atto faticoso o doloroso. \u00c8 un gesto creativo e come tale positivo. Libera energie. Forse la gestazione pu\u00f2 essere faticosa ma nel momento in cui si scrive emerge una specie di stato di grazia che ci conduce alla fine. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Ho sempre pensato a come e perch\u00e9 terminare un lavoro. Di fronte alle \u2018Ninfee\u2019 di Monet o a un dropping di Pollock ci si chiede sempre: \u2018ma quando hanno deciso e perch\u00e9 che stavano dando l\u2019ultimo tocco di colore?\u2019 Non c\u2019\u00e8 altro che la determinazione dell\u2019autore che risponde alle ragioni intime dell\u2019opera a cui sta lavorando. Un momento prima era di fronte a lui; poco dopo \u00e8 alle sue spalle. Quell\u2019ultima pennellata o parola \u00e8 evidente a lui, \u00e8 necessaria all\u2019opera. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221; Pi\u00f9 o meno ha coinciso col trasferimento a Milano, con la chiusura della galleria antiquaria. Mi son detto: \u2018so far meglio questo di altro. \u00c8 bene che mi decida a farlo.\u2019 E l\u2019ho fatto. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile deve essere un vincolo. Di fronte a certe soluzioni si deve dire: \u2018questo non si pu\u00f2 fare. Non \u00e8 coerente col resto del racconto.\u2019 A volte si tratta di soluzioni anche convincenti ma se confliggono con altre che determinano la geometria del racconto, conviene metterle da parte. Magari riutilizzarle in un altra opera oppure, se sono davvero convincenti, costruire un\u2019opera attorno ad esse. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura mi sembra che non incida ma lo scrivere \u00e8 certamente un gesto politico perch\u00e9 si rivolge alla polis, a una moltitudine di esseri umani riuniti in un consesso. La letteratura non incide perch\u00e9 se \u00e8 alta letteratura viene recepita da una minoranza. Pu\u00f2 incidere singolarmente. Ma direi che non penso mai alle conseguenze \u2018politiche\u2019 di quel che scrivo. Sono pi\u00f9 interessato alla forma. &nbsp; [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[678],"tags":[684,1421,1423,199,310,1422],"class_list":["post-5361","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande","tag-cinque-domande-uno-stile","tag-filippo-tuena","tag-il-saggiatore","tag-letteratura","tag-stile","tag-ultimo-parallelo"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5361","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5361"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5361\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5367,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5361\/revisions\/5367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5361"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5361"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5361"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}