{"id":5394,"date":"2021-11-02T21:03:41","date_gmt":"2021-11-02T20:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5394"},"modified":"2023-04-24T20:19:42","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:42","slug":"gianpiero-caldarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/gianpiero-caldarella\/","title":{"rendered":"Gianpiero Caldarella"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1ad9873ab8c8b69ff5ca975029bbd17136e44f5f-gianpiero-caldarella-01-0-jpg-45778-1615123717.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5395\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1ad9873ab8c8b69ff5ca975029bbd17136e44f5f-gianpiero-caldarella-01-0-jpg-45778-1615123717.jpeg\" alt=\"\" width=\"303\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1ad9873ab8c8b69ff5ca975029bbd17136e44f5f-gianpiero-caldarella-01-0-jpg-45778-1615123717.jpeg 500w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1ad9873ab8c8b69ff5ca975029bbd17136e44f5f-gianpiero-caldarella-01-0-jpg-45778-1615123717-300x180.jpeg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1ad9873ab8c8b69ff5ca975029bbd17136e44f5f-gianpiero-caldarella-01-0-jpg-45778-1615123717-240x145.jpeg 240w\" sizes=\"(max-width: 303px) 100vw, 303px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d ospita Gianpiero Caldarella. Giornalista di inchiesta e arguto autore di satira. Fondatore e direttore del mensile \u201cPizzino\u201d. \u00c8 stato, inoltre, vicedirettore del settimanale satirico \u201cEmme\u201d, supplemento de \u201cL&#8217;Unit\u00e0\u201d. Successivamente svolge il ruolo di caporedattore del settimanale \u201cIl Male\u201d di Vauro e Vincino. Autore di una rubrica di satira per Radio 24 dal 2007 al 2009. Nel 2007 vince il premio Montanelli giovani e nel 2011 il premio giornalistico Livio Zanetti. Ha pubblicato \u201cFrammenti di un discorso antimafioso\u201d (Navarra, 2015), \u201cSdisonorata societ\u00e0\u201d (Navarra, 2010) e ha curato la pubblicazione di \u201cLe rughe sulla frontiera &#8211; Lampedusa: restiamo umani!\u201d (Navarra, 2011).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Beh, io partirei dalle storie pi\u00f9 che dalle idee. E quando parlo di storie mi riferisco a quanto mi accade intorno. Su ci\u00f2 che \u00e8 percepibile, e l\u00ec mi aiutano i sensi, tutti quanti, e spesso bisogna fare in modo da disattivarne qualcuno per concentrarsi e potenziarne qualcun altro. Chiudere gli occhi pu\u00f2 servire ad ascoltare o a fiutare meglio, ad esempio. Quello \u00e8 l\u2019input, il punto di partenza. Per afferrare meglio il concetto, non \u00e8 necessario avere molta dimestichezza con l\u2019informatica ma con l\u2019etologia, con lo studio del comportamento animale. A questo livello \u00e8 la pelle a rilasciare le sensazioni. \u00c8 una strana bussola la pelle. Non saprei dire se al nord corrisponde il freddo e al sud il caldo, se all\u2019ovest la stanchezza e all\u2019est il vigore, ma credo che si tratti di qualcosa del genere.<\/em><br \/>\n<em>Esiste poi un secondo livello, che \u00e8 quello dell\u2019impercettibile, del non manifesto, di quello che le storie tendono a nascondere e che i sensi non riescono a rilevare. Il mare in cui si naviga \u00e8 pieno di pericoli, di rocce che affiorano e di altre che sono sommerse, le pi\u00f9 pericolose. Bisogna avere un timone per non infrangere lo scafo che \u00e8 il nostro racconto. Quel timone \u00e8 l\u2019intelletto, che si nutre di conoscenza, di ricerca, di logica, di esperienza e di intuizione. Ogni volta che si riesce a far emergere una roccia nascosta e a segnarla nella mappa della narrazione, affinch\u00e9 i lettori possano riconoscerla, si ha la sensazione di non aver sprecato del tempo inutilmente. Si ha cio\u00e8 la sensazione di vivere, e non di sopravvivere in acque putridamente calme.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019ultimo gradino da salire per dare una forma alla storia \u00e8 quello dell\u2019associabile, dell\u2019immaginabile. La bussola impazzisce e il timone va in frantumi. La vela diventa il mantello di un supereroe. Ogni direzione a quel punto \u00e8 possibile. La pizza connection diventa una specialit\u00e0 culinaria. La sensazione \u00e8 quella della meraviglia. Il timoniere per un attimo ha il potere di governare sulle onde, in superficie e in profondit\u00e0, come Nettuno. Finito quell\u2019attimo, ridiventa nessuno. Les jeux sont faits!<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se non \u00e8 necessariamente evidente, allora potrebbe essere una non conclusione, come l\u2019inizio di una saga o il frutto di una casualit\u00e0 o una scelta di assoluta libert\u00e0 da parte dell\u2019autore o molto pi\u00f9 frequentemente una brutta conclusione. Quando questo accade, \u00e8 come se il cordone ombelicale che lega la fine della narrazione col suo inizio, fosse stato reciso troppo in fretta. Ripercorrendo le storie a partire dalla loro fine, di solito il senso della narrazione si manifesta pi\u00f9 chiaramente. Non bisogna per\u00f2 dimenticare che c\u2019\u00e8 una bellezza anche nel nonsense.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788898865383_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5398\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788898865383_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"256\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788898865383_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788898865383_0_536_0_75-199x300.jpg 199w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ogni volta che inizio a scrivere.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Anche un rapporto amoroso \u00e8 un vincolo. Ed \u00e8 forse la cosa migliore che pu\u00f2 capitare nella vita. Il problema credo che stia nell\u2019abitudine e nella noia. La noia che pu\u00f2 assalire i lettori ma anche gli autori. Oggi pi\u00f9 di ieri la serialit\u00e0 \u00e8 premiata perch\u00e9 riconoscibile e fidelizzante. Ma gli scrittori possono sopportare il peso di stancarsi ed annoiarsi per continuare ad essere un punto di riferimento per i loro lettori? Anche questo tipo di rapporto pu\u00f2 essere visto come un rapporto amoroso. Se non c\u2019\u00e8 un\u2019evoluzione del rapporto, cio\u00e8 dello stile, tanto vale separarsi, cio\u00e8 tacere, oppure divorziare, cio\u00e8 cambiare mestiere. Poi per\u00f2 ci sono anche i matrimoni di comodo, spesso imposti proprio dal fatto che scrivere in alcuni casi diventa un mestiere. Infine ci sono i matrimoni combinati, quelli architettati dai grossi editori, in cui gli autori sono degli amanti impotenti. Quanti libri non avrebbero mai visto la luce senza quel \u201cviagra\u201d rappresentato dai ghost writers?<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Schermata-del-2021-11-02-20-53-51.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5397\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Schermata-del-2021-11-02-20-53-51.png\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Schermata-del-2021-11-02-20-53-51.png 372w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Schermata-del-2021-11-02-20-53-51-192x300.png 192w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per chi come me ha lavorato per anni con la satira politica questa domanda \u00e8 come un pugno nello stomaco. I giornali di satira in Italia sono praticamente scomparsi, fatta eccezione per alcune esperienze regionali come lo storico Vernacoliere in Toscana o il giovane Mataran In Friuli. Tutti i giornali soffrono, le edicole chiudono e se il gossip su carta resiste il merito \u00e8 pi\u00f9 dei parrucchieri o delle estetiste che degli editori o dei giornalisti. Ecco, se le sezioni di partito, i circoli politici e gli spazi di partecipazione fossero stati gestiti dai parrucchieri forse oggi non ci troveremmo in questa situazione. Detto ci\u00f2, dato che si parla di letteratura, credo che ancora riesca a dare il suo contributo e ad incidere nel dibattito pubblico, ma spesso questo accade solo per dare pi\u00f9 strumenti a quanti sono gi\u00e0 consapevoli, senza avere possibilit\u00e0 di coinvolgere gli indifferenti. Questi ultimi aumentano sempre pi\u00f9, come gli astensionisti alle urne. Un libro o un qualunque scritto che abbia una valenza politica, vive solo se diventa il punto di partenza di un confronto fra persone che si parlano ed interagiscono. Finch\u00e9 saranno solo gli scandali e le emergenze a dettare l\u2019agenda e a risvegliare l\u2019interesse dei pi\u00f9, solo per brevi o brevissimi periodi, dovremo rassegnarci a vivere in un mondo in cui \u201cl\u2019ordinaria amministrazione\u201d sar\u00e0 appannaggio delle lobby e dei gruppi di potere.<\/em><br \/>\n<em>In rari casi per\u00f2 la scrittura, come gesto politico, riesce a risvegliare qualche indifferente e allora raggiunge il suo scopo. In questo Paese molte cose sono cambiate negli ultimi decenni. A volte per spiegarlo non c\u2019\u00e8 bisogno di uno storico. Provate ad ascoltare o a riascoltare &#8211; se gi\u00e0 la conoscete -una canzone come \u201cCinnamon\u201d degli Offlaga Disco Pax, magari masticando una chewing gum. Poi per\u00f2 non attaccatela sotto la sedia.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788895756592_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5396\" src=\"http:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788895756592_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"292\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Oggi la rubrica \u201cCinque domande, uno stile\u201d ospita Gianpiero Caldarella. Giornalista di inchiesta e arguto autore di satira. Fondatore e direttore del mensile \u201cPizzino\u201d. \u00c8 stato, inoltre, vicedirettore del settimanale satirico \u201cEmme\u201d, supplemento de \u201cL&#8217;Unit\u00e0\u201d. Successivamente svolge il ruolo di caporedattore del settimanale \u201cIl Male\u201d di Vauro e Vincino. 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Ogni volta che si riesce a far emergere una roccia nascosta e a segnarla nella mappa della narrazione, affinch\u00e9 i lettori possano riconoscerla, si ha la sensazione di non aver sprecato del tempo inutilmente. Si ha cio\u00e8 la sensazione di vivere, e non di sopravvivere in acque putridamente calme. L\u2019ultimo gradino da salire per dare una forma alla storia \u00e8 quello dell\u2019associabile, dell\u2019immaginabile. La bussola impazzisce e il timone va in frantumi. La vela diventa il mantello di un supereroe. Ogni direzione a quel punto \u00e8 possibile. La pizza connection diventa una specialit\u00e0 culinaria. La sensazione \u00e8 quella della meraviglia. Il timoniere per un attimo ha il potere di governare sulle onde, in superficie e in profondit\u00e0, come Nettuno. Finito quell\u2019attimo, ridiventa nessuno. Les jeux sont faits! La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Se non \u00e8 necessariamente evidente, allora potrebbe essere una non conclusione, come l\u2019inizio di una saga o il frutto di una casualit\u00e0 o una scelta di assoluta libert\u00e0 da parte dell\u2019autore o molto pi\u00f9 frequentemente una brutta conclusione. Quando questo accade, \u00e8 come se il cordone ombelicale che lega la fine della narrazione col suo inizio, fosse stato reciso troppo in fretta. Ripercorrendo le storie a partire dalla loro fine, di solito il senso della narrazione si manifesta pi\u00f9 chiaramente. Non bisogna per\u00f2 dimenticare che c\u2019\u00e8 una bellezza anche nel nonsense. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221; Ogni volta che inizio a scrivere. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Anche un rapporto amoroso \u00e8 un vincolo. 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Quanti libri non avrebbero mai visto la luce senza quel \u201cviagra\u201d rappresentato dai ghost writers? In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Per chi come me ha lavorato per anni con la satira politica questa domanda \u00e8 come un pugno nello stomaco. I giornali di satira in Italia sono praticamente scomparsi, fatta eccezione per alcune esperienze regionali come lo storico Vernacoliere in Toscana o il giovane Mataran In Friuli. Tutti i giornali soffrono, le edicole chiudono e se il gossip su carta resiste il merito \u00e8 pi\u00f9 dei parrucchieri o delle estetiste che degli editori o dei giornalisti. Ecco, se le sezioni di partito, i circoli politici e gli spazi di partecipazione fossero stati gestiti dai parrucchieri forse oggi non ci troveremmo in questa situazione. Detto ci\u00f2, dato che si parla di letteratura, credo che ancora riesca a dare il suo contributo e ad incidere nel dibattito pubblico, ma spesso questo accade solo per dare pi\u00f9 strumenti a quanti sono gi\u00e0 consapevoli, senza avere possibilit\u00e0 di coinvolgere gli indifferenti. Questi ultimi aumentano sempre pi\u00f9, come gli astensionisti alle urne. Un libro o un qualunque scritto che abbia una valenza politica, vive solo se diventa il punto di partenza di un confronto fra persone che si parlano ed interagiscono. Finch\u00e9 saranno solo gli scandali e le emergenze a dettare l\u2019agenda e a risvegliare l\u2019interesse dei pi\u00f9, solo per brevi o brevissimi periodi, dovremo rassegnarci a vivere in un mondo in cui \u201cl\u2019ordinaria amministrazione\u201d sar\u00e0 appannaggio delle lobby e dei gruppi di potere. In rari casi per\u00f2 la scrittura, come gesto politico, riesce a risvegliare qualche indifferente e allora raggiunge il suo scopo. In questo Paese molte cose sono cambiate negli ultimi decenni. A volte per spiegarlo non c\u2019\u00e8 bisogno di uno storico. Provate ad ascoltare o a riascoltare &#8211; se gi\u00e0 la conoscete -una canzone come \u201cCinnamon\u201d degli Offlaga Disco Pax, magari masticando una chewing gum. 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