{"id":5435,"date":"2021-11-23T20:39:20","date_gmt":"2021-11-23T19:39:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5435"},"modified":"2023-04-24T20:19:41","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:41","slug":"andrea-cotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/andrea-cotti\/","title":{"rendered":"Andrea Cotti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5436\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n.jpg\" alt=\"\" width=\"410\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n.jpg 1600w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/251371576_4480100888748822_1832417625085642849_n-1536x1023.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 Andrea Cotti. Poeta, scrittore e sceneggiatore, si muove in maniera eclettica nel mondo della parola e dei libri. Tra le sue opere segnaliamo la raccolta di racconti &#8220;Tre&#8221; (1996, Bollati Boringhieri), &#8220;Il fantasma&#8221; (2004, Fabbri Editori), &#8220;Il cinese&#8221; (2018, Rizzoli), e l&#8217;ultimo &#8220;L&#8217;impero di mezzo&#8221;&nbsp; per la collana Nero Rizzoli (2021). E&#8217; stato, tra l&#8217;altro, sceneggiatore della fortunata serie trasmessa dalla RAI &#8220;L&#8217;ispettore Coliandro&#8221; ideata da Carlo Lucarelli per la regia dei Manetti Bros.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 una sensazione corposa, quasi fisica. Come avere davvero in mano una palla di creta e iniziare a impastare. Poi pu\u00f2 succedere che viene una schifezza, e butti via tutto. Ma quella sensazione iniziale di piacere tattile rimane.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817158992_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5437\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817158992_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"206\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817158992_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817158992_0_536_0_75-196x300.jpg 196w\" sizes=\"(max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 evidente. Ogni storia ha una fine. Esattamente come nella vita. E quando arriva lo sai. Magari non te ne accorgi subito, ma a un certo punto te ne rendi conto e capisci che quella storia non solo \u00e8 finita, ma poteva finire soltanto in quel modo. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><br \/>\n<em>Pi\u00f9 che &#8220;devo&#8221; io mi sono detto &#8220;voglio&#8221;. E me lo sono detto quando ho realizzato che scrivere era l&#8217;unica cosa che continuavo a fare indipendentemente da qualunque altra cosa stessi facendo nella vita.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817101677_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5438\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817101677_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817101677_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817101677_0_536_0_75-188x300.jpg 188w\" sizes=\"(max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<em>Lo stile \u00e8 certamente la voce di un autore. Di un&#8217;autrice. Diventa vincolo quando l&#8217;autore o l&#8217;autrice non adatta la propria voce alla storia che sta raccontando. Io non userei la stessa voce se stessi raccontando una barzelletta o una storia di paura attorno al fuoco. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>Se la letteratura si rapporta alla realt\u00e0, allora incide sulla realt\u00e0 ed un gesto etico pi\u00f9 che politico. Se la letteratura si rapporta alla letteratura, invece, \u00e8 un gesto di autoerotismo.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788833909851_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5439\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788833909851_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"309\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788833909851_0_536_0_75.jpg 200w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788833909851_0_536_0_75-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 Andrea Cotti. Poeta, scrittore e sceneggiatore, si muove in maniera eclettica nel mondo della parola e dei libri. 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La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? \u00c8 evidente. Ogni storia ha una fine. Esattamente come nella vita. E quando arriva lo sai. Magari non te ne accorgi subito, ma a un certo punto te ne rendi conto e capisci che quella storia non solo \u00e8 finita, ma poteva finire soltanto in quel modo. C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso &#8220;devo scrivere?&#8221; Pi\u00f9 che &#8220;devo&#8221; io mi sono detto &#8220;voglio&#8221;. E me lo sono detto quando ho realizzato che scrivere era l&#8217;unica cosa che continuavo a fare indipendentemente da qualunque altra cosa stessi facendo nella vita. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile \u00e8 certamente la voce di un autore. Di un&#8217;autrice. 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