{"id":5455,"date":"2021-11-30T22:27:20","date_gmt":"2021-11-30T21:27:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5455"},"modified":"2023-04-24T20:19:40","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:40","slug":"giuseppina-torregrossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/giuseppina-torregrossa\/","title":{"rendered":"Giuseppina Torregrossa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Torregrossa.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-5456 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Torregrossa.jpg\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Torregrossa.jpg 960w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Torregrossa-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Torregrossa-768x576.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ospite di oggi della rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 la scrittrice palermitana Giuseppina Torregrossa. Medico &#8211; ha alle spalle una lunga attivit\u00e0 come ginecologa e si occupa da anni di sensibilizzazione e prevenzione del tumore al seno &#8211; esordisce nel mondo editoriale con &#8220;L&#8217;assaggiatrice&#8221; (2007, L&#8217;iride). Con il monologo teatrale &#8220;Adele&#8221; ha vinto nel 2008 il premio opera prima &#8220;Donne e teatro&#8221; di Roma. Segnaliamo, tra le numerose opere, &#8220;Il conto delle minne&#8221; (2009, Mondadori), &#8220;La miscela segreta di casa Olivares&#8221; (2013, Mondadori), &#8220;Il figlio maschio&#8221; (2015, Rizzoli), fino all&#8217;ultimo romanzo da poco in libreria &#8220;Morte accidentale di un amministratore di condominio&#8221; (2021, Marsilio).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788829708420_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5457\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788829708420_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"370\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788829708420_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788829708420_0_536_0_75-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>In principio \u00e8 una sensazione, un profumo, una forte emozione che mi muove verso un\u2019idea. Talvolta persino un oggetto isolato. La moka per esempio mi ha ispirato nella miscela segreta di casa Olivares. Poi c\u2019\u00e8 il vissuto: un ricordo, un paesaggio, un\u2019avventura. Seguono lunghi mesi di cova con gli occhi chiusi. Infine l\u2019idea e allora scatta una sorta di imperativo ipotetico e comincio a scrivere. Lascio con fatica i cuscini che mi hanno accolto per mesi e rimango incollata a scrivere per tutto il tempo necessario. Fin quando mi rendo conto di aver conseguito l\u2019obiettivo. Allora mi sento in pace con me stessa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>Credo entrambe le ipotesi. La conclusione appare evidente quando l\u2019ultima parola risuona in tutto il romanzo, la frase aggiunge eleganza a tutto il testo, \u00e8 in armonia con quanto affermato fino a quel momento, e apre d\u2019altra parte nuovi orizzonti. Si evidenzia poi come necessaria a rappresentare lo scopo della storia che cos\u00ec pu\u00f2 ritenersi conclusa.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817095587_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5458\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817095587_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"232\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817095587_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788817095587_0_536_0_75-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa &#8220;devo scrivere?&#8221;<\/strong><br \/>\n<em>Ho una psicologia contorta e nulla di quello che voglio fare \u00e8 mai cos\u00ec presente alla mia coscienza. Non ho mai pensato di voler scrivere, semmai si \u00e8 trattata di una necessit\u00e0. Forse ho pensato &#8220;ho bisogno di scrivere&#8221;.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<em>Lo stile rappresenta il mio tono di voce. Un timbro che mi rende unica. Non credo di aver mai pensato allo stile. Mi sono espressa con la mia voce e questa mi ha resa riconoscibile tra gli altri. No, non posso definire la mia voce una gabbia, semmai un potente mezzo espressivo.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788804712190_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-5459\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788804712190_0_536_0_75.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788804712190_0_536_0_75.jpg 536w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/9788804712190_0_536_0_75-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>La letteratura \u00e8 un\u2019arma potente che non ha padroni e pertanto pu\u00f2 permettersi il lusso di andare contro corrente. Obbedisce alla verit\u00e0, \u00e8 mossa da un bisogno di verit\u00e0 perci\u00f2 in questa misura incide, eccome, sulla societ\u00e0. Scrivere con onest\u00e0 \u00e8 un gesto politico.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ospite di oggi della rubrica &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 la scrittrice palermitana Giuseppina Torregrossa. Medico &#8211; ha alle spalle una lunga attivit\u00e0 come ginecologa e si occupa da anni di sensibilizzazione e prevenzione del tumore al seno &#8211; esordisce nel mondo editoriale con &#8220;L&#8217;assaggiatrice&#8221; (2007, L&#8217;iride). Con il monologo teatrale &#8220;Adele&#8221; ha vinto nel 2008 il premio opera prima &#8220;Donne e teatro&#8221; di Roma. Segnaliamo, tra le numerose opere, &#8220;Il conto delle minne&#8221; (2009, Mondadori), &#8220;La miscela segreta di casa Olivares&#8221; (2013, Mondadori), &#8220;Il figlio maschio&#8221; (2015, Rizzoli), fino all&#8217;ultimo romanzo da poco in libreria &#8220;Morte accidentale di un amministratore di condominio&#8221; (2021, Marsilio). &nbsp; Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? In principio \u00e8 una sensazione, un profumo, una forte emozione che mi muove verso un\u2019idea. Talvolta persino un oggetto isolato. La moka per esempio mi ha ispirato nella miscela segreta di casa Olivares. Poi c\u2019\u00e8 il vissuto: un ricordo, un paesaggio, un\u2019avventura. Seguono lunghi mesi di cova con gli occhi chiusi. Infine l\u2019idea e allora scatta una sorta di imperativo ipotetico e comincio a scrivere. Lascio con fatica i cuscini che mi hanno accolto per mesi e rimango incollata a scrivere per tutto il tempo necessario. Fin quando mi rendo conto di aver conseguito l\u2019obiettivo. Allora mi sento in pace con me stessa. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Credo entrambe le ipotesi. La conclusione appare evidente quando l\u2019ultima parola risuona in tutto il romanzo, la frase aggiunge eleganza a tutto il testo, \u00e8 in armonia con quanto affermato fino a quel momento, e apre d\u2019altra parte nuovi orizzonti. Si evidenzia poi come necessaria a rappresentare lo scopo della storia che cos\u00ec pu\u00f2 ritenersi conclusa. &nbsp; C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa &#8220;devo scrivere?&#8221; Ho una psicologia contorta e nulla di quello che voglio fare \u00e8 mai cos\u00ec presente alla mia coscienza. Non ho mai pensato di voler scrivere, semmai si \u00e8 trattata di una necessit\u00e0. Forse ho pensato &#8220;ho bisogno di scrivere&#8221;. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile rappresenta il mio tono di voce. Un timbro che mi rende unica. Non credo di aver mai pensato allo stile. Mi sono espressa con la mia voce e questa mi ha resa riconoscibile tra gli altri. No, non posso definire la mia voce una gabbia, semmai un potente mezzo espressivo. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura \u00e8 un\u2019arma potente che non ha padroni e pertanto pu\u00f2 permettersi il lusso di andare contro corrente. Obbedisce alla verit\u00e0, \u00e8 mossa da un bisogno di verit\u00e0 perci\u00f2 in questa misura incide, eccome, sulla societ\u00e0. 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