{"id":5493,"date":"2021-12-22T00:29:35","date_gmt":"2021-12-21T23:29:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5493"},"modified":"2023-04-24T20:19:39","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:39","slug":"nadia-terranova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/nadia-terranova\/","title":{"rendered":"Nadia Terranova"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 la scrittrice Nadia Terranova. Esordisce pubblicando con <a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/patrizia-rinaldi\/\">Patrizia Rinaldi<\/a> la raccolta di racconti per ragazzi &#8220;Caro diario ti scrivo&#8230;&#8221; (2011, Sonda) cui segue una serie di libri per ragazzi. Del 2015 \u00e8 il romanzo &#8220;Gli anni al contrario&#8221; (Einaudi &#8211; Premio Bagutta opera prima, Premio Brancati). Tra gli altri, ricordiamo &#8220;Addio fantasmi&#8221; (2018, Einaudi) e &#8220;Come una storia d&#8217;amore&#8221; (2020, Perrone).<\/p>\n<p>Ringrazio l&#8217;amico Christian Cannav\u00f2, fautore dell&#8217;incontro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5494\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova-297x300.jpg\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova-297x300.jpg 297w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova-1014x1024.jpg 1014w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova-768x775.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova-1522x1536.jpg 1522w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/NadiaTerranova.jpg 1996w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>Un&#8217;idea \u00e8 frutto di tanti momenti, per elaborarla posso impiegare anche anni: \u00e8 un insieme di ricordi, attimi vissuti e non vissuti, pura invenzione e racconti di vita. Quando riesco a darle forma provo molti sentimenti, paura ed euforia, ma anche molta felicit\u00e0.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/comeunastoriadamore.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5495\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/comeunastoriadamore-207x300.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/comeunastoriadamore-207x300.jpg 207w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/comeunastoriadamore.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>Una parola scritta pu\u00f2 aprire un&#8217;infinit\u00e0 di mondi. Pu\u00f2 anche costruirne altri, quindi non la definirei la fine di qualcosa, ma sempre un inizio.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/addiofantasmi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5496\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/addiofantasmi-192x300.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/addiofantasmi-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/addiofantasmi.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa &#8220;devo scrivere?&#8221;<br \/>\n<\/strong><em>Io ho cominciato a scrivere da piccola. Mio padre viveva lontano da me e gli inviavo delle lettere periodicamente per raccontargli la mia vita. Forse in quegli anni ho capito che la scrittura era il mio rifugio, un luogo in cui non avrei dovuto giustificare nulla, potevo essere giusta o sbagliata ed ero libera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<em>Io penso che lo stile non sia vincolante ma necessario e non rappresenta un ostacolo per chi scrive. Anzi, \u00e8 una sicurezza, un rifugio. Non \u00e8 faticoso perch\u00e9 ci entri spontaneamente quando scrivi.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/annialcontrario.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5497\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/annialcontrario-189x300.jpg\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/annialcontrario-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/annialcontrario.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>Esistono due modi di fare questo mestiere. Si scrive con l&#8217;intento di fare letteratura civile e politica e quindi si scrive cercando di stare dalla parte di ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;giusto&#8221;. Oppure si scrive pensando a s\u00e9 stessi e alla propria penna. In questo caso la scrittura pu\u00f2 avere anche un effetto ripugnante, ma io ho scelto di fare la scrittrice per portare sulla pagina tutta la mia libert\u00e0.&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; \u00e8 la scrittrice Nadia Terranova. Esordisce pubblicando con Patrizia Rinaldi la raccolta di racconti per ragazzi &#8220;Caro diario ti scrivo&#8230;&#8221; (2011, Sonda) cui segue una serie di libri per ragazzi. Del 2015 \u00e8 il romanzo &#8220;Gli anni al contrario&#8221; (Einaudi &#8211; Premio Bagutta opera prima, Premio Brancati). Tra gli altri, ricordiamo &#8220;Addio fantasmi&#8221; (2018, Einaudi) e &#8220;Come una storia d&#8217;amore&#8221; (2020, Perrone). Ringrazio l&#8217;amico Christian Cannav\u00f2, fautore dell&#8217;incontro. &nbsp; Quando accade, quando un&#8217;idea, l&#8217;Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Un&#8217;idea \u00e8 frutto di tanti momenti, per elaborarla posso impiegare anche anni: \u00e8 un insieme di ricordi, attimi vissuti e non vissuti, pura invenzione e racconti di vita. Quando riesco a darle forma provo molti sentimenti, paura ed euforia, ma anche molta felicit\u00e0.&nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Una parola scritta pu\u00f2 aprire un&#8217;infinit\u00e0 di mondi. Pu\u00f2 anche costruirne altri, quindi non la definirei la fine di qualcosa, ma sempre un inizio.&nbsp; C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stessa &#8220;devo scrivere?&#8221; Io ho cominciato a scrivere da piccola. Mio padre viveva lontano da me e gli inviavo delle lettere periodicamente per raccontargli la mia vita. Forse in quegli anni ho capito che la scrittura era il mio rifugio, un luogo in cui non avrei dovuto giustificare nulla, potevo essere giusta o sbagliata ed ero libera. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Io penso che lo stile non sia vincolante ma necessario e non rappresenta un ostacolo per chi scrive. Anzi, \u00e8 una sicurezza, un rifugio. 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