{"id":5580,"date":"2022-01-19T01:32:35","date_gmt":"2022-01-19T00:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5580"},"modified":"2023-04-24T20:19:38","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:38","slug":"giuseppe-lupo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/giuseppe-lupo\/","title":{"rendered":"Giuseppe Lupo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Giuseppe Lupo. Scrittore e saggista, docente di letteratura italiana contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore. Il primo passo nel mondo della narrativa lo compie con il romanzo &#8220;L&#8217;americano di Celenne&#8221; (2000, Marsilio &#8211; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello opera prima, Prix du premier roman). Tra gli altri, ricordiamo &#8220;La carovana Zanardelli&#8221; (2008, Marsilio &#8211; Premio Grinzane Cavour-Fondazione Carical, Premio Carlo Levi), &#8220;L&#8217;ultima sposa di Palmira&#8221; (2011, Marsilio &#8211; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), &#8220;Gli anni del nostro incanto&#8221; (2017, Marsilio &#8211; Premio Viareggio), &#8220;Breve storia del mio silenzio&#8221; (2020, Marsilio),&nbsp; &#8220;Il pioppo del Sempione&#8221; (2021, Aboca Edizioni).<a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giuseppe_Lupo.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5581\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giuseppe_Lupo-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giuseppe_Lupo-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Giuseppe_Lupo.jpg 525w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Sono sempre molto dubbioso sulla tenuta di un\u2019idea e, prima di mettermi a scrivere, faccio passare del tempo. Credo che il tempo, infatti, sia una specie di criterio con cui valutare se qualcosa vale o no. Quando scrivo di un certo argomento, dunque, \u00e8 come se avesse superato una specie di selezione naturale e a quel punto non occorre far altro che assecondare. La sensazione che provo \u00e8 quella di camminare in una direzione, con mille pericoli e perplessit\u00e0, avvicinandomi piano piano a quel che vorrei fosse un testo.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5582\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione-763x1024.jpg 763w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione-768x1031.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/IBDS_Lupo_IlPioppoDelSempione.jpg 817w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 necessaria. Quel determinato racconto non pu\u00f2 non finire se non in quel determinato modo. Tutto \u00e8 necessario quando si scrive. Non penso si possano elaborare storie, personaggi, situazioni, stili senza necessit\u00e0. Altrimenti la scrittura corre il rischio di diventare artificio.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2970921.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5583\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2970921-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2970921-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/2970921.jpg 369w\" sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Questo \u00e8 il tema dei temi che ogni scrittore deve affrontare e risolvere. Per quanto mi riguarda ci ho scritto un libro: <\/span><\/span><\/em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Breve storia del mio silenzio<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">,<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"> uscito nel 2019 e da pochi mesi in edizione tascabile. Autobiografico in ogni parte.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Non credo possa diventare vincolo. Lo stile \u00e8 come l\u2019abito che ogni mattina scegliamo per uscire di casa. Indossiamo quel che ci piace e quel che occorre se \u00e8 estate, inverno, etc.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/3174307.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5584\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/3174307-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/3174307-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/3174307.jpg 397w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<\/span><\/span><em><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 finita l\u2019epoca in cui gli scrittori (gli intellettuali) avevano la sensazione di incidere nella societ\u00e0 e il Novecento \u00e8 stato un secolo in cui non solo si \u00e8 consumata questa ferita, ma anche la dimostrazione che essa fosse una pretesa forzata. Oggi siamo nella cosiddetta cultura orizzontale: la cultura della rete e dei social. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il riconoscimento della verticalit\u00e0, cio\u00e8 della competenza di chi studia. Scrivere per\u00f2 rimane un gesto etico e politico, significa qualcosa che ha un valore civile anche quando racconta storie intime.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita Giuseppe Lupo. Scrittore e saggista, docente di letteratura italiana contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore. Il primo passo nel mondo della narrativa lo compie con il romanzo &#8220;L&#8217;americano di Celenne&#8221; (2000, Marsilio &#8211; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello opera prima, Prix du premier roman). Tra gli altri, ricordiamo &#8220;La carovana Zanardelli&#8221; (2008, Marsilio &#8211; Premio Grinzane Cavour-Fondazione Carical, Premio Carlo Levi), &#8220;L&#8217;ultima sposa di Palmira&#8221; (2011, Marsilio &#8211; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), &#8220;Gli anni del nostro incanto&#8221; (2017, Marsilio &#8211; Premio Viareggio), &#8220;Breve storia del mio silenzio&#8221; (2020, Marsilio),&nbsp; &#8220;Il pioppo del Sempione&#8221; (2021, Aboca Edizioni). Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Sono sempre molto dubbioso sulla tenuta di un\u2019idea e, prima di mettermi a scrivere, faccio passare del tempo. Credo che il tempo, infatti, sia una specie di criterio con cui valutare se qualcosa vale o no. Quando scrivo di un certo argomento, dunque, \u00e8 come se avesse superato una specie di selezione naturale e a quel punto non occorre far altro che assecondare. La sensazione che provo \u00e8 quella di camminare in una direzione, con mille pericoli e perplessit\u00e0, avvicinandomi piano piano a quel che vorrei fosse un testo. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? \u00c8 necessaria. Quel determinato racconto non pu\u00f2 non finire se non in quel determinato modo. Tutto \u00e8 necessario quando si scrive. Non penso si possano elaborare storie, personaggi, situazioni, stili senza necessit\u00e0. Altrimenti la scrittura corre il rischio di diventare artificio. C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a se stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Questo \u00e8 il tema dei temi che ogni scrittore deve affrontare e risolvere. Per quanto mi riguarda ci ho scritto un libro: Breve storia del mio silenzio, uscito nel 2019 e da pochi mesi in edizione tascabile. Autobiografico in ogni parte. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Non credo possa diventare vincolo. Lo stile \u00e8 come l\u2019abito che ogni mattina scegliamo per uscire di casa. Indossiamo quel che ci piace e quel che occorre se \u00e8 estate, inverno, etc. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? \u00c8 finita l\u2019epoca in cui gli scrittori (gli intellettuali) avevano la sensazione di incidere nella societ\u00e0 e il Novecento \u00e8 stato un secolo in cui non solo si \u00e8 consumata questa ferita, ma anche la dimostrazione che essa fosse una pretesa forzata. Oggi siamo nella cosiddetta cultura orizzontale: la cultura della rete e dei social. 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