{"id":5675,"date":"2022-03-05T12:14:59","date_gmt":"2022-03-05T11:14:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5675"},"modified":"2023-04-24T20:19:36","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:36","slug":"renzo-paris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/renzo-paris\/","title":{"rendered":"Renzo Paris"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;, ospita lo scrittore Renzo Paris. Tra le sue numerosissime pubblicazioni, ricordiamo &#8220;Cani sciolti&#8221; (1973, Guaraldi poi 2016, Elliot), &#8220;Ultimi dispacci della notte&#8221; (1999, Fazi), &#8220;Ritratto dell&#8217;artista da vecchio&#8221; (2001, Minimum fax), &#8220;Alberto Moravia. Una vita controvoglia&#8221; (2013, Castelvecchi), fino ai recenti &#8220;Miss Rosselli&#8221; (2020, Neri Pozza) e &#8220;Pasolini e Moravia. Due volti dello scandalo&#8221; (2022, Einaudi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Paris.png\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5679\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Paris-300x238.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"238\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Paris-300x238.png 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Paris.png 663w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>L&#8217;idea di un libro, sia esso un romanzo, un saggio o una poesia, arriva quando qualcosa muore. Scrivere \u00e8 un modo di elaborare un lutto, mescolando gli anni felici a quelli maledetti, come mi \u00e8 capitato anche in &#8220;Pasolini e Moravia,due volti dello scandalo&#8221;.(Einaudi stile libero) in uscita il primo marzo. I libri cos\u00ec diventano ombre del nostro inconscio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pasolini-e-Moravia.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5680\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pasolini-e-Moravia-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pasolini-e-Moravia-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Pasolini-e-Moravia.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>Per concludere un racconto c&#8217;\u00e8 bisogno del rispetto della sua struttura. Fu teorizzata da Umberto Eco l&#8217;opera aperta, ma dopo con &#8220;Il nome della rosa&#8221; dovette ricredersi.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Miss-Rosselli.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5681\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Miss-Rosselli-180x300.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Miss-Rosselli-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Miss-Rosselli.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 180px) 100vw, 180px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Alle elementari mandavo a memoria versi di grandi poeti. A nove anni, durante la lunga permanenza nel mio letto per una malattia oscura, scrissi la mia prima poesia sulla morte di un amichetto che per inseguire il suo giocattolo finito in un fosso si introdusse sotto un ponticello, soffocando. Allora mi piaceva molto Pascoli che di morte se ne intendeva. Mi sono sentito &#8220;chiamato&#8221; molto presto. Ma si sa, molti i chiamati e pochi gli eletti, ahaha.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultimi-dispacci-della-notte.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5682\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultimi-dispacci-della-notte-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultimi-dispacci-della-notte-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Ultimi-dispacci-della-notte.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<em>Lo stile \u00e8 la voce antica che detta a tutti i grandi poeti, una voce senza inflessioni, atona. Per mettersi in ascolto della voce c&#8217;\u00e8 bisogno del massimo silenzio. Basta una porta che cigola per allontanarsi. Esige rispetto totale.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Canisciolti.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5685\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Canisciolti-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Canisciolti-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Canisciolti.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>La letteratura italiana contemporanea \u00e8 consolatoria e terapeutica. Io sono rimasto a quando nel Novecento i grandi credevano che fosse il sale della terra. L&#8217;incidenza politica avviene quando la fiction viene scartavetrata e appare la verit\u00e0. A maggio uscir\u00e0 un mio memoir intitolato &#8220;<\/em>Il picchio rosso<em>&#8221; su una domenica degli anni Cinquanta quando furono uccisi due braccianti nella piazza del mio paese dagli emissari di Torlonia e dei fascisti del MSI.. Ma il libro che ebbe una incidenza politica \u00e8 stato &#8220;<\/em>Cani sciolti<em>&#8221; del lontano 1973.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;, ospita lo scrittore Renzo Paris. Tra le sue numerosissime pubblicazioni, ricordiamo &#8220;Cani sciolti&#8221; (1973, Guaraldi poi 2016, Elliot), &#8220;Ultimi dispacci della notte&#8221; (1999, Fazi), &#8220;Ritratto dell&#8217;artista da vecchio&#8221; (2001, Minimum fax), &#8220;Alberto Moravia. Una vita controvoglia&#8221; (2013, Castelvecchi), fino ai recenti &#8220;Miss Rosselli&#8221; (2020, Neri Pozza) e &#8220;Pasolini e Moravia. Due volti dello scandalo&#8221; (2022, Einaudi). &nbsp; &nbsp; Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? L&#8217;idea di un libro, sia esso un romanzo, un saggio o una poesia, arriva quando qualcosa muore. Scrivere \u00e8 un modo di elaborare un lutto, mescolando gli anni felici a quelli maledetti, come mi \u00e8 capitato anche in &#8220;Pasolini e Moravia,due volti dello scandalo&#8221;.(Einaudi stile libero) in uscita il primo marzo. I libri cos\u00ec diventano ombre del nostro inconscio. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Per concludere un racconto c&#8217;\u00e8 bisogno del rispetto della sua struttura. Fu teorizzata da Umberto Eco l&#8217;opera aperta, ma dopo con &#8220;Il nome della rosa&#8221; dovette ricredersi. &nbsp; C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stesso \u201cdevo scrivere?\u201d Alle elementari mandavo a memoria versi di grandi poeti. A nove anni, durante la lunga permanenza nel mio letto per una malattia oscura, scrissi la mia prima poesia sulla morte di un amichetto che per inseguire il suo giocattolo finito in un fosso si introdusse sotto un ponticello, soffocando. Allora mi piaceva molto Pascoli che di morte se ne intendeva. Mi sono sentito &#8220;chiamato&#8221; molto presto. Ma si sa, molti i chiamati e pochi gli eletti, ahaha. Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Lo stile \u00e8 la voce antica che detta a tutti i grandi poeti, una voce senza inflessioni, atona. Per mettersi in ascolto della voce c&#8217;\u00e8 bisogno del massimo silenzio. Basta una porta che cigola per allontanarsi. Esige rispetto totale. In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? La letteratura italiana contemporanea \u00e8 consolatoria e terapeutica. Io sono rimasto a quando nel Novecento i grandi credevano che fosse il sale della terra. L&#8217;incidenza politica avviene quando la fiction viene scartavetrata e appare la verit\u00e0. A maggio uscir\u00e0 un mio memoir intitolato &#8220;Il picchio rosso&#8221; su una domenica degli anni Cinquanta quando furono uccisi due braccianti nella piazza del mio paese dagli emissari di Torlonia e dei fascisti del MSI.. 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