{"id":5709,"date":"2022-03-19T20:06:42","date_gmt":"2022-03-19T19:06:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5709"},"modified":"2023-04-24T20:19:35","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:35","slug":"sandra-petrignani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/sandra-petrignani\/","title":{"rendered":"Sandra Petrignani"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify;\">&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita la scrittrice Sandra Petrignani. Dagli esordi nella seconda met\u00e0 degli anni ottanta [a questo periodo risalgono il romanzo &#8220;Navigazioni di Circe&#8221; (1987, Theoria) e la raccolta di racconti &#8220;Il catalogo dei giocattoli&#8221; (1988, Theoria poi in BEAT)] passando per i testi dedicati a Marguerite Duras &#8220;Marguerite&#8221; (2014, Neri Pozza) e Natalia Ginzburg &#8220;La corsara&#8221; (2018, Neri Pozza &#8211; 3\u00b0 classificato al Premio Strega 2018), fino al recente &#8220;Leggere gli uomini&#8221; (2021, Laterza edizioni) e l&#8217;ultimo &#8220;Le signore della scrittura&#8221; (2022, La tartaruga).<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">Per chi volesse approfondire vi segnalo il suo personale blog &#8220;<a href=\"http:\/\/www.sandrapetrignani.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sandra Petrignani<\/a>&#8220;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Petrignani.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5710\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Petrignani.jpeg\" alt=\"\" width=\"281\" height=\"179\"><\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Difficile che mi venga l&#8217;Idea con la I maiuscola. Serpeggiano immagini, sensazioni, qualcosa che in certi casi e a poco a poco prende forma. Dunque tutto quello che provo \u00e8 l&#8217;incerta sensazione che dal guazzabuglio qualcosa di buono possa emergere. A volte emerge, magari per una trentina di pagine, poi si dissolve come neve al sole. E non se ne fa niente. Altre si va avanti, ma sempre cercando e deviando, non \u00e8 che riesco a seguire mai fino in fondo un&#8217;unica Idea luminosa.<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/lesignoredellascrittura.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5712\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/lesignoredellascrittura-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/lesignoredellascrittura-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/lesignoredellascrittura.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Entrambe le cose forse. \u00c8 evidente perch\u00e9 a lungo cercata. A volte gi\u00e0 scritta da tempo e messa da parte in attesa della parola FINE. Necessaria di conseguenza.<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stessa \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Non sarei sopravvissuta all&#8217;infanzia senza questa certezza. Penso di aver cominciato a scrivere prima di saperlo fare tecnicamente. Mi raccontavo continuamente storie, per evadere da una realt\u00e0 che non mi piaceva minimamente.<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5711\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/leggeregliuomini.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Mai. Lo stile \u00e8 la propria voce. Bisogna sapersi ascoltare e capire dov&#8217;\u00e8 il suo centro, il suo battito cardiaco. Il guaio semmai \u00e8 il contrario: non saperlo riconoscere quel battito, e non essergli fedele. In tante scritture, oggi, si nota questo: l&#8217;inconsapevolezza verso un proprio stile possibile, una propria voce, seppur tenue.<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Non ho mai creduto all&#8217;arte come gesto politico. L&#8217;arte \u00e8 libert\u00e0 e anarchia o non \u00e8. Non \u00e8 nata per fare proseliti ma per esprimere singolarit\u00e0 irriducibili. Una volta queste singolarit\u00e0 affascinavano e diventavano carismatiche. Oggi non pi\u00f9. Oggi c&#8217;\u00e8 solo invidia sociale per chi &#8220;ce l&#8217;ha fatta&#8221;, una cieca &#8211; chiamiamola &#8211; ammirazione per la persona famosa, di ci\u00f2 che ha scritto capiscono in pochi, pochissimi.<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/navigazioni.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5713\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/navigazioni.jpg\" alt=\"\" width=\"197\" height=\"300\"><\/a><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Cinque domande, uno stile&#8221; ospita la scrittrice Sandra Petrignani. 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Serpeggiano immagini, sensazioni, qualcosa che in certi casi e a poco a poco prende forma. Dunque tutto quello che provo \u00e8 l&#8217;incerta sensazione che dal guazzabuglio qualcosa di buono possa emergere. A volte emerge, magari per una trentina di pagine, poi si dissolve come neve al sole. E non se ne fa niente. Altre si va avanti, ma sempre cercando e deviando, non \u00e8 che riesco a seguire mai fino in fondo un&#8217;unica Idea luminosa. &nbsp; La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Entrambe le cose forse. \u00c8 evidente perch\u00e9 a lungo cercata. A volte gi\u00e0 scritta da tempo e messa da parte in attesa della parola FINE. Necessaria di conseguenza. &nbsp; C\u2019\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stessa \u201cdevo scrivere?\u201d Non sarei sopravvissuta all&#8217;infanzia senza questa certezza. Penso di aver cominciato a scrivere prima di saperlo fare tecnicamente. Mi raccontavo continuamente storie, per evadere da una realt\u00e0 che non mi piaceva minimamente. &nbsp; Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo? Mai. Lo stile \u00e8 la propria voce. Bisogna sapersi ascoltare e capire dov&#8217;\u00e8 il suo centro, il suo battito cardiaco. Il guaio semmai \u00e8 il contrario: non saperlo riconoscere quel battito, e non essergli fedele. In tante scritture, oggi, si nota questo: l&#8217;inconsapevolezza verso un proprio stile possibile, una propria voce, seppur tenue. &nbsp; In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico? Non ho mai creduto all&#8217;arte come gesto politico. L&#8217;arte \u00e8 libert\u00e0 e anarchia o non \u00e8. Non \u00e8 nata per fare proseliti ma per esprimere singolarit\u00e0 irriducibili. 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