{"id":5739,"date":"2022-03-26T19:50:16","date_gmt":"2022-03-26T18:50:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5739"},"modified":"2023-04-20T10:52:13","modified_gmt":"2023-04-20T08:52:13","slug":"pasolini-e-la-musica-la-musica-e-pasolini-di-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/pasolini-e-la-musica-la-musica-e-pasolini-di-calabrese\/","title":{"rendered":"Pasolini e la musica, la musica e Pasolini di Calabrese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La rubrica &#8220;Avanscoperta&#8221; ospita Claudia Calabrese, docente e ricercatrice. Il suo lavoro sul rapporto tra Pasolini e la musica \u00e8 confluito nel volume &#8220;Pasolini e la musica, la musica e Pasolini&#8221; (2019, Diastema).&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Calabrese.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5740\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Calabrese-214x300.jpg\" alt=\"\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Calabrese-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/Calabrese.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando si pensa a Pasolini non viene certo immediata l&#8217;associazione del Poeta con la musica, da quale spunto ha preso avvio il suo lavoro, quale \u00e8 stato il metodo per la redazione del testo e quali le conclusioni?<\/strong><br \/>\n<em>Questo libro nasce dalla combinazione di due mie passioni: la musica e la letteratura. Gi\u00e0 al tempo dell\u2019universit\u00e0, leggevo le poesie di Pasolini con un orecchio attento alle sonorit\u00e0 del friulano. Nel 2014 ho iniziato a lavorare al libro nell\u2019ambito di un dottorato di ricerca. E\u2019 un lavoro interdisciplinare, il che \u00e8 necessario trattandosi di Pasolini per la natura della sua opera sempre rivolta al pastiche. La specularit\u00e0 del titolo del libro allude alla divisione in due movimenti del tema: c\u2019\u00e8 un movimento di Pasolini verso la musica ma c\u2019\u00e8 anche un movimento della musica verso Pasolini. \u00c8 interessante questa reciprocit\u00e0, vi chiedo di provare a cercare notizie sulle intonazioni dei versi di Pasolini o sulle composizioni musicali che s\u2019ispirano all\u2019opera e alla stessa vita del poeta. Si tratta di compositori appartenenti a generi, stili ed epoche diversissimi, dal pop all\u2019indie, al cantautorato, alla musica colta d\u2019avanguardia, al folk, che hanno dialogato e dialogano tuttora, in un flusso inarrestabile, con l\u2019opera del poeta. L\u2019analisi approfondita di alcune di queste opere \u2013 Sylvano Bussotti\/Pasolini: \u201cMemoria\u201d\/\u201dAlla bandiera rossa\u201d, Ettore De Carolis\/Pasolini: \u201cDanze della sera\u201d\/\u201dNotturno\u201d, e Domenico Modugno\/Pasolini \u201cChe cosa sono le nuvole?\u201d Canzone dell\u2019omonimo cortometraggio \u2013 vuole essere uno spunto di riflessione utile a chi voglia comprendere su quali incastri poggi il rapporto di reciprocit\u00e0 tra Pasolini e la musica. Il sostantivo baudelairiano correspondances rinvia a questo scambio e ancora di pi\u00f9 evoca il rapporto segreto fra il poeta e le cose del mondo cariche di simboli che esprimono la loro pi\u00f9 natura anche attraverso i suoni. Le conclusioni sono sospese sia per la natura della materia sia perch\u00e9 il tema \u00e8 talmente vasto che richiederebbe altri studi approfonditi. Posso dire si scopre che Pasolini nell\u2019arco della vita e nell\u2019opera affida a Musica e suoni un compito, a mio avviso, non tanto di natura estetica ma antropologico e culturale: come Orfeo con la cetra o Ges\u00f9 con la parola, Pasolini con musica e suoni non vuole incantare e meravigliare ma vorrebbe smuovere le montagne e indicare che \u00e8 possibile raggiungere un altrove sacro che riveli all\u2019uomo un senso profondo al proprio esistere. Questo \u201caltrove\u201d fa parte della sua ricerca di verit\u00e0 che non ci deve far pensare a qualcosa che \u00e8 lontana ed esterna all\u2019uomo ma alle viscere che sono presenti nel profondo dell\u2019uomo e sono la sorgente da cui tutto proviene dove risiede il sacro (sacralit\u00e0 laica) che \u00e8 eterno e inesprimibile, che la musica e i suoni hanno il potere di evocare e portare in superficie.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il 2022 porta con s\u00e9 l\u2019anniversario della nascita di Pasolini. Sono trascorsi 100 anni e in molti si apprestano a celebrarlo con uscite commemorative, seriali e di tal sorta. Nel tentativo di considerare un bilancio o una possibile germinazione del suo passaggio nel panorama culturale e letterario, quali tracce individua ad oggi nella cultura italiana che possano essere ricondotte all&#8217;opera del Poeta?<\/strong><br \/>\n<em>Cosa risulta oggi del lascito culturale di Pasolini credo sia sotto i nostri occhi. Pasolini negli anni Settanta inveisce contro il \u201cNuovo Fascismo\u201d dei consumi che rende gli uomini sudditi di un Potere che mercifica ogni cosa, persino i corpi. Sulla cosiddetta \u201cmutazione antropologica\u201d e sulle conseguenze del desiderio dei consumi che omologa e agisce nell\u2019esistenza di ognuno di noi e sul fatto che questo \u00e8 in grado di recidere le radici di un popolo, ma anche quelle individuali, Pasolini aveva sicuramente visto giusto. Aveva ragione anche sul fatto che in una situazione di questo genere l\u2019uomo in qualche modo debba ripartire dal recupero dell\u2019arcaico che c\u2019\u00e8 in s\u00e9, passando attraverso la cultura greca (Medea, Edipo re, ecc.). Quanto agli strumenti espressivi di cui Pasolini si \u00e8 servito credo che ci abbia lasciato la consapevolezza che se vogliamo evocare la \u201crealt\u00e0\u201d nel suo insieme che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complesso delle singole parti di cui si compone dobbiamo ricorrere al pastiche, l\u2019unico modo di rappresentare la complessit\u00e0 del reale. Oggi qualsiasi forma di comunicazione che passa dal web \u00e8 improntata al pastiche, la realt\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa rispetto al tempo di Pasolini; con la globalizzazione, i nuovi media, Internet, in cui reale e virtuale si mescolano, i rapporti vissuti sempre pi\u00f9 attraverso i \u2018social\u2019, anche i codici espressivi sono diventati \u201cliquidi\u201d. Ma contemporaneamente credo anche sia cresciuta la necessit\u00e0 di ricercare identit\u00e0 e autenticit\u00e0. In questo senso, le ricerche di Pasolini, linguistiche ma anche esistenziali, sopravvivono, mi sembra, soprattutto tra i giovani. Per rimanere in campo musicale basti pensare a tanta produzione indie che di Pasolini riprende il messaggio e lo ripropone dandogli nuova vita. C\u2019\u00e8 una cosa sulla quale Pasolini non \u00e8 riuscito a lasciare alcuna eredit\u00e0: mi riferisco al ruolo dell\u2019intellettuale che si interroga sui grandi problemi della propria epoca, accettando anche la persecuzione. Non \u00e8 accattivante quel ruolo, ma insomma se l\u2019intellettuale, e l\u2019artista, non lo assume, o non affronta questo problema, il rischio \u00e8 quello della mercificazione, pi\u00f9 oggi di ieri, perch\u00e9 oggi la potenza del capitale \u00e8 molto pi\u00f9 evidente.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rubrica &#8220;Avanscoperta&#8221; ospita Claudia Calabrese, docente e ricercatrice. 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La specularit\u00e0 del titolo del libro allude alla divisione in due movimenti del tema: c\u2019\u00e8 un movimento di Pasolini verso la musica ma c\u2019\u00e8 anche un movimento della musica verso Pasolini. \u00c8 interessante questa reciprocit\u00e0, vi chiedo di provare a cercare notizie sulle intonazioni dei versi di Pasolini o sulle composizioni musicali che s\u2019ispirano all\u2019opera e alla stessa vita del poeta. Si tratta di compositori appartenenti a generi, stili ed epoche diversissimi, dal pop all\u2019indie, al cantautorato, alla musica colta d\u2019avanguardia, al folk, che hanno dialogato e dialogano tuttora, in un flusso inarrestabile, con l\u2019opera del poeta. L\u2019analisi approfondita di alcune di queste opere \u2013 Sylvano Bussotti\/Pasolini: \u201cMemoria\u201d\/\u201dAlla bandiera rossa\u201d, Ettore De Carolis\/Pasolini: \u201cDanze della sera\u201d\/\u201dNotturno\u201d, e Domenico Modugno\/Pasolini \u201cChe cosa sono le nuvole?\u201d Canzone dell\u2019omonimo cortometraggio \u2013 vuole essere uno spunto di riflessione utile a chi voglia comprendere su quali incastri poggi il rapporto di reciprocit\u00e0 tra Pasolini e la musica. Il sostantivo baudelairiano correspondances rinvia a questo scambio e ancora di pi\u00f9 evoca il rapporto segreto fra il poeta e le cose del mondo cariche di simboli che esprimono la loro pi\u00f9 natura anche attraverso i suoni. Le conclusioni sono sospese sia per la natura della materia sia perch\u00e9 il tema \u00e8 talmente vasto che richiederebbe altri studi approfonditi. Posso dire si scopre che Pasolini nell\u2019arco della vita e nell\u2019opera affida a Musica e suoni un compito, a mio avviso, non tanto di natura estetica ma antropologico e culturale: come Orfeo con la cetra o Ges\u00f9 con la parola, Pasolini con musica e suoni non vuole incantare e meravigliare ma vorrebbe smuovere le montagne e indicare che \u00e8 possibile raggiungere un altrove sacro che riveli all\u2019uomo un senso profondo al proprio esistere. Questo \u201caltrove\u201d fa parte della sua ricerca di verit\u00e0 che non ci deve far pensare a qualcosa che \u00e8 lontana ed esterna all\u2019uomo ma alle viscere che sono presenti nel profondo dell\u2019uomo e sono la sorgente da cui tutto proviene dove risiede il sacro (sacralit\u00e0 laica) che \u00e8 eterno e inesprimibile, che la musica e i suoni hanno il potere di evocare e portare in superficie. Il 2022 porta con s\u00e9 l\u2019anniversario della nascita di Pasolini. Sono trascorsi 100 anni e in molti si apprestano a celebrarlo con uscite commemorative, seriali e di tal sorta. Nel tentativo di considerare un bilancio o una possibile germinazione del suo passaggio nel panorama culturale e letterario, quali tracce individua ad oggi nella cultura italiana che possano essere ricondotte all&#8217;opera del Poeta? Cosa risulta oggi del lascito culturale di Pasolini credo sia sotto i nostri occhi. Pasolini negli anni Settanta inveisce contro il \u201cNuovo Fascismo\u201d dei consumi che rende gli uomini sudditi di un Potere che mercifica ogni cosa, persino i corpi. Sulla cosiddetta \u201cmutazione antropologica\u201d e sulle conseguenze del desiderio dei consumi che omologa e agisce nell\u2019esistenza di ognuno di noi e sul fatto che questo \u00e8 in grado di recidere le radici di un popolo, ma anche quelle individuali, Pasolini aveva sicuramente visto giusto. Aveva ragione anche sul fatto che in una situazione di questo genere l\u2019uomo in qualche modo debba ripartire dal recupero dell\u2019arcaico che c\u2019\u00e8 in s\u00e9, passando attraverso la cultura greca (Medea, Edipo re, ecc.). Quanto agli strumenti espressivi di cui Pasolini si \u00e8 servito credo che ci abbia lasciato la consapevolezza che se vogliamo evocare la \u201crealt\u00e0\u201d nel suo insieme che \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complesso delle singole parti di cui si compone dobbiamo ricorrere al pastiche, l\u2019unico modo di rappresentare la complessit\u00e0 del reale. Oggi qualsiasi forma di comunicazione che passa dal web \u00e8 improntata al pastiche, la realt\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 complessa rispetto al tempo di Pasolini; con la globalizzazione, i nuovi media, Internet, in cui reale e virtuale si mescolano, i rapporti vissuti sempre pi\u00f9 attraverso i \u2018social\u2019, anche i codici espressivi sono diventati \u201cliquidi\u201d. 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