{"id":5773,"date":"2022-04-19T13:16:04","date_gmt":"2022-04-19T11:16:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5773"},"modified":"2023-04-24T20:19:35","modified_gmt":"2023-04-24T18:19:35","slug":"ezio-sinigaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/ezio-sinigaglia\/","title":{"rendered":"Ezio Sinigaglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ezio Sinigaglia \u00e8 l&#8217;ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;. Ha pubblicato i romanzi &#8220;Il Pantar\u00e8i (1985, SPS, riedito nel 2019, TerraRossa), &#8220;Eclissi&#8221;, (2016, Nutrimenti), &#8220;L\u2019imitazion del vero&#8221; (2020,&nbsp; TerraRossa) e il recente &#8220;Fifty-fifty&#8221; (2022, TerraRossa).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Sinigaglia2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5775\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Sinigaglia2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Sinigaglia2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Sinigaglia2.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova?<\/strong><br \/>\n<em>Le idee buone sono pi\u00f9 eccitanti di ettolitri di caff\u00e8 e rendono impossibile il sonno. Questo per me vale non solo per l\u2019Idea-scaturigine dalla quale prende vita un romanzo, ma anche per tutte le decine di idee che mi vengono mentre scrivo e che si traducono in invenzioni narrative o linguistiche. Quando scrivo, sono sostanzialmente insonne. Per questo, forse, rimango improduttivo per lunghi periodi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria?<\/strong><br \/>\n<em>Incipit ed excipit per me sono vere e proprie fissazioni. Attribuisco cio\u00e8 ad entrambi la massima importanza. Perci\u00f2, mentre trovo del tutto logico e a volte quasi inevitabile che l\u2019inizio di un mio romanzo mi colga di sorpresa (un attimo fa non c\u2019era, adesso c\u2019\u00e8), escludo che la stessa cosa mi possa capitare con il finale: lo preparo sempre con largo anticipo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 stato, nel suo percorso di vita, netto e distinto, un momento di scelta in cui ha affermato a s\u00e9 stesso \u201cdevo scrivere?\u201d<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 successo mentre scrivevo il mio romanzo d\u2019esordio, Il pantar\u00e8i. Fino ad allora mi dicevo caparbiamente \u201cvoglio scrivere\u201d, bench\u00e9 gli esiti fossero davvero modesti. Dopo le prime trenta-quaranta pagine del romanzo, constatando che tutto filava a meraviglia (come \u201cera follia sperar\u201d), mi sono detto: \u201cAccidenti, devo scrivere per forza!\u201d Una bella croce.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo stile \u00e8 un passaggio che ciascun autore percorre, pu\u00f2 in qualche modo divenire un vincolo?<\/strong><br \/>\n<em>I romanzi che ho scritto sono, dal punto di vista stilistico (e, direi, anche da quello strutturale), diversissimi l\u2019uno dall\u2019altro. Perci\u00f2 sarei portato a rispondere con un \u201cno\u201d deciso a questa domanda. Certo permane, al di sotto della variet\u00e0 e volubilit\u00e0 degli stili, una riconoscibilit\u00e0 di fondo. Ma quest\u2019ultima, per uno scrittore che voglia dirsi tale, non \u00e8 un vincolo: \u00e8 un traguardo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In quale misura crede che la letteratura oggi riesca ad incidere nella societ\u00e0 e con quale forza lo scrivere costituisca un gesto politico?<\/strong><br \/>\n<em>Ai miei tempi si diceva \u201cil privato \u00e8 politico\u201d, per affermare che ha un significato politico anche ci\u00f2 che crediamo non ne abbia alcuno. Figuriamoci dunque se la letteratura pu\u00f2 non essere politica! Del resto una civilt\u00e0 consiste, pi\u00f9 che in ogni altra cosa, nell\u2019arte che \u00e8 (o che \u00e8 stata) capace di esprimere. E la letteratura \u00e8 una delle arti maggiori. Sulla base delle guerre combattute, delle carneficine perpetrate, della bassezza etica e intellettuale di certi imperatori, possiamo dubitare del grado di civilt\u00e0 raggiunto dall\u2019antica Roma. Ma quando leggiamo Orazio e Virgilio, Ovidio e Catullo, Tacito e Petronio, ogni dubbio svanisce.<\/em><\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ezio Sinigaglia \u00e8 l&#8217;ospite di &#8220;Cinque domande, uno stile&#8221;. Ha pubblicato i romanzi &#8220;Il Pantar\u00e8i (1985, SPS, riedito nel 2019, TerraRossa), &#8220;Eclissi&#8221;, (2016, Nutrimenti), &#8220;L\u2019imitazion del vero&#8221; (2020,&nbsp; TerraRossa) e il recente &#8220;Fifty-fifty&#8221; (2022, TerraRossa). Quando accade, quando un\u2019idea, l\u2019Idea, giunge e prende forma, si rappresenta nel suo immaginario, pronta ad essere modellata per diventare una storia, che sensazione si prova? Le idee buone sono pi\u00f9 eccitanti di ettolitri di caff\u00e8 e rendono impossibile il sonno. Questo per me vale non solo per l\u2019Idea-scaturigine dalla quale prende vita un romanzo, ma anche per tutte le decine di idee che mi vengono mentre scrivo e che si traducono in invenzioni narrative o linguistiche. Quando scrivo, sono sostanzialmente insonne. Per questo, forse, rimango improduttivo per lunghi periodi. La consapevolezza che la parola appena scritta costituisca la conclusione di un racconto \u00e8 evidente o necessaria? Incipit ed excipit per me sono vere e proprie fissazioni. Attribuisco cio\u00e8 ad entrambi la massima importanza. Perci\u00f2, mentre trovo del tutto logico e a volte quasi inevitabile che l\u2019inizio di un mio romanzo mi colga di sorpresa (un attimo fa non c\u2019era, adesso c\u2019\u00e8), escludo che la stessa cosa mi possa capitare con il finale: lo preparo sempre con largo anticipo. 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