{"id":5812,"date":"2022-05-14T18:42:12","date_gmt":"2022-05-14T16:42:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/?p=5812"},"modified":"2023-04-20T10:31:31","modified_gmt":"2023-04-20T08:31:31","slug":"malacarne-di-calaciura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/malacarne-di-calaciura\/","title":{"rendered":"Malacarne di Calaciura"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Giosu\u00e8 Calaciura, 2022 \u2013 Sellerio \u2013 pp. 216 \u2013 \u20ac 14, 00.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Malacarne-Sellerio.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-5813\" src=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Malacarne-Sellerio-215x300.jpg\" alt=\"\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Malacarne-Sellerio-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Malacarne-Sellerio.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/><\/a><br \/>\nDove si legge, o meglio si ascolta come ad essere in platea, della violenza e del male, che non ha spazio, n\u00e9 tempo o luogo, mentre ha proprio spazi precisi, tempi definiti e luoghi noti. In una lingua densa cos\u00ec tanto da essere sospinti nella lettura, Calaciura scrive di mafia, andando oltre, scrive di violenza soffermandosi qualche passo pi\u00f9 in l\u00e0. In un testo che non \u00e8 per tutti, quando invece da molti dovrebbe esser letto, affinch\u00e9 si&nbsp; comprenda che il male non \u00e8 astratto, ma materiale e materialmente generato dagli uomini e da una precisa &#8211; nel tempo, nello spazio e nel luogo &#8211; sottocultura dominante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab[&#8230;] avrebbero pagato perch\u00e9 era scritto da sempre nel loro destino di servi sin dal tempo del feudo.\u00bb<br \/>\n\u00ab[&#8230;]malati della malattia incurabile di essere disperatamente nati qui e in nessun altro posto del mondo.\u00bb<br \/>\n\u00abScoprivamo che il mondo era decrepito e cadente e anche noi ci sentivamo vecchi e barcollanti come le pietre stesse delle case che crollavano senza preavviso nel cuore delle notti di pioggia seppellendo sotto il tufo giallo nomi ignoti di nuovi abitanti sconosciuti in quella confusione di immigrazione clandestina da tutti i continenti, gente che non ci conosceva e noi non conoscevamo.\u00bb<br \/>\n\u00ab[&#8230;]ci lasciavano le briciole di una umiliazione affranta che bastava solo per comprare la pasticceria a buon prezzo delle feste padronali ma che conteneva tutti i sapori del creato, la fragranza di ogni stagione e i colori dell\u2019arcobaleno mai visto in quei giorni senza pioggia della nostra caduta in disgrazia signor giudice.\u00bb<br \/>\n\u00abE per quanto leggessimo le cronache e tornassimo a rileggerle nel dubbio che ci fosse sfuggito qualcosa, non riuscivamo pi\u00f9 a discernere la verit\u00e0 dal falso tra le righe di ricostruzione delle rivalit\u00e0 di sempre, tra le faide mai assopite ma che in realt\u00e0 si erano estinte da tempo senza che noi ce ne accorgessimo in quell\u2019annebbiamento che non ci lasciava scampo.\u00bb<br \/>\n\u00ab[&#8230;] attraversammo le paludi di citt\u00e0 dei quartieri dei papiri, i fiumi invisibili che scorrevano placidi e senza tempo in acque dolci e cristalline sui fianchi dei palazzi di cemento costruiti con la sabbia del porto, superammo bastioni<br \/>\nfortificati, ci lasciammo alle spalle i totem ciclopici che facevano la guardia alla necropoli che raccoglieva tutto un popolo estinto.\u00bb<br \/>\n\u00abTi ammazzammo nel boato pi\u00f9 grande che riuscimmo a immaginare affinch\u00e9 ti assordasse per sempre e ti si spezzasse il canale del pensiero che va dall\u2019orecchio al cervello, dagli occhi al cuore, nella certezza congenita alla tua stessa nascita che saresti morto disintegrato.\u00bb<br \/>\n\u00ab[&#8230;] siamo nudi e sempre in attesa di ordini.\u00bb<br \/>\n\u00ab[&#8230;] n\u00e9 io n\u00e9 l\u2019assassino, precipitati entrambi su questa terra ancora attonita sin dalla divisione dalle acque, avevamo altri margini di piet\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>[the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2013 Giosu\u00e8 Calaciura, 2022 \u2013 Sellerio \u2013 pp. 216 \u2013 \u20ac 14, 00. Dove si legge, o meglio si ascolta come ad essere in platea, della violenza e del male, che non ha spazio, n\u00e9 tempo o luogo, mentre ha proprio spazi precisi, tempi definiti e luoghi noti. In una lingua densa cos\u00ec tanto da essere sospinti nella lettura, Calaciura scrive di mafia, andando oltre, scrive di violenza soffermandosi qualche passo pi\u00f9 in l\u00e0. In un testo che non \u00e8 per tutti, quando invece da molti dovrebbe esser letto, affinch\u00e9 si&nbsp; comprenda che il male non \u00e8 astratto, ma materiale e materialmente generato dagli uomini e da una precisa &#8211; nel tempo, nello spazio e nel luogo &#8211; sottocultura dominante. \u00ab[&#8230;] avrebbero pagato perch\u00e9 era scritto da sempre nel loro destino di servi sin dal tempo del feudo.\u00bb \u00ab[&#8230;]malati della malattia incurabile di essere disperatamente nati qui e in nessun altro posto del mondo.\u00bb \u00abScoprivamo che il mondo era decrepito e cadente e anche noi ci sentivamo vecchi e barcollanti come le pietre stesse delle case che crollavano senza preavviso nel cuore delle notti di pioggia seppellendo sotto il tufo giallo nomi ignoti di nuovi abitanti sconosciuti in quella confusione di immigrazione clandestina da tutti i continenti, gente che non ci conosceva e noi non conoscevamo.\u00bb \u00ab[&#8230;]ci lasciavano le briciole di una umiliazione affranta che bastava solo per comprare la pasticceria a buon prezzo delle feste padronali ma che conteneva tutti i sapori del creato, la fragranza di ogni stagione e i colori dell\u2019arcobaleno mai visto in quei giorni senza pioggia della nostra caduta in disgrazia signor giudice.\u00bb \u00abE per quanto leggessimo le cronache e tornassimo a rileggerle nel dubbio che ci fosse sfuggito qualcosa, non riuscivamo pi\u00f9 a discernere la verit\u00e0 dal falso tra le righe di ricostruzione delle rivalit\u00e0 di sempre, tra le faide mai assopite ma che in realt\u00e0 si erano estinte da tempo senza che noi ce ne accorgessimo in quell\u2019annebbiamento che non ci lasciava scampo.\u00bb \u00ab[&#8230;] attraversammo le paludi di citt\u00e0 dei quartieri dei papiri, i fiumi invisibili che scorrevano placidi e senza tempo in acque dolci e cristalline sui fianchi dei palazzi di cemento costruiti con la sabbia del porto, superammo bastioni fortificati, ci lasciammo alle spalle i totem ciclopici che facevano la guardia alla necropoli che raccoglieva tutto un popolo estinto.\u00bb \u00abTi ammazzammo nel boato pi\u00f9 grande che riuscimmo a immaginare affinch\u00e9 ti assordasse per sempre e ti si spezzasse il canale del pensiero che va dall\u2019orecchio al cervello, dagli occhi al cuore, nella certezza congenita alla tua stessa nascita che saresti morto disintegrato.\u00bb \u00ab[&#8230;] siamo nudi e sempre in attesa di ordini.\u00bb \u00ab[&#8230;] n\u00e9 io n\u00e9 l\u2019assassino, precipitati entrambi su questa terra ancora attonita sin dalla divisione dalle acque, avevamo altri margini di piet\u00e0.\u00bb [the_ad_placement id=&#8221;spot&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[380],"tags":[1869,1870,1425,1868,478,1866,7,294,1867,773],"class_list":["post-5812","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-romanzo","tag-borsellino","tag-buscetta","tag-calaciura","tag-falcone","tag-mafia","tag-malacarne","tag-palermo","tag-sellerio","tag-stragi","tag-violenza"],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5812"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5812\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6196,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5812\/revisions\/6196"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.massimilianocitta.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}